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Geostorm: una scomoda verità

Mentre a Bonn è in corso la Conferenza Mondiale sul Clima, presieduta dal governo delle isole Fiji, che rischiano nei prossimi anni di venire sommerse; mentre Trump annuncia che il cambiamento climatico non è dovuto (solo) all’uomo, riscuotendo da un lato, l’appoggio nientemeno di Antonino Zichichi (ormai lontano concettualmente da chi scrive, ma non in questo caso), che due mesi fa, a proposito del Trattato di Parigi, ebbe a dire che l’inquinamento -che resta un grave problema-, non va però confuso con i cambiamenti climatici, e dall’altro la secca smentita dei vertici della Casa Bianca che in netto contrasto con il loro Presidente, in un rapporto, asseriscono che sono gli esseri umani a causare l’innalzamento delle temperature, è uscito pochi giorni fa al cinema Geostorm. Il film è l’opera prima, come regista, dell’arci noto Dean Devlin, alter ego del maestro del catastrofismo Roland Emmerich, passato dietro la macchina da presa per confezionare l’ennesimo blockbuster che solo blockbuster non è, e questo lo si evince già leggendo lo slogan che campeggia sul poster: «Chi controlla il clima controlla il mondo».
La pellicola sarebbe dovuta uscire nelle sale già nel 2016, ma una serie di circostanze hanno fatto sì che l’uscita seguisse di un solo giorno il sequel Una scomoda verità 2 (B. Cohen e J. Shenk) dove l’ex vice Presidente Al Gore, torna ad affrontare l’annosa questione del surriscaldamento globale (il primo film diretto da D. Guggenheim nel 2006 valse il Nobel per la pace). Ci sarebbe molto da dire anche su questi due docufilm in quanto hanno suscitato polemiche molto contrastanti per quanto concerne le cause, gli effetti e le strade da seguire per scongiurare una catastrofe globale. Ed è questo il filo conduttore che lega le opere appena citate, dal film in oggetto, ed ecco il perché del titolo del post.
In un futuro poco lontano, la Terra, dopo una serie di catastrofi naturali, viene circondata da un’immensa rete di satelliti, deputati al controllo del clima e quindi in grado, secondo le intenzioni delle nazioni che l’hanno realizzata sotto la super visione dello scienziato (G. Butler) che l’ha ideata, di scongiurare il Geostorm: la super tempesta globale. Ma logicamente il sistema va in tilt, non senza l’intervento umano e toccherà ai protagonisti impedire la catastrofe e, nello stesso tempo, neutralizzare il complotto politico teso a eliminare il Presidente degli Stati Uniti, in modo tale che il Nuovo Ordine Mondiale, così ottenuto, possa gestire, sempre sotto il controllo di un solo uomo, un Pianeta con una popolazione drasticamente ridotta. Il film oltre ad essere un buon prodotto grazie al sempre più verosimile apporto della CGI, non è solo un disaster movie, ma anche un action, e soprattutto legato al filone della conspiracy theory, dove la fantascienza è relegata solo alla prevedibile trama.
Quindi un’opera piena di metafore (ma anche zeppa di citazioni), a partire dall’affettuoso nomignolo dato alla più grande opera mai costruita dall’uomo e cioè il Dutch Boy: il ragazzo olandese che mise il dito nella crepa della diga.
Come accennato, invece di servire come “arma” pacifica per scongiurare il disastro globale, lo stesso sistema favorisce l’ideazione del “Progetto Zeus”, nascosto nei meandri della rete, per trasformare in arma di distruzione di massa la stessa struttura. Quindi il film a cui fa riferimento non sono tanto le opere di Emmerich e cioè i vari Independence Day (1 e 2), Godzilla, The Day After e 2012, bensì a The Core (J. Amiel, 2003) e al suo “Progetto Destino”. Come scrissi nella recensione pubblicata sulla rivista Stargate Magazine (2003): «Una tecnologia ultra segreta (omissis) in grado di provocare, agendo direttamente sul nucleo interno (della Terra), delle scosse sismiche in una zona prestabilita». L’unica differenza è che mentre il Dutch Boy è nello spazio, il Progetto Destino è installato sulla Terra, in una base Top Secret, nascosta fra i ghiacci del Polo…

Il progetto Haarp

Perché i puntini sospensivi? Perché, è mia opinione, che le domande cruciali sono due: esiste già una simile, fantascientifica, struttura?
E soprattutto può essere utilizzata come arma?
La risposta, incredibile per gli scettici, è affermativa, per tutte e due le domande. E come molti avranno capito, mi riferisco al Progetto HAARP, sito a Gakona, in Alaska (USA). L’acronimo HAARP sta per High Frequency Active Auroral Research Program, un nome altisonante per dire che è in grado di inviare onde radio nella ionosfera. Sebbene sia stato realizzato per scopi scientifici e secondo alcuni attualmente non più in funzione, in realtà basta fare una breve ricerca in rete per capire effettivamente di cosa si tratta ed accertarsi che in effetti può essere usato come arma in grado di provocare terremoti (arma tettonica), in punti prestabiliti della crosta terrestre, ma anche tsunami, tempeste e i super tornado che sempre più frequentemente oscurano i nostri cieli: le prove sono tutte lì basta avere un maggior senso critico e un minimo di onestà intellettuale.
Tornando al film, nella scena madre, c’è il face to face, tra il Presidente (A. Garcìa) e il villain di turno (Ed Harris) capo del suo stesso staff. Il succo del serrato, acceso, confronto è sempre lo stesso: eliminare quanti più nemici possibili e soprattutto «giocare a fare Dio». Ultima osservazione: secondo voi, questa, può essere una opportunità per uno dei potenti della Terra? Le possibilità sono molto alte, e le conseguenze credo che ormai siano sotto gli occhi di tutti. Voglio però concludere con un messaggio di speranza. Proprio ieri la Merkel da Bonn afferma che: «Quella del clima è una sfida centrale per il mondo. Una questione di destino dell’umanità»(1). Parole dense di significato e perfettamente in linea con la frase di chiusura di Geostorm: «Un Pianeta, un Popolo e finchè noi condivideremo la nostra sorte, sopravviveremo».

 

Nota:
http://www.repubblica.it/ambiente/2017/11/15/news/l_appello_della_merkel_nel_clima_c_e_il_destino_dell_umanita_proteggiamo_il_mondo_-181180913/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P5-S1.6-T1

Fonti:
https://www.comingsoon.it/film/geostorm/51174/recensione/
https://www.comingsoon.it/film/geostorm/51174/scheda/
http://www.fantascienza.com/22265/geostorm-le-apocalissi-tutte-insieme
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/pubblico/?id=771816
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/pubblico/?id=771258
http://www.mymovies.it/film/2017/an-inconvenient-sequel-truth-to-power/
https://www.lifegate.it/persone/news/cop-23-bonn-isole-fiji
http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/12401915/trattato-parigi-antonio-zichichi-trump-non-ha-torto-inquinamento-clima-non-vanno-confusi-.html
http://www.quotidiano.net/esteri/trump-clima-parigi-1.3510918
http://www.quotidiano.net/blog/farruggia/conferenza-di-bonn-contnua-la-lenta-lotta-ai-cambiamenti-climatici-nonostante-trump-11.807
https://www.wired.it/attualita/ambiente/2017/11/08/cop-23-cambiamento-climatico/
http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2017/11/03/rapporto-usa-umanita-causa-dominante-cambio-clima_ff0e3592-9157-4451-adfb-c7b26fe97448.html

Credit: http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2017/01/disastri-innaturali-terremoti-e.html

Un titolo profetico?

Il Manifesto del 26 settembre scorso ha titolato, a caratteri cubitali (come da foto), in prima pagina, l’articolo scritto da Luca Celada, con una sola parola densa di significati: L’extraterrestre, con questo termine è stato infatti definito Papa Francesco. L’intuizione di chi ha scelto il titolo, se guardiamo come al solito da un’altra prospettiva il concetto che è dietro la voce “extraterrestre”, secondo me, potrebbe essere più che veritiera e azzeccata. Certo la visita del Santo Padre negli Stati Uniti (e ancor prima a Cuba), oltre ad essere stato un bagno di folla, è stato un vero successo che ha travalicato, e di molto, l’aspetto meramente socio-politico, e può essere tranquillamente definito, quasi spirituale.
Nelle visite al Campidoglio e più particolarmente a Ground Zero nella preghiera interreligiosa il Papa ha raggiunto un livello tale da sbriciolare tutte le perplessità, se mai ci fossero state, sul significato e sui concetti espressi in entrambe le occasioni, una «vera strigliata ai potenti della Terra».
Volendo fare il pignolo e andare a trovare il pelo nell’uovo, secondo me la cerimonia però, non è stata come si usa dire adesso politically correct, in quanto mancavano i rappresentanti e gli esponenti dell’unica e sola religione indigena, quella appunto dei nativi americani.
A differenza di quella organizzata da San Giovanni Paolo II ad Assisi nell’ottobre del 1986, dove invece proprio i nativi americani furono i più apprezzati.
Ma non starò qui a parlare di ciò che S.S. ha espresso concettualmente nei suoi discorsi negli States, in quanto la maggior parte di essi sono tratti dalla sua Enciclica Laudato si’ di cui ne abbiamo parlato nei due post precedenti dove ho cercato di estrarne i concetti più importanti. Come detto quindi proviamo a leggere tra le righe il viaggio di Francesco oltreoceano. Luca Celada scrive, infatti: «Fran­ce­sco si è rivolto con un discorso in spa­gnolo più inci­sivo ancora di quello fatto a Washing­ton, in cui ha riba­dito un rin­no­vato ed effet­tivo impe­gno diplo­ma­tico della santa Sede negli affari tem­po­rali del mondo che rap­pre­senta un nuovo corso e una sostan­ziale novità poli­tica cer­ta­mente rispetto alla ammi­ni­stra­zione Ratzin­ger».
Come ormai tutti sanno, il Papa appartiene all’ordine dei Gesuiti, da tempo depositari di un’enorme cultura e attualmente gestiscono la Specola Vaticana, l’istituto cioè che si occupa dell’osservazione dello spazio, con a capo Padre Gabriele Funes, apertamente convinto della non unicità dell’uomo nel Cosmo. Il saluto del pontefice che termina ogni suo Angelus con la frase «pregate per me» (come se dovesse assolvere a chissà quale gravoso compito) e l’apertura del prossimo Anno Santo Straordinario può, alla luce di quanto detto, far pensare che quindi potremmo essere alla vigilia di una svolta epocale, a qualche evento di portata storica per un’umanità oggi completamente alienata.
Infine, l’assemblea generale delle N.U. ha dichiarato dal 4 al 10 ottobre prossimo la Settimana Mondiale dello Spazio per celebrare, tra le altre cose, il miglioramento della condizione umana creando così un evidente fil rouge con i vari discorsi del Papa. Allora siamo vicini al disclosure e all’ammissione della realtà extraterrestre?

Il Global Warning e il Rispetto per il Creato

Parte Prima

Gli eventi cosiddetti “estremi” dal punto di vista climatico, e non, sembra stiano aumentando in tutto il mondo.
In Google, basta digitare appunto le parole, “eventi estremi”, e il più famoso motore di ricerca, in 0,32 secondi da un totale di 793.000 risultati e questo logicamente tenendo conto solo i siti in lingua italiana.
Uno degli eventi più particolari è l’incessante moria delle api che ormai viene registrata in tutto il mondo. Einstein disse che qualora le api scomparissero all’uomo resterebbero solo quattro anni di vita. Nel film E venne il giorno (M. Night Shymalan, 2008), si parla di «Un atto della natura che non capiremo mai del tutto».
Questo è solo uno dei tanti esempi, ma si potrebbe continuare con l’aumento delle eruzioni vulcaniche (in Indonesia sono addirittura 5 i vulcani che contemporaneamente sono in eruzione), per non parlare poi dell’attività umana dovuta principalmente all’utilizzo di HAARP e al fenomeno delle scie chimiche che stanno irrimediabilmente alterando, per scopi ancora non del tutto chiari, l’atmosfera terrestre come si può benissimo vedere dalla foto a fianco, fonte Nasa, che mostra un immagine del nostro pianeta ripresa negli anni 2000 e oggi nel 2015, come potete notare la differenza è evidentissima.
Notizie come questa non vengono in alcun modo prese in considerazione dai media mainstream, perchè: «il loro scopo non è quello di informare ma l’esatto contrario: indottrinare e deviare le masse… Distrarre i sudditi, deviandone e conformandone il pensiero generale… uno degli elementi principi del controllo sociale» (http://www.disinformazione.it/bimbo_vegano_denutrito.htm).
Le voci fuori dal coro sono tante, ma come ormai ripetuto spesso, appartengono a quei ricercatori che con mente più aperta e spirito più critico, riescono ad approfondire tali temi. Eppure, non può essere considerata certo una voce fuori dal coro, anzi una fonte e una voce autorevole viene, inaspettatamente, ma non tanto, addirittura dal Vaticano.
Infatti, Papa Francesco nella sua ultima Enciclica Laudato si’ (della quale se ne consiglia caldamente la lettura, scaricando il testo direttamente dal sito del Vaticano), specifica fin nei minimi termini l’importanza e soprattutto il rispetto per il Creato.
Molti sono i passi che si possono estrapolare dal vibrante testo, semplice, incisivo e soprattutto chiaro di S.S.
Già nel lontano 1971, Paolo VI parlò della drammaticità della situazione, ammonendo l’uomo sul rischio di distruggere la natura fino a diventare «vittima di siffatta degradazione» (Laudato si’, pag. 4).
Anche San Giovanni Paolo II disse che: «L’essere umano sembra non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo» (pag. 5), quello che in realtà succede proprio ora.
Papa Francesco con lucida fermezza dice che: «se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati» (pag.11).
Sua Santità, leggendo più avanti critica il nuovo paradigma e «alle forme di potere che derivano dalla tecnologia» (pag.15). Quella tecnologia che, «legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi» (pag.19).
Come accennato in precedenza «è vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare)» (pag. 21), allargando il discorso rivolgendo lo sguardo a problemi di ordine cosmico e della possibile esistenza del grande perturbatore, come vedremo in altra occasione, Papa Francesco quindi parla di «cambiamenti climatici inauditi», di una «distruzione senza precedenti degli ecosistemi» fino a sostenere fermamente che ci saranno «gravi conseguenze per tutti noi». (pag. 22).
Non solo ma Francesco a proposito dei cambiamenti climatici, afferma che questi avverranno «con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità»(idem).
Parole e concetti espressi anche dal presidente Obama che nel presentare il suo piano per risolvere la questione climatica cita Francesco e la sua Enciclica (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/08/02/clima-obama-annunciasvolta_4544e91f-7428-42a0-a2ca-18cd2ed31656.html).
Giustamente quindi «l’intervento umano, spesso al servizio della finanza e del consumismo, in realtà fa sì che la terra in cui viviamo diventi meno ricca e bella, sempre più limitata e grigia (v. foto, nda), mentre contemporaneamente lo sviluppo della tecnologia e delle offerte di consumo continua ad avanzare senza limiti» (pag. 29).
Come vedete traspare una verità di fondo incontestabile, battendo colpo il Papa cita gli enormi interessi economici internazionali che mettono in pericolo le sovranità nazionali (Cfr. pag. 31).
Tutto questo non può che sfogare «nei conflitti generati dalla mancanza di risorse e in tanti problemi che non trovano spazio sufficiente nelle agende del mondo» (pag. 37).
Quindi succede che «invece di risolvere i problemi dei poveri e pensare a un mondo diverso, alcuni si limitano a proporre una riduzione della natalità» (pag. 38).
E qui entriamo in un vero e proprio campo minato perché questo sarebbe il fine del NWO: ridurre drasticamente la popolazione mondiale con l’uso di armi di distruzione di massa.
Negli Stati Uniti, in Georgia i potenti del Nuovo Ordine Mondiale hanno eretto addirittura un monumento, dove sono incisi particolari comandamenti definiti i 10 comandamenti moderni scritti in otto lingue diverse. Fra tutti spicca il primo: «Mantenere l’umanità sotto i 500 milioni, in equilibrio perpetuo con la natura».
«Con queste nuove informazioni, le finalità delle Guidestones diventano molto chiare, lasciando poco spazio alle ipotesi… il monumento è quindi la prova di un collegamento esistente tra società segrete, l’èlite del mondo e la spinta verso un Nuovo Ordine Mondiale» (https://neovitruvian.wordpress.com/2010/11/17/georgia-guidestones-i-comandamenti-del-nwo/).
Il Santo Padre continua nella sua sferzante analisi sull’attuale sistema economico mondiale, sulla speculazione, sul potere dei mercati che tutto ignorano tranne i loro interessi, fino a sostenere che: «Se qualcuno osservasse dall’esterno (un’ipotetica avanzata civiltà extraterrestre? Nda), si stupirebbe di fronte a un simile comportamento che a volte sembra suicida» (pag. 44).
In questo caso l’essere umano si comporta naturalmente come se nulla fosse.

Fonti:
Lettera Enciclica “Laudato Si’” Del Santo Padre Francesco sulla Cura della Casa Comune, Tipografia Vaticana.
Georgia Guidestones, in Wikipedia
http://www.segnidalcielo.it/leruzione-contemporanea-di-5-vulcani-sta-oscurando-i-cieli-dellindonesia/
http://www.segnidalcielo.it/geoingegneria-e-scie-chimiche-stanno-distruggendo-il-pianeta-terra/

Il Titanic… oggi!

Per un appassionato di cinema, vedere un film una sola volta non basta. Infatti anche se un’opera cinematografica è stata vista e rivista varie volte, c’è sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, di cogliere anche le piccole sfumature, particolari che sembrano insignificanti, dare una diversa, nuova, interpretazione. Mi è successo l’altra sera guardando Titanic (di J. Cameron, 1997). Chiaramente è stato detto tutto, o quasi, sia sulla struggente storia d’amore che sull’affondamento della nave avvenuto nelle prime ore del 15 aprile 1912. Credo che le 2 ore e 40 minuti della durata dell’inabissamento e dell’agonia dei passeggeri che persero la vita nelle acque gelide dell’Atlantico possano essere riviste in chiave sociologica rispecchiando fedelmente la situazione attuale. Scene indimenticabili, ma come detto, anche piccoli particolari: la festa irlandese, con balli accompagnati da musiche celtiche, in un’atmosfera quasi onirica evidenziata dai frames al ralenty, la fuga dei due protagonisti nel locale caldaie con lei che corre con il suo candido vestito bianco in mezzo al calore, al vapore, al sudore, sembra volare leggera e leggera è la sua mano languida che delicatamente sfiora il vetro dell’auto che li accoglie nel loro primo ed unico amplesso. Il resto è la storia di una delle pagine di cronaca più nere, inferiore solo all’ormai tristemente famoso 11 settembre. Ed anche qui i particolari abbondano specie quelli riferiti alla realtà odierna. Uno degli armatori che dice al capitano di aumentare la velocità e che alla fine sarà uno dei primi a mettersi in salvo. Gente impotente, travolta dagli eventi, rassegnata quando capisce che non ci sono più speranze di salvezza, come la madre che canta la ninna nanna ai suoi due piccoli, l’anziana coppia che abbracciata sul letto preferisce vivere in disparte gli ultimi istanti di vita, il privilegio concesso ai passeggeri di prima classe di imbarcarsi per primi sulle scialuppe, la madre della protagonista che chiede al marinaio se anche sulle barche di salvataggio sono assegnati i posti di prima classe… Mentre i passeggeri di terza classe, ed è facile intuirlo, addirittura bloccati con la forza per permettere che i signori si accomodino nelle poche scialuppe. C’è chi, da lontano, assiste impotente alla tragedia che si compie «una cosa che non si vede tutti i giorni», chi non vuole tornare indietro a raccogliere i superstiti e chi invece vorrebbe tornare per salvarne il più possibile. Tentativi di corruzione da parte dell’antagonista, per pagarsi il posto in barca, e che poi raccoglie una bambina incredibilmente abbandonata riuscendo a salvarsi facendosi passare per l’unico genitore. Così và il mondo, direbbe qualcuno, no! Così và il mondo perché così è stato voluto da pochi. La morale è una citazione tratta però da un altro film, dal titolo particolare, Strange Days (K. Bigelow, 1995), già, strani giorni, come quelli che stiamo vivendo: i potenti della Terra «stanno riordinando le sedie… sul Titanic!». E se questo è ormai sotto gli occhi di tutti anche se molti fingono di stare sotto coperta, per non vedere, è mia opinione che questo sia vero, ma ciò sta succedendo a babordo, mentre a tribordo Loro si sono già assegnati i loro maledetti posti sulle loro, maledette, limitate scialuppe.

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