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Geostorm: una scomoda verità

Mentre a Bonn è in corso la Conferenza Mondiale sul Clima, presieduta dal governo delle isole Fiji, che rischiano nei prossimi anni di venire sommerse; mentre Trump annuncia che il cambiamento climatico non è dovuto (solo) all’uomo, riscuotendo da un lato, l’appoggio nientemeno di Antonino Zichichi (ormai lontano concettualmente da chi scrive, ma non in questo caso), che due mesi fa, a proposito del Trattato di Parigi, ebbe a dire che l’inquinamento -che resta un grave problema-, non va però confuso con i cambiamenti climatici, e dall’altro la secca smentita dei vertici della Casa Bianca che in netto contrasto con il loro Presidente, in un rapporto, asseriscono che sono gli esseri umani a causare l’innalzamento delle temperature, è uscito pochi giorni fa al cinema Geostorm. Il film è l’opera prima, come regista, dell’arci noto Dean Devlin, alter ego del maestro del catastrofismo Roland Emmerich, passato dietro la macchina da presa per confezionare l’ennesimo blockbuster che solo blockbuster non è, e questo lo si evince già leggendo lo slogan che campeggia sul poster: «Chi controlla il clima controlla il mondo».
La pellicola sarebbe dovuta uscire nelle sale già nel 2016, ma una serie di circostanze hanno fatto sì che l’uscita seguisse di un solo giorno il sequel Una scomoda verità 2 (B. Cohen e J. Shenk) dove l’ex vice Presidente Al Gore, torna ad affrontare l’annosa questione del surriscaldamento globale (il primo film diretto da D. Guggenheim nel 2006 valse il Nobel per la pace). Ci sarebbe molto da dire anche su questi due docufilm in quanto hanno suscitato polemiche molto contrastanti per quanto concerne le cause, gli effetti e le strade da seguire per scongiurare una catastrofe globale. Ed è questo il filo conduttore che lega le opere appena citate, dal film in oggetto, ed ecco il perché del titolo del post.
In un futuro poco lontano, la Terra, dopo una serie di catastrofi naturali, viene circondata da un’immensa rete di satelliti, deputati al controllo del clima e quindi in grado, secondo le intenzioni delle nazioni che l’hanno realizzata sotto la super visione dello scienziato (G. Butler) che l’ha ideata, di scongiurare il Geostorm: la super tempesta globale. Ma logicamente il sistema va in tilt, non senza l’intervento umano e toccherà ai protagonisti impedire la catastrofe e, nello stesso tempo, neutralizzare il complotto politico teso a eliminare il Presidente degli Stati Uniti, in modo tale che il Nuovo Ordine Mondiale, così ottenuto, possa gestire, sempre sotto il controllo di un solo uomo, un Pianeta con una popolazione drasticamente ridotta. Il film oltre ad essere un buon prodotto grazie al sempre più verosimile apporto della CGI, non è solo un disaster movie, ma anche un action, e soprattutto legato al filone della conspiracy theory, dove la fantascienza è relegata solo alla prevedibile trama.
Quindi un’opera piena di metafore (ma anche zeppa di citazioni), a partire dall’affettuoso nomignolo dato alla più grande opera mai costruita dall’uomo e cioè il Dutch Boy: il ragazzo olandese che mise il dito nella crepa della diga.
Come accennato, invece di servire come “arma” pacifica per scongiurare il disastro globale, lo stesso sistema favorisce l’ideazione del “Progetto Zeus”, nascosto nei meandri della rete, per trasformare in arma di distruzione di massa la stessa struttura. Quindi il film a cui fa riferimento non sono tanto le opere di Emmerich e cioè i vari Independence Day (1 e 2), Godzilla, The Day After e 2012, bensì a The Core (J. Amiel, 2003) e al suo “Progetto Destino”. Come scrissi nella recensione pubblicata sulla rivista Stargate Magazine (2003): «Una tecnologia ultra segreta (omissis) in grado di provocare, agendo direttamente sul nucleo interno (della Terra), delle scosse sismiche in una zona prestabilita». L’unica differenza è che mentre il Dutch Boy è nello spazio, il Progetto Destino è installato sulla Terra, in una base Top Secret, nascosta fra i ghiacci del Polo…

Il progetto Haarp

Perché i puntini sospensivi? Perché, è mia opinione, che le domande cruciali sono due: esiste già una simile, fantascientifica, struttura?
E soprattutto può essere utilizzata come arma?
La risposta, incredibile per gli scettici, è affermativa, per tutte e due le domande. E come molti avranno capito, mi riferisco al Progetto HAARP, sito a Gakona, in Alaska (USA). L’acronimo HAARP sta per High Frequency Active Auroral Research Program, un nome altisonante per dire che è in grado di inviare onde radio nella ionosfera. Sebbene sia stato realizzato per scopi scientifici e secondo alcuni attualmente non più in funzione, in realtà basta fare una breve ricerca in rete per capire effettivamente di cosa si tratta ed accertarsi che in effetti può essere usato come arma in grado di provocare terremoti (arma tettonica), in punti prestabiliti della crosta terrestre, ma anche tsunami, tempeste e i super tornado che sempre più frequentemente oscurano i nostri cieli: le prove sono tutte lì basta avere un maggior senso critico e un minimo di onestà intellettuale.
Tornando al film, nella scena madre, c’è il face to face, tra il Presidente (A. Garcìa) e il villain di turno (Ed Harris) capo del suo stesso staff. Il succo del serrato, acceso, confronto è sempre lo stesso: eliminare quanti più nemici possibili e soprattutto «giocare a fare Dio». Ultima osservazione: secondo voi, questa, può essere una opportunità per uno dei potenti della Terra? Le possibilità sono molto alte, e le conseguenze credo che ormai siano sotto gli occhi di tutti. Voglio però concludere con un messaggio di speranza. Proprio ieri la Merkel da Bonn afferma che: «Quella del clima è una sfida centrale per il mondo. Una questione di destino dell’umanità»(1). Parole dense di significato e perfettamente in linea con la frase di chiusura di Geostorm: «Un Pianeta, un Popolo e finchè noi condivideremo la nostra sorte, sopravviveremo».

 

Nota:
http://www.repubblica.it/ambiente/2017/11/15/news/l_appello_della_merkel_nel_clima_c_e_il_destino_dell_umanita_proteggiamo_il_mondo_-181180913/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P5-S1.6-T1

Fonti:
https://www.comingsoon.it/film/geostorm/51174/recensione/
https://www.comingsoon.it/film/geostorm/51174/scheda/
http://www.fantascienza.com/22265/geostorm-le-apocalissi-tutte-insieme
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/pubblico/?id=771816
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/pubblico/?id=771258
http://www.mymovies.it/film/2017/an-inconvenient-sequel-truth-to-power/
https://www.lifegate.it/persone/news/cop-23-bonn-isole-fiji
http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/12401915/trattato-parigi-antonio-zichichi-trump-non-ha-torto-inquinamento-clima-non-vanno-confusi-.html
http://www.quotidiano.net/esteri/trump-clima-parigi-1.3510918
http://www.quotidiano.net/blog/farruggia/conferenza-di-bonn-contnua-la-lenta-lotta-ai-cambiamenti-climatici-nonostante-trump-11.807
https://www.wired.it/attualita/ambiente/2017/11/08/cop-23-cambiamento-climatico/
http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2017/11/03/rapporto-usa-umanita-causa-dominante-cambio-clima_ff0e3592-9157-4451-adfb-c7b26fe97448.html

Credit: http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2017/01/disastri-innaturali-terremoti-e.html

Senza domani

Questo è il sottotitolo del film Edge of tomorrow (D. Liman, 2014) in cui Tom Cruise appartenente all’esercito mondiale, coinvolto nell’onnipresente invasione aliena, è costretto a ripetere, ogni volta che viene ucciso, lo stesso giorno, cercando di andare sempre un po’ più avanti.
È quanto sembra accadere oggi nel centro Italia, dove le scosse si ripetono senza soluzione di continuità, quotidianamente, con la gente costretta a rivivere la stessa esperienza quasi ogni giorno. Proprio come un film che sembra non finire mai.
Cercando di capire cosa effettivamente stia succedendo e perché, non è semplice, bombardati dalle notizie di televisione e giornali, stiamo perdendo la nostra capacità critica a tutto vantaggio del potere vigente che così facendo ci tiene nell’ignoranza più totale.
Per chi si appresta a leggere il testo che segue potrebbe sembrare solo un’accozzaglia di congetture senza nessuna validità scientifica. Inoltre i concetti che andrò ad esprimere possono sembrare incredibili o addirittura sconvolgenti, ma chi è dotato di una forte onestà intellettuale potrebbe almeno rilevare dei forti dubbi che sono quelli che in realtà dovrebbero spingere la vera ricerca scientifica altresì impegnata a raccogliere solo certezze che sembrano ormai essere giunte al capolinea.
Ripercorrendo brevemente i fatti, dopo il sisma del 24 agosto scorso di Magnitudo (M) 6.0, ci sono state altre forti scosse, due il 26 ottobre, rispettivamente di M 5.4 e M 5.9; il 30 ottobre di M 6.5 (che è la più alta scossa registrata in Italia dopo il terremoto in Irpinia del 1980). Da non dimenticare poi la scossa registrata il 28 ottobre al largo del Mar Tirreno meridionale, nei pressi del temutissimo vulcano Marsili di M 5.7.
Questi fenomeni tellurici hanno interessato una vasta zona dell’Italia centrale, ripresa dai satelliti, all’incirca di 600 km2 (ma secondo altri arriverebbe a 1000 km2), con uno spostamento verso ovest di 30 cm ed una depressione che arriva a ben 70 cm.
Tutti questi eventi sono riconducibili a fenomeni naturali (come dicono gli esperti, quando basta che uno di loro vada in televisione per dire che tutto è sotto controllo) oppure c’è dell’altro? È possibile prevedere i terremoti o addirittura scatenarne uno artificialmente? A che punto è lo stato dell’arte?
Attualmente lo studio per prevedere i fenomeni tellurici si basa sui precursori sismici. Il più importante fra questi è lo studio del gas Radon. «Il radon è un gas che si forma dalla trasformazione dell’uranio 238. Rimane intrappolato nelle rocce, finché all’avvicinarsi di un terremoto le microfratture che si formano nelle rocce non lo portano a sfuggire dalla crosta terrestre. L’utilizzo del radon come precursore di un sisma è tornato prepotentemente alla ribalta poco prima e soprattutto dopo il sisma dell’Aquila del 2009. In quel caso, infatti, Giampaolo Giuliani… un tecnico incaricato di controllare i rilevatori di radon (la cui radioattività può alterare i risultati degli esperimenti con i neutrini), osservando i sismografi e le oscillazioni di radon ha iniziato a notare delle correlazioni che facevano pensare all’avvicinarsi di un sisma. Secondo Giuliani la sua voce venne sottovalutata e il terremoto fece morti e distruzioni»(1).
Come se non bastasse anche per quanto riguarda il sisma del 24 agosto, Giuliani, indica come «con i suoi macchinari di monitoraggio sia possibile prevedere un terremoto con una finestra di 6-24 ore di anticipo. Ed infatti – racconta Giuliani – 5 ore e mezza prima del terremoto di Amatrice, alle 22 del giorno 23, i macchinari collocati in Abruzzo hanno registrato un picco allarmante. Nessuno però vuole vedere i suoi macchinari, nè chiede informazioni sul metodo utilizzato»(2). Perché nessuno vuole prenderlo in considerazione?
Marco Pizzuti nel suo libro Scoperte scientifiche non autorizzate (Edizioni Il Punto d’Incontro, 2011) solleva molte inquietanti questioni: ripercorre anche la storia di Nikola Tesla, lo scienziato più occultato dalla società contemporanea. Pizzuti «si sofferma poi su molti altri studiosi ribelli condannati all’oblio dall’establishment, dimostrando che l’intreccio tra scienza accademica e potere economico blocca l’umanità in uno stato di schiavitù. L’ostracismo con cui sono stati colpiti molti ricercatori “eretici” è tutt’uno con l’egemonia del sapere ufficiale e con la corte di disinformatori i cui raffazzonati “argomenti” si possono confutare conoscendo, ad esempio, gli studi di Tesla»(3).
E non finisce qui, se volete sapere altre informazioni sull’argomento, su youtube (l’indirizzo lo troverete nelle fonti) gira un video di 35’ dal titolo La verità sul terremoto 2016 – Documentario censurato; censurato perché in esso si parla anche del rapporto tra sisma e PIL e delle armi segrete per scatenarne uno!
Prima di toccare questo delicato tema è bene conoscere la differenza tra Terremoti Naturali e Terremoti Artificiali.
I terremoti naturali  «sono vibrazioni o assestamenti improvvisi della crosta terrestre, provocati dallo spostamento improvviso di una massa rocciosa nel sottosuolo» (Wikipedia).
Terremoti artificiali. In un’interessante intervista(4), che vi consiglio di leggere attentamente, Gianni Lannes intervista il prof. Ignazio Guerra docente di Sismologia all’Università di Cosenza ed ex ufficiale dell’esercito italiano. Per brevità riportiamo il passo più indicativo: «I terremoti artificiali vengono provocati in maniera industriale a scopo di ricerca scientifica e ricerca mineraria. A scopo di ricerca scientifica, una volta abbiamo programmato una esplosione di cariche di dinamite da dieci tonnellate, nel Golfo di Taranto perché al momento dello scoppio programmato, una serie di persone con i sismografi portatili erano posizionate ogni 10-20 km lungo la linea che unisce l’Italia alla Yugoslavia, e questo nel 1973, in modo da registrare le onde sismiche prodotte dai terremoti artificiali. Abbiamo realizzato tanti altri esperimenti di questo genere anche sulla terraferma usando camion imbottiti di dinamite. Si scavano buche profonde anche 150 metri nel sottosuolo e si riempiono di candelotti di dinamite avvitati l’uno sull’altro, registrando con sismografi l’effetto dell’esplosione». E questo logicamente non accade solo in Italia, ma in ogni altra parte del mondo. In questa guerra ambientale sono implicati i più importanti centri di ricerca internazionali, la Nato e logicamente Usa e Russia. Proprio gli Stati Uniti d’America risultano i più preparati, sempre pronti a creare nuove armi belliche, come appunto le armi climatiche e tettoniche, proprio quelle che occorrono per innescare terremoti artificiali.
La prima arma verso la quale guardano i ricercatori di confine è il famigerato sistema H.A.A.R.P. (acronimo di High Frequency Active Auroral Research Program), sito nei pressi di Gakona, Alaska. Breve parentesi: l’analoga struttura russa, ma ne esistono altre in diverse zone del mondo, anche in Italia, si chiama Pamir 3, più volte oggetto di discussione da parte dello stesso Putin. Attraverso un intricato sistema di antenne, HAARP bombarda la ionosfera facendo rimbalzare fasci di energia quando e dove vogliono i responsabili. In pratica  «possono creare sismi e quindi scatenare movimenti tellurici potenti dove vogliono smuovendo le faglie. Lo possono fare anche per questioni politico-economiche,  per motivi legati nel distogliere l’opinione pubblica dai problemi reali»(5).
In pratica le attuali armi geofisiche permetterebbero disastri atmosferici, alterando il clima generale, terremoti e tsunami. L’HAARP nel linguaggio diplomatico degli USA è così definito: «Il progetto è anche oggetto di numerose teorie cospirative, compresa l’affermazione che HAARP sia un’arma climatica o geofisica. Cioè, non confermiamo né smentiamo queste informazioni!»(idem). E difatti HAARP è la prima accusata per quanto riguarda il terremoto in Giappone con tanto di tsunami e gli enormi danni causati dal danneggiamento della centrale atomica di Fukushima. Ci sarebbe ancora molto da dire in quanto gli eventi catastrofici sembrano aver aumentato la loro intensità: Israele si prepara a fronteggiare uno tsunami dopo le scosse nel Mediterraneo (contagio sismico). Il famoso “anello di fuoco”, la fascia costiera che va, partendo da ovest, dall’Australia, salendo verso la Cina , Russia e scendendo ad est, toccando tutto il continente americano dagli Usa fino al Cile nel profondo sud, ha ripreso la sua attività vulcanica.
Ma come già detto in passato eventi globali stanno accadendo anche su altri pianeti del sistema solare, “qualcuno” ci ha già avvertito, il pericolo potrebbe essere qualcosa che si nasconde, per ora, nello spazio più profondo…

Note e fonti:

  1. http://www.focus.it/scienza/scienze/979
  2. http://www.luogocomune.net/LC/index.php/23-energia-e-ambiente/4486-giancarlo-giuliani-il-terremoto-si-poteva-prevedere
  3.  http://www.tankerenemy.com/search/label/Armi%20tettoniche#.WBoHi_nhDIU
  4. http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/01/terremoti-naturali-e-terremoti.html
  5. http://www.segnidalcielo.it/haarp-e-armi-tettoniche-perche-la-predizione-dei-terremoti-va-occultata/

http://www.segnidalcielo.it/laumento-dellattivita-sismica-causata-dallaccelerazione-del-nucleo-della-terra/

http://www.repubblica.it/scienze/2016/10/31/news/ecco_perche_la_terra_continua_a_tremare-150987447/

http://www.segnidalcielo.it/sisma-scienziati-russi-applicano-con-successo-la-georadiolocalizzazione-per-prevedere-i-terremoti/

http://www.segnidalcielo.it/trema-il-pericoloso-anello-del-fuoco-terremoto-m-7-0-in-russia-e-forti-scosse-in-california/

http://www.segnidalcielo.it/contagio-sismico-israele-si-prepara-a-un-possibile-tsunami/

http://www.segnidalcielo.it/documento-inedito-la-verita-sul-terremoto-2016-tra-stratagemmi-e-inganni-dei-politici-dopo-le-tragedie-solo-soldi-e-pil/

http://www.segnidalcielo.it/cataclisma-globale-dopo-il-sisma-del-centro-italia-un-terremoto-e-stato-registrato-nei-pressi-del-vulcano-marsili-gli-alieni-dargos-lo-avevano-previsto/

http://www.repubblica.it/scienze/2016/11/02/news/gli_ultimi_terremoti_hanno_deformato_600_km_quadrati_di_territorio-151153797/?ref=r_ext_st_wind

https://www.youtube.com/watch?v=qz6h5CxE3rY

Photo credits: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Il Global Warning e il Rispetto per il Creato

Parte Prima

Gli eventi cosiddetti “estremi” dal punto di vista climatico, e non, sembra stiano aumentando in tutto il mondo.
In Google, basta digitare appunto le parole, “eventi estremi”, e il più famoso motore di ricerca, in 0,32 secondi da un totale di 793.000 risultati e questo logicamente tenendo conto solo i siti in lingua italiana.
Uno degli eventi più particolari è l’incessante moria delle api che ormai viene registrata in tutto il mondo. Einstein disse che qualora le api scomparissero all’uomo resterebbero solo quattro anni di vita. Nel film E venne il giorno (M. Night Shymalan, 2008), si parla di «Un atto della natura che non capiremo mai del tutto».
Questo è solo uno dei tanti esempi, ma si potrebbe continuare con l’aumento delle eruzioni vulcaniche (in Indonesia sono addirittura 5 i vulcani che contemporaneamente sono in eruzione), per non parlare poi dell’attività umana dovuta principalmente all’utilizzo di HAARP e al fenomeno delle scie chimiche che stanno irrimediabilmente alterando, per scopi ancora non del tutto chiari, l’atmosfera terrestre come si può benissimo vedere dalla foto a fianco, fonte Nasa, che mostra un immagine del nostro pianeta ripresa negli anni 2000 e oggi nel 2015, come potete notare la differenza è evidentissima.
Notizie come questa non vengono in alcun modo prese in considerazione dai media mainstream, perchè: «il loro scopo non è quello di informare ma l’esatto contrario: indottrinare e deviare le masse… Distrarre i sudditi, deviandone e conformandone il pensiero generale… uno degli elementi principi del controllo sociale» (http://www.disinformazione.it/bimbo_vegano_denutrito.htm).
Le voci fuori dal coro sono tante, ma come ormai ripetuto spesso, appartengono a quei ricercatori che con mente più aperta e spirito più critico, riescono ad approfondire tali temi. Eppure, non può essere considerata certo una voce fuori dal coro, anzi una fonte e una voce autorevole viene, inaspettatamente, ma non tanto, addirittura dal Vaticano.
Infatti, Papa Francesco nella sua ultima Enciclica Laudato si’ (della quale se ne consiglia caldamente la lettura, scaricando il testo direttamente dal sito del Vaticano), specifica fin nei minimi termini l’importanza e soprattutto il rispetto per il Creato.
Molti sono i passi che si possono estrapolare dal vibrante testo, semplice, incisivo e soprattutto chiaro di S.S.
Già nel lontano 1971, Paolo VI parlò della drammaticità della situazione, ammonendo l’uomo sul rischio di distruggere la natura fino a diventare «vittima di siffatta degradazione» (Laudato si’, pag. 4).
Anche San Giovanni Paolo II disse che: «L’essere umano sembra non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo» (pag. 5), quello che in realtà succede proprio ora.
Papa Francesco con lucida fermezza dice che: «se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati» (pag.11).
Sua Santità, leggendo più avanti critica il nuovo paradigma e «alle forme di potere che derivano dalla tecnologia» (pag.15). Quella tecnologia che, «legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi» (pag.19).
Come accennato in precedenza «è vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare)» (pag. 21), allargando il discorso rivolgendo lo sguardo a problemi di ordine cosmico e della possibile esistenza del grande perturbatore, come vedremo in altra occasione, Papa Francesco quindi parla di «cambiamenti climatici inauditi», di una «distruzione senza precedenti degli ecosistemi» fino a sostenere fermamente che ci saranno «gravi conseguenze per tutti noi». (pag. 22).
Non solo ma Francesco a proposito dei cambiamenti climatici, afferma che questi avverranno «con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità»(idem).
Parole e concetti espressi anche dal presidente Obama che nel presentare il suo piano per risolvere la questione climatica cita Francesco e la sua Enciclica (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/08/02/clima-obama-annunciasvolta_4544e91f-7428-42a0-a2ca-18cd2ed31656.html).
Giustamente quindi «l’intervento umano, spesso al servizio della finanza e del consumismo, in realtà fa sì che la terra in cui viviamo diventi meno ricca e bella, sempre più limitata e grigia (v. foto, nda), mentre contemporaneamente lo sviluppo della tecnologia e delle offerte di consumo continua ad avanzare senza limiti» (pag. 29).
Come vedete traspare una verità di fondo incontestabile, battendo colpo il Papa cita gli enormi interessi economici internazionali che mettono in pericolo le sovranità nazionali (Cfr. pag. 31).
Tutto questo non può che sfogare «nei conflitti generati dalla mancanza di risorse e in tanti problemi che non trovano spazio sufficiente nelle agende del mondo» (pag. 37).
Quindi succede che «invece di risolvere i problemi dei poveri e pensare a un mondo diverso, alcuni si limitano a proporre una riduzione della natalità» (pag. 38).
E qui entriamo in un vero e proprio campo minato perché questo sarebbe il fine del NWO: ridurre drasticamente la popolazione mondiale con l’uso di armi di distruzione di massa.
Negli Stati Uniti, in Georgia i potenti del Nuovo Ordine Mondiale hanno eretto addirittura un monumento, dove sono incisi particolari comandamenti definiti i 10 comandamenti moderni scritti in otto lingue diverse. Fra tutti spicca il primo: «Mantenere l’umanità sotto i 500 milioni, in equilibrio perpetuo con la natura».
«Con queste nuove informazioni, le finalità delle Guidestones diventano molto chiare, lasciando poco spazio alle ipotesi… il monumento è quindi la prova di un collegamento esistente tra società segrete, l’èlite del mondo e la spinta verso un Nuovo Ordine Mondiale» (https://neovitruvian.wordpress.com/2010/11/17/georgia-guidestones-i-comandamenti-del-nwo/).
Il Santo Padre continua nella sua sferzante analisi sull’attuale sistema economico mondiale, sulla speculazione, sul potere dei mercati che tutto ignorano tranne i loro interessi, fino a sostenere che: «Se qualcuno osservasse dall’esterno (un’ipotetica avanzata civiltà extraterrestre? Nda), si stupirebbe di fronte a un simile comportamento che a volte sembra suicida» (pag. 44).
In questo caso l’essere umano si comporta naturalmente come se nulla fosse.

Fonti:
Lettera Enciclica “Laudato Si’” Del Santo Padre Francesco sulla Cura della Casa Comune, Tipografia Vaticana.
Georgia Guidestones, in Wikipedia
http://www.segnidalcielo.it/leruzione-contemporanea-di-5-vulcani-sta-oscurando-i-cieli-dellindonesia/
http://www.segnidalcielo.it/geoingegneria-e-scie-chimiche-stanno-distruggendo-il-pianeta-terra/

Orfani, quasi

Orfani è il titolo di una serie a fumetti creata da Roberto Recchioni (soggetto e sceneggiatura) ed Emiliano Mammuccari (disegni), ed edita dal 2013 dalla Sergio Bonelli Editore.
La graphic novel interamente a colori, evento nuovo per un’intera serie, ma non raro per la stessa casa editrice, è di stampo fantascientifico con un linguaggio grafico e narrativo «innovativo», è stata preceduta da una notevole campagna pubblicitaria (supportata da un sostanzioso budget), ottenendo così un ottimo successo grazie anche all’utilizzo dei social network, fra tutti l’immancabile Fb con una personalissima pagina, pagina presente anche su Wikipedia dalla quale sono state tratte queste prime note.
Con il numero di settembre dal titolo Rock ‘n’ Roll, dove il ballo è solo un eufemismo, si è conclusa la prima stagione.
Quello che a noi interessa, però, è il contenuto dell’albo dal punto di vista concettuale, dei messaggi inseriti e chiaramente dei parallelismi con la realtà, fantascientifici solo per chi ancora si ostina a non voler vedere le cose come, in realtà, sono.
La trama dell’albo quindi è relativa (e lascio al lettore la facoltà o meno di approfondire la trama dell’intera serie) e non è sostanziale rispetto al discorso che andrò a sviluppare.
Nelle ultime pagine dell’albo in questione si fa cenno al termine dell’operazione denominata Painted Sky (Cielo Dipinto) nella quale è stato fatto credere che la causa di un misterioso lampo, che ha decimato l’umanità, sia di matrice aliena e che la restante parte sopravvissuta dovrà unirsi per combattere (in particolare una squadra addestrata fin dalla tenera età, gli orfani del titolo) la minaccia extraterrestre che arriva da un lontano pianeta. Non vi ricorda niente?
Gli amanti del complottismo, come gli ufologi, conoscono molto bene il fantomatico, incredibile piano del NWO, noto come Project Blue Beam. In pratica, per instaurare definitivamente il loro dominio vedremo apparire in cielo, con l’aiuto del sistema HAARP e dopo aver modificato l’atmosfera con l’utilizzo delle scie chimiche come se fosse un immenso schermo (ecco il cielo dipinto), immagini mistico-sacre e c’è chi dice anche astronavi aliene pronte ad attaccare.
Sarà «un nuovo inizio», «l’alba di una nuova era», «il crepuscolo del vecchio mondo dei mostri», ma con il chiaro intento di crearne dei nuovi e più potenti. E se «le foreste precedono la civiltà», nel nostro caso è il naturale esito che «i deserti la seguono»: quello che in pratica sta già accadendo sotto i nostri occhi.
È tutto «un gran casino», i veri responsabili hanno nome e cognome, ma sono al di sopra di tutto, però facendo attenzione e riuscendo a vedere oltre il velo, è possibile notare le loro gesta perché loro non fanno arte, loro fanno cadaveri!
Drogati di potere, del loro modo di vivere, non si accorgono che il loro sistema è arrivato ormai al capolinea perché «l’umanità si merita qualcosa di megliol’umanità si merita un futurol’umanità si merita una speranza». Siamo stanchi delle illusioni, delle menzogne e delle false speranze. L’umanità ha il diritto di conoscere la verità, qualunque essa sia, e se non sapremo gestirla allora «ce la saremo meritata, l’estinzione!».
«Pace non cerco, guerra non sopporto…» è la bellissima frase, intrisa di un antico, cavalleresco codice, che si auto eleva nel testo, tratta da una poesia(1) di Dino Campana, più verosimilmente in realtà, un’astuta quanto illusoria via di mezzo. E noi?

Noi siamo i figli dei padri ammalati,
aquile al tempo di mutar le piume,
svolazziam muti, attoniti, affamati,
sull’agonia di un nume
…(2).

Orfani? Quasi…

 

Note:
1. da Poesia facile, in Quaderno.
2. Emilio Praga da Preludio, in Penombre.

Immagine:
Particolare della quarta di copertina dell’albo n° 12 (settembre 2014, serie Orfani, © Sergio Bonelli Editore).

Fantascienza o realtà?

Marte_top-secret.pngScienziati reticenti, incartamenti Top Secret, una base polare segreta e lo Shuttle Endeavour che và in tilt. Fantascienza o Realtà? Onestamente a questo punto non saprei come rispondere senza l’utilizzo di una terza via che forse è la chiave per comprendere l’ultimo mistero spaziale. Lo scrittore Jean-Michel Valantin, nel suo libro Hollywood, il Pentagono e Washington (Fazi Editore), come ho già scritto in passato, teorizza, e non è il solo, che il governo americano ha da sempre usato il cinema sia a livello politico per propagandare i suoi intenti, ma anche e, soprattutto per informare in maniera indolore la popolazione mondiale anche su eventi ritenuti destabilizzanti come, aggiungo io, ad esempio la realtà extraterrestre. La frase iniziale di questo post, in realtà è la trama, molto sintetizzata del film The Core una produzione Usa, Gran Bretagna, del 2003 a firma di Jon Amiel. Come scrissi nella recensione sul mensile “StarGate Magazine”: in una base polare ultrasegreta situata in Alaska, il governo americano conduceva il “progetto Destino”, una tecnologia talmente avanzata, che sembrava uscita dagli studi di N. Tesla, in grado di provocare terremoti in zone prestabilite. Ma concentriamoci sulla realtà dei fatti. Il 9 novembre è partita dal Cosmodromo russo di Baikonur la sonda Phobos-Grunt che in un viaggio di ben 11 mesi avrebbe dovuto atterrare sul satellite di Marte e raccogliere campioni della luna marziana (grunt=suolo in russo). La sonda, però quando era ancora in orbita terrestre per avere una più favorevole finestra di lancio, ha perso «inspiegabilmente» tutti i contatti con il centro di controllo russo. Fin qui niente di strano, forse. Infatti, il tenente generale Nikolay Rodoniov comandante del sistema di allerta russo per i missili balistici ha accusato gli americani di essere gli artefici del disastro compiuto ai danni della Sonda con l’utilizzo del sistema HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program), situato a Gakona in Alaska, che ufficialmente viene utilizzato per studiare la ionosfera, ma che, secondo gli esperti della controinformazione serve a ben altro come ad esempio l’utilizzo delle scie chimiche e come arma per provocare terremoti. Se davvero è successo questo e l’accusa del generale russo, fa propendere verso questa ipotesi, la domanda è, come al solito: perché? Perché impedire alla sonda di avvicinarsi a Marte e addirittura atterrare su una sua luna (il quarto pianeta dal sole ha due lune, l’altra è Deimos). Forse, a questo punto, qualcuno vuole evitare che occhi indiscreti guardino più da vicino cose che loro hanno già visto e non vogliono che altri e, di conseguenza l’umanità, ne venga messa al corrente. C’è vita su Marte o su una delle sue lune? Oppure c’è stata? Se è così allora gli studiosi che sostengono che sul pianeta rosso, che poi forse rosso non è, ci siano strutture artificiali, hanno effettivamente ragione? Se al tutto aggiungiamo che per quanto riguarda il guasto della sonda i diretti interessati americani tacciono nel loro ormai omertoso e ridicolo silenzio, il quadro è, secondo me, completo.

Fonti:

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_novembre_29/sonda-russa-marte-caprara_334c14f4-1a70-11e1-a0da-00d265bd2fc6.shtml

http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7334.10

http://misterobufo.corriere.it/

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Scie Chimiche, vero x-file

2078533755.jpg La foto che vedete non è l’ultima idea per pubblicizzare l’imminente uscita del film “X-Files: I want to believe”, anche se, voglio credere che gli agenti dell’FBI, Fox Mulder e Dana Scully, avrebbero avuto sicuramente il loro bel da fare investigando su quello che, in realtà, oggi, è un vero e proprio x-file: le scie chimiche o chemtrails.
In rete basta digitare questa parola per essere sommersi da centinaia se non migliaia di pagine che spiegano fin nei minimi particolari il mistero delle scie chimiche, diverse dalle normali scie di condensazione, anche se le autorità, come sempre, negano tale distinzione riducendo il tutto al solito visionario complottismo di tanti seri studiosi e ricercatori. Ricercatori che sono riusciti a tracciare invece quello che sembra uno dei tanti black project portati avanti da potenti gruppi occulti, senza che il resto dell’umanità sia al corrente di ciò che succede “sopra le loro teste”.
Come detto, chi ha voglia può benissimo documentarsi da solo per tracciare i contorni di questo fenomeno, traendo le proprie personali conclusioni, partendo dal luogo dove tutto potrebbe aver avuto inizio (Gakona, Alaska), il progetto HAARP, il suo uso (il controllo climatico), gli scopi che si nascondono e valutando come al solito le tante teorie inerenti la risposta alla più universale delle domande: perché?
Cercherò di esporre brevemente, nel prosieguo del testo, ciò che ho desunto dal materiale, ripeto talmente vasto, che credo nessuno abbia letto tutto e, quindi, è possibile che, quanto andrò ad evidenziare, possa già essere stato scritto o detto da altri.
In un mio precedente articolo dal titolo Shaping the world, a sua volta tratto dal “Dossier Muroc” (www.secretum-omega.com/muroc.html), si può leggere delle “Alternative” (1, 2 e 3) che un gruppo di studi segreto (Jason Society), sotto l’amministrazione Eisenhower, avrebbe proposto per “risolvere” problemi a livello planetario.
Nel “Dossier Muroc” l’autore (l’amico e ricercatore C. Barbato), suppone che responsabili dei “buchi” presenti nello strato di ozono siano esplosioni di cariche nucleari, fatte detonare nell’atmosfera, in modo tale che tutto lo smog sarebbe potuto fuoriuscire, nello spazio aperto, attraverso i buchi artificialmente creati.
Ma così non è stato e allora, probabilmente, i saggi, consapevoli del pericolo delle radiazioni nucleari, stanno diffondendo nell’atmosfera, attraverso le scie chimiche, sostanze (principalmente bario ed alluminio) forse, secondo loro, ipoteticamente in grado di contrastarne gli effetti.
È solo una personale congettura che però spiega la globalità del fenomeno in quanto chiaramente la radioattività, sospinta dai venti, non rispetterebbe nessun confine; globalità che è connessa anche alla mia seconda ipotesi, per così dire, più esoterica.
Nell’articolo “Onde quantiche e continuum spazio-tempo” (leggibile all’indirizzo http://www.segnidalcielo.it/onde_quantiche.html, fonte 2012splinder.com) c’è scritto che la Terra e gran parte dei suoi abitanti starebbero per compiere il salto dimensionale, passando cioè dalla terza alla quarta dimensione.
Evidentemente ai potenti non piace che l’umanità (ripeto, gran parte), compia questa salto evolutivo verso un’era più armonica ed ecco che con l’utilizzo delle scie chimiche irrorano l’atmosfera di sostanze che, agendo «sul campo elettrico del cervello», impediscano all’onda quantica in arrivo, di portare i suoi benefici effetti.
Sembra assurdo, ma se ci si riflette un attimo, cio è coerente con il modo di ragionare dei potenti: su chi farebbero valere il loro, finora, incontrastato potere, se l’umanità cambiasse drasticamente rotta?

Nota:
La suddetta foto, da me scattata sul balcone di casa insieme ad alcune altre (Foto scie chimiche), oltre ad essere molto suggestiva indicherebbe senza alcun dubbio il passaggio di due aerei, in una zona distante dalle rotte convenzionali e dato che le normali scie di condensazione si formano simultaneamente al passaggio,  sembrerebbe che gli aerei si siano anche sfiorati in volo…

Commenti_Scie chimiche