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Incontro con Luca Parmitano

Giuseppe Nardoianni e Andrea Mattei
«Ci sono sere in cui la passione per certe tematiche ti porta letteralmente a toccare il cielo con un dito».
Giovedì 30 aprile u.s., durante un evento organizzato dall’ESA, è stato presentato, nell’Aula Magna dell’istituto T. Tasso di Salerno, il nuovo libro Camminare tra le stelle (Feltrinelli) firmato dall’astronauta Luca Parmitano e dal giornalista Emilio Cozzi.
Sul palco, ad affiancare Parmitano come moderatore del flusso di domande e curiosità, c’era l’amico Andrea Mattei con il quale mi pregio di firmare l’articolo che segue: la storia di una serata vissuta a metà strada tra la Terra e lo Spazio. L’incontro con un astronauta di tale profilo, è stato uno di quei momenti che lasciano il segno, anche perché i proventi del libro, per ragazzi, sosterranno borse di studio per programmi di mobilità studentesca internazionale. Nonostante la platea stracolma che ci attendeva, l’approccio di Luca è stato subito spontaneo e cordiale. Ci ha colpito un dettaglio in particolare: durante la breve presentazione nel backstage, ha scelto di non voler conoscere le domande che Andrea aveva preparato. Una prova di grande disponibilità e, soprattutto, di una rara voglia di dialogare senza filtri.
Prima di entrare nel vivo dell’intervista, Andrea ha introdotto Luca Parmitano ripercorrendo una carriera, che sembra uscita da un romanzo d’avventura quasi alla J. Verne, ma che è costruita su una disciplina ferrea: pilota collaudatore da oltre 2000 ore di volo e uomo delle istituzioni, già Medaglia d’Oro al Valore Civile, medaglia d’argento al valore aeronautico, Cavaliere di Gran Croce e Commendatore della Repubblica.
Da sottolineare il suo legame con lo spazio: uno degli undici astronauti ESA attualmente in attività, con 366 giorni vissuti sulla International Space Station (ISS) e sei “attività extraveicolari” (E.V.A.) e ricordare che è stato il primo comandante italiano della I.S.S. dove, appunto durante una di queste attività all’esterno della Stazione orbitale, ha gestito situazioni critiche come una perdita di acqua nel casco che rischiò di farlo affogare nel liquido di refrigerazione della tuta spaziale. Un incidente gestito con una calma fuori dal comune che serve a far capire la caratura dell’uomo che, oggi, ha persino un asteroide dedicato a lui. Al termine della presentazione, Parmitano ha sorriso perché ha voluto ribadire che tutto sommato la preparazione di un astronauta non deve essere necessariamente straordinaria ma si colloca esattamente nella media delle capacità umane.

Luca Parmitano e Andrea Mattei

La visione scientifica: barriere cosmiche e vita tra le stelle
Uno dei momenti più intensi dell’incontro è stato il racconto della riparazione dell’AMS (Alpha Magnetic Spectrometer, lo strumento cacciatore di materia oscura e antimateria), un progetto da 2 miliardi di dollari, guidato dal Premio Nobel per la Fisica Samuel Ting. Un’impresa titanica che ha coinvolto 600 scienziati da 16 Paesi. Come mostrato nella Serie TV La via per le stelle, il Prof. Ting, durante le fasi di progettazione della missione di riparazione, era una presenza costante alla NASA, capace di esercitare una pressione altissima su tecnici e astronauti. I test non andavano mai a buon fine: ogni tentativo rivelava nuovi punti critici, costringendo gli ingegneri a ripensare a strumenti e procedure; così il percorso per la riparazione dell’AMS si è prolungato fino a superare i 5 anni di lavoro continuo. Il Project Manager della NASA riassunse perfettamente il clima di quel periodo: «Quando hai a che fare con il Prof. Ting hai tre possibilità: stare in disparte a guardare il treno che passa; salirci sopra; oppure farti investire dal treno».
Luca si trovava esattamente su quel binario per salire sul treno, pronto a gestire una delle sfide tecnologiche più complesse mai tentate nello spazio, attività, che come complessità, era seconda solo alle missioni di up-grade dell’Hubble Space Telescope. Interessante la seconda parte del dibattito tra Parmitano e i giovani studenti che, seppur adolescenti hanno tenuto testa all’esperto astronauta. Alla domanda riferita a come ci si adatta in un ambiente di microgravità, arriva a coniare un termine riferito alla specie “homo”, definendo l’essere umano odierno come “Homo Spatialis” che per vivere nello spazio e mantenere una postura equilibrata l’evoluzione potrebbe portare allo sviluppo di un terzo arto inferiore, nella fattispecie una grossa coda che renderebbe molto più salda la postura bipede facendola diventare tripede. Sembra un concetto buttato lì a caso, non lo è. Nel 1982, il paleontologo Dale Russell, ipotizzò, un percorso evolutivo alternativo, diverso. Egli ritenne che il “Troodon”, un dinosauro predatore bipede se non si fosse estinto milioni di anni fa, avrebbe potuto evolversi in una creatura umanoide intelligente, definita appunto “Homo Saurus”. Per quanto riguarda l’espansione dell’uomo nell’universo Parmitano, dimostrando una certa apertura mentale cita anche il celebre scrittore americano Dan Simmons, recentemente scomparso, noto per aver elevato la fantascienza con opere complesse riferite all’espansione dell’uomo nell’universo, in una visione iperrealista e sociologica, nobilitando uno dei cardini della FantaScienza, la “Space Opera”, appunto.
Peculiare poi la spiegazione di alcune manovre spaziali come l’accensione dei motori o il cambio di traiettoria, fondamentali operazioni di routine, di tutte le missioni: l’astronauta ricorre, per visualizzare ancora meglio il concetto, alle famose caramelle “M&M’S”, i piccoli confetti al cioccolato multicolore che, se contenuti in un contenitore sferico, si muoverebbero avanti e indietro a seconda della spinta ricevuta. Curioso, ma non più di tanto, il ricorso alle gustose caramelline: nel film Mission to Mars (B. De Palma, 2000), il protagonista facendole cadere, nota che alcune di loro formavano casualmente, una sorta di elica come il DNA, intuendo così il modo per portare a termine la missione.
Arriviamo così alla domanda delle domande: «esiste la vita extraterrestre?». L’astronauta cita il film Contact (R. Zemekis, 1997), sostenendo che se non ci fossero «sarebbe uno spreco di spazio»! Entrando più in argomento però Parmitano si dimostra sì sincero e in linea con il mondo accademico, ricorrendo per forza di cose, all’assunto, secondo il quale le distanze sono così enormi che anche viaggiando alla velocità della luce (circa 300.000 km al secondo), ci vorrebbero centinaia se non migliaia di anni. Secondo la teoria della relatività, l’accelerazione di un corpo verso velocità relativistiche comporta un aumento esponenziale dell’energia cinetica necessaria, rendendo la velocità della luce un limite insuperabile per qualsiasi corpo dotato di massa. Domande che denotano una certa preparazione dei ragazzi coinvolti, ma noi, entrando più nel merito della questione avremmo voluto rivolgergli domande più specifiche e dirette. L’onestà intellettuale di Parmitano, come detto, è palese ma, e questo è una mancanza relativa a tutti gli studiosi che difendono, a volte strenuamente, le teorie ufficiali: in pratica, per noi alla fine di ogni assunto, teoria, ecc. dovrebbe essere conclusa con la frase “secondo le nostre attuali conoscenze”. Cosa significa? Significa che in un universo infinito con miliardi di stelle e pianeti (e in riferimento alla famosa formula di Drake) potrebbero esserci miliardi di civiltà intelligenti nel cosmo. Questo comporta il fatto che possano esserci civiltà molto più antiche della nostra, anche nel valore di migliaia se non centinaia di migliaia di anni e che quindi possano aver scoperto un sistema, una tecnologia per aggirare l’ostacolo della velocità della luce. Oppure che abbiano scoperto l’utilizzo dei cosiddetti tunnel di Einstein-Rosen, ipotetiche scorciatoie che basate sulle equazioni della relatività generale, connetterebbero due punti distanti del tessuto spazio-temporale, ritenuti teoricamente possibili. La speranza è quella che un giorno potremmo intercettare un segnale alieno, o magari una navicella robotica al pari delle sonde Voyager 1 e 2 che viaggiano ormai oltre i confini del Sistema Solare. Un giorno, magari tra centinaia di migliaia di anni, quando con estrema probabilità la razza umana si sarà estinta, le Voyager potranno essere intercettate da qualche civiltà extraterrestre e capiranno che in un angolo dell’Universo è esistito un pianeta rigoglioso di vita. Un’altra domanda che non è stata posta, poteva essere questa: «essendo stato nello spazio e svolto diverse E.V.A. ha mai visto un UFO (Unidentified Flying Object) e/o UAP (Unidentified Aerial Phenomena)?». Non possiamo saperlo, ma forse se ciò è accaduto, anche in passato e per altre missioni, resta l’incognita con solo un velato accenno agli “omini verdi con le antenne” e alle “Abduction”. L’incontro con il nostro astronauta italiano si è concluso così come era iniziato: sotto il segno della generosità. Dopo averci portato tra i confini della fisica con i misteri dell’AMS e dopo averci fatto sognare di fluttuare sulla Stazione Spaziale Internazionale, Luca Parmitano è tornato con i piedi per terra, ma solo per dedicarsi completamente a chi lo aspettava. Si è concesso con pazienza infinita a una lunga sessione di autografi e selfie, un rito, che per i tanti ragazzi presenti e non solo ragazzi… è stato molto più di un ricordo digitale. In quel momento, tra una firma sulla copia di Camminare tra le stelle e un sorriso in camera, è diventato chiaro il senso profondo del pomeriggio: non si trattava solo di celebrare un eroe dello spazio, ma di piantare il seme dell’ispirazione. Perché se è vero che le leggi della fisica rendono difficile viaggiare tra le stelle, incontri come questo dimostrano che sognare di farlo è ancora il motore più potente che abbiamo.

Grazie alla Feltrinelli di Salerno per la coordinazione dell’evento, in particolare a Mauro Leone e Silvia Tramontano. Un doveroso grazie anche a Roberta Stazi dell’ESA.

Note Bio autori:
Andrea Mattei, matematico e sviluppatore software, studioso della più antica delle scienze: l’astronomia.
Direttore dell’Osservatorio Astronomico San Marco di Salerno.
https://www.wcubed.it/smao/
Socio fondatore e già Presidente per circa 20 anni del C.A.N.A. di Salerno.
3 asteroidi scoperti e membro del M.P.C. (Minor Planet Center) e dell’A.A.V.S.O. (American Association of Variable Star Observers) e della International Astronomical Search Collaboration (I.A.S.C.)

Giuseppe Nardoianni
link Personal Studies

Il Global Warning e il Rispetto per il Creato

Parte Prima

Gli eventi cosiddetti “estremi” dal punto di vista climatico, e non, sembra stiano aumentando in tutto il mondo.
In Google, basta digitare appunto le parole, “eventi estremi”, e il più famoso motore di ricerca, in 0,32 secondi da un totale di 793.000 risultati e questo logicamente tenendo conto solo i siti in lingua italiana.
Uno degli eventi più particolari è l’incessante moria delle api che ormai viene registrata in tutto il mondo. Einstein disse che qualora le api scomparissero all’uomo resterebbero solo quattro anni di vita. Nel film E venne il giorno (M. Night Shymalan, 2008), si parla di «Un atto della natura che non capiremo mai del tutto».
Questo è solo uno dei tanti esempi, ma si potrebbe continuare con l’aumento delle eruzioni vulcaniche (in Indonesia sono addirittura 5 i vulcani che contemporaneamente sono in eruzione), per non parlare poi dell’attività umana dovuta principalmente all’utilizzo di HAARP e al fenomeno delle scie chimiche che stanno irrimediabilmente alterando, per scopi ancora non del tutto chiari, l’atmosfera terrestre come si può benissimo vedere dalla foto a fianco, fonte Nasa, che mostra un immagine del nostro pianeta ripresa negli anni 2000 e oggi nel 2015, come potete notare la differenza è evidentissima.
Notizie come questa non vengono in alcun modo prese in considerazione dai media mainstream, perchè: «il loro scopo non è quello di informare ma l’esatto contrario: indottrinare e deviare le masse… Distrarre i sudditi, deviandone e conformandone il pensiero generale… uno degli elementi principi del controllo sociale» (http://www.disinformazione.it/bimbo_vegano_denutrito.htm).
Le voci fuori dal coro sono tante, ma come ormai ripetuto spesso, appartengono a quei ricercatori che con mente più aperta e spirito più critico, riescono ad approfondire tali temi. Eppure, non può essere considerata certo una voce fuori dal coro, anzi una fonte e una voce autorevole viene, inaspettatamente, ma non tanto, addirittura dal Vaticano.
Infatti, Papa Francesco nella sua ultima Enciclica Laudato si’ (della quale se ne consiglia caldamente la lettura, scaricando il testo direttamente dal sito del Vaticano), specifica fin nei minimi termini l’importanza e soprattutto il rispetto per il Creato.
Molti sono i passi che si possono estrapolare dal vibrante testo, semplice, incisivo e soprattutto chiaro di S.S.
Già nel lontano 1971, Paolo VI parlò della drammaticità della situazione, ammonendo l’uomo sul rischio di distruggere la natura fino a diventare «vittima di siffatta degradazione» (Laudato si’, pag. 4).
Anche San Giovanni Paolo II disse che: «L’essere umano sembra non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo» (pag. 5), quello che in realtà succede proprio ora.
Papa Francesco con lucida fermezza dice che: «se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati» (pag.11).
Sua Santità, leggendo più avanti critica il nuovo paradigma e «alle forme di potere che derivano dalla tecnologia» (pag.15). Quella tecnologia che, «legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi» (pag.19).
Come accennato in precedenza «è vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare)» (pag. 21), allargando il discorso rivolgendo lo sguardo a problemi di ordine cosmico e della possibile esistenza del grande perturbatore, come vedremo in altra occasione, Papa Francesco quindi parla di «cambiamenti climatici inauditi», di una «distruzione senza precedenti degli ecosistemi» fino a sostenere fermamente che ci saranno «gravi conseguenze per tutti noi». (pag. 22).
Non solo ma Francesco a proposito dei cambiamenti climatici, afferma che questi avverranno «con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità»(idem).
Parole e concetti espressi anche dal presidente Obama che nel presentare il suo piano per risolvere la questione climatica cita Francesco e la sua Enciclica (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/08/02/clima-obama-annunciasvolta_4544e91f-7428-42a0-a2ca-18cd2ed31656.html).
Giustamente quindi «l’intervento umano, spesso al servizio della finanza e del consumismo, in realtà fa sì che la terra in cui viviamo diventi meno ricca e bella, sempre più limitata e grigia (v. foto, nda), mentre contemporaneamente lo sviluppo della tecnologia e delle offerte di consumo continua ad avanzare senza limiti» (pag. 29).
Come vedete traspare una verità di fondo incontestabile, battendo colpo il Papa cita gli enormi interessi economici internazionali che mettono in pericolo le sovranità nazionali (Cfr. pag. 31).
Tutto questo non può che sfogare «nei conflitti generati dalla mancanza di risorse e in tanti problemi che non trovano spazio sufficiente nelle agende del mondo» (pag. 37).
Quindi succede che «invece di risolvere i problemi dei poveri e pensare a un mondo diverso, alcuni si limitano a proporre una riduzione della natalità» (pag. 38).
E qui entriamo in un vero e proprio campo minato perché questo sarebbe il fine del NWO: ridurre drasticamente la popolazione mondiale con l’uso di armi di distruzione di massa.
Negli Stati Uniti, in Georgia i potenti del Nuovo Ordine Mondiale hanno eretto addirittura un monumento, dove sono incisi particolari comandamenti definiti i 10 comandamenti moderni scritti in otto lingue diverse. Fra tutti spicca il primo: «Mantenere l’umanità sotto i 500 milioni, in equilibrio perpetuo con la natura».
«Con queste nuove informazioni, le finalità delle Guidestones diventano molto chiare, lasciando poco spazio alle ipotesi… il monumento è quindi la prova di un collegamento esistente tra società segrete, l’èlite del mondo e la spinta verso un Nuovo Ordine Mondiale» (https://neovitruvian.wordpress.com/2010/11/17/georgia-guidestones-i-comandamenti-del-nwo/).
Il Santo Padre continua nella sua sferzante analisi sull’attuale sistema economico mondiale, sulla speculazione, sul potere dei mercati che tutto ignorano tranne i loro interessi, fino a sostenere che: «Se qualcuno osservasse dall’esterno (un’ipotetica avanzata civiltà extraterrestre? Nda), si stupirebbe di fronte a un simile comportamento che a volte sembra suicida» (pag. 44).
In questo caso l’essere umano si comporta naturalmente come se nulla fosse.

Fonti:
Lettera Enciclica “Laudato Si’” Del Santo Padre Francesco sulla Cura della Casa Comune, Tipografia Vaticana.
Georgia Guidestones, in Wikipedia
http://www.segnidalcielo.it/leruzione-contemporanea-di-5-vulcani-sta-oscurando-i-cieli-dellindonesia/
http://www.segnidalcielo.it/geoingegneria-e-scie-chimiche-stanno-distruggendo-il-pianeta-terra/

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