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La minaccia silenziosa

Di invasioni principalmente aliene nel cinema di fantascienza ci sono e ce ne saranno ancora molte, non ultimo Arrival, nelle sale dal prossimo 19 gennaio. Dallo spazio è arrivato praticamente di tutto, extraterrestri di ogni forma e tipo a parte, sono giunti sul nostro martoriato (dal cinema e non solo) pianeta: virus, piante assassine, baccelli, dna che ha permesso la nascita di bambini superdotati, ma anche cervelli, materiale gelatinoso (blob), ecc. Ma che cosa succederebbe se la minaccia, arrivasse invece che dalla volta celeste, direttamente dall’ecosistema terrestre? Spoiler: per chi avesse la fobie degli insetti, in particolare delle formiche, si consiglia di non leggere più avanti. Già perchè le piccole bestiole a sei zampe sono considerate dagli esperti, l’insetto a più alto potenziale per divenire appunto una specie invasiva globale.
In un primo momento potrebbe sembrare una cosa ridicola: quante volte ci siamo soffermati a guardare quelle frenetiche creaturine entrare ed uscire velocemente da ogni formicaio? E quante volte, nel momento di schiacciarne una non ci siamo sentiti come un dio? Per molti infatti non rappresentano nemmeno un pericolo, al massimo un fastidio, quando infestano una casa, non sarebbe quindi nemmeno una guerra tra noi e loro, «ma uno sterminio» (La guerra dei mondi, S. Spielberg, 2005). Non è così. Nei giorni scorsi sono apparsi alcuni articoli (citati nelle fonti) che parlano proprio di questo particolare argomento che sembra fantascienza allo stato puro, e l’umanità, come nei classici film: Assalto alla Terra (G. Douglas, 1954), Furia bianca (B. Haskin, 1954), Fase IV: distruzione Terra (S. Bass, 1973), Marabunta: minaccia alla Terra (J. Charleston, 1997), e altri meno noti, potrebbe sembrare impreparata ad affrontare una simile minaccia. Tuttavia però gli scienziati che studiano il fenomeno, i mirmecologi(1) sono, e da parecchio tempo, già al lavoro. Quello che hanno scoperto è a dir poco sensazionale.

lepisiota_canescens

Ma facciamo un passo indietro, per una piccola grande storia tutta italiana. Negli anni ’60 l’intellettuale rivoluzionario antifascista Aldo Braibanti (la cui triste storia personale non è oggetto di questo testo), appassionato studioso delle formiche, tanto da essere considerato un vero esperto in materia, in un intervista, alla domanda del giornalista che gli chiese se un giorno ci potesse essere una guerra tra l’uomo e le formiche, Braibanti rispose che se il clima dovesse cambiare sarebbe un’ipotesi molto probabile(2). Inutile dire che il clima non sta, ma è già cambiato.
E i piccoli, silenziosi, animaletti, si sono, per così dire, subito messi in marcia. E sono addirittura due le formiche che stanno muovendo alla conquista del pianeta Terra. Entrambe appartenenti all’Ordine delle Hymenoptere e alla Famiglia delle Formicidae, sono rispettivamente la Lepisiota Canescens e la Linepithema Humile, quest’ultima inserita dagli esperti, tra le 100 specie più invasive del pianeta. La Lepisiota Canescens è originaria delle foreste etiopi, capace di formare delle super colonie che si possono estendere anche per quasi 40 km; lo studio, portato avanti dal Museo di Scienze Naturali del North Carolina dalla dott.ssa M. Sorger, ha dimostrato che la Lepisiota dopo aver invaso altri territori, sta avanzando in altri habitat, come terreni agricoli ma soprattutto urbani, prediligendo strade di recente costruzione e altre strutture.
La Linepithema Humile, invece è originaria del Sudamerica, nello specifico proviene dal bacino del fiume Paranà tra Argentina, Uruguay, Paraguay e la parte meridionale del Brasile.

linepithema_humile

Gli esperti la considerano come detto, temibile e altamente invasiva, infatti ora il suo dominio si estende anche al Nord America, all’Europa meridionale (Francia, Spagna, Italia), in Africa come in Giappone e fino all’Australia e alla Nuova Zelanda!
In tutte queste zone del mondo ha causato già seri problemi alle colture e persino agli animali. Avanzando, praticamente distrugge ogni cosa che gli capita a tiro, uccidendo senza pietà, in primis, le altre formiche autoctone, che non appartengono alla sua specie; come un esercito che procede compatto assimila al suo interno gli altri formicai della stessa specie combattendo unite.
Niente sembra ostacolare la pericolosa marcia: gli scienziati increduli si chiedono come questo sia possibile. L’incontrollata espansione è favorita altresì da un involontario, ma decisivo, intervento antropico alloctono(3): lo sviluppo, diventato globale, dei trasporti: navi, aerei, treni, tutto fa al caso. In pratica una Regina potrebbe finire accidentalmente nel bagaglio di ognuno di noi e il gioco è fatto.
Se qualcuno, come al solito avesse ancora dei dubbi per cose che sfuggono alla propria comprensione, tengo a precisare che il rapporto tra l’uomo e le formiche, lo studio e la loro osservazione, ha radici molto profonde che risalgono addirittura quasi all’inizio della storia umana: ne parlano il saggio re Salomone nella Bibbia (Proverbi: 6,6) e lo storico Plinio. Arrivando ai giorni nostri, nel 1952, Italo Calvino scrisse il racconto La formica argentina e sull’invasione di quest’ultima nella zona della riviera di Ponente ligure (fatto storico realmente accaduto). Nel romanzo egli racconta  il male di vivere, e il pericolo che viene dalla natura:  «Se lui ci avesse parlato di formiche […] noi avremmo pensato di trovarci contro un nemico concreto, numerabile, con un corpo, un peso. […] creature di quelle che si possono toccare, smuovere, come i gatti, i conigli. Qui avevamo di fronte un nemico come la nebbia o la sabbia, contro cui la forza non vale»(4).

Note e fonti:

  1. La mirmecologia è una branca della zoologia, o più precisamente dell’entomologia, che si occupa dello studio delle formiche, della loro evoluta vita sociale e di tutto quello che le riguarda (Wikipedia).
  2. Da Il giorno e la storia, Rai Storia, puntata del 05.12.2016.
  3. Per specie aliena, in biologia, si intende una qualsiasi specie vivente (animale, vegetale o fungo) che, a causa dell’azione dell’uomo (intenzionale o accidentale), si trova ad abitare e colonizzare un territorio diverso dal suo reale. In tal caso, si parla anche di specie alloctona (Wikipedia).
  4. https://it.wikipedia.org/wiki/La_formica_argentina

http://www.segnidalcielo.it/super-colonie-di-formiche-si-stanno-preparando-allinvasione-globale/
http://www.ilnavigatorecurioso.it/2016/11/09/la-guerra-mondiale-piu-rovinosa-e-in-atto-adesso-e-la-conduce-la-formica-argentina/

Photo credits: Wikipedia

Virus Versus 6: Countdown

Network di batteri

Network di batteri

Non pensavo che in così breve tempo sarei dovuto tornare sull’argomento virus/batteri, ma un fatto accaduto pochi giorni fa, che subito è balzato agli onori della cronaca, anche dei media mainstream, ha catturato la mia attenzione tanto da non poter fare a meno di scrivere il post che segue.
Questo è il sesto capitolo sui virus, ma mai come stavolta, forse la situazione non è solo teorica, ma indubbiamente pratica e seria ai massimi livelli.
Nello stesso momento che le strutture interessate in America scoprono che entro il 2050, i virus definiti “degli incubi” causeranno milioni di morti in tutto il mondo, il Dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato che una donna in Pennsylvania ha contratto (non si sa ancora come) un super batterio che, purtroppo per noi, è resistente ad ogni tipo di antibiotico conosciuto. Non solo ma l’agente patogeno è resistente anche ai farmaci di ultima generazione, noti come “colistin”.
La preoccupazione degli scienziati è ai massimi livelli in quanto il “batterio degli incubi” ha una elevata percentuale, se contratto, di mortalità, arrivando nientemeno che al 50%. Questa razza letale di virus appartenente alla famiglia Escherichia Coli (o Mcr-1), individuata anche in Europa ed in Italia, secondo il parere del direttore del “CDC”, il Centro di Controllo sito ad Atlanta, il dott. T. Friedman, sta confermando che l’uso degli attuali antibiotici è arrivato ormai al capolinea.
Questo più o meno il quadro generale della situazione, aggravato anche dal fatto che due scienziati, Lipsitch e Galvani, rispettivamente delle università di Harvard e Yale, in un articolo hanno affermato che la stessa vita umana potrebbe essere in pericolo a causa di incidenti o smarrimenti di supervirus custoditi in laboratorio: qualcosa che non esiste in natura! Incidenti del genere ci sono già stati: uno a Parigi, dove il famosissimo istituto Pasteur ha “perso” duemila fiale contenenti il virus della Sars e l’altro in Texas, nel laboratorio nazionale di Galveston che ha “smarrito” un flaconcino contenente il virus Guaranito, un agente patogeno in grado di provocare una devastante febbre emorragica. Il virgolettato nella frase precedente è mio perché credo che la possibilità di perdere o smarrire accidentalmente roba del genere sia molto bassa a meno che… a meno che come accade fantascientificamente in alcuni film non sia un atto deliberatamente umano. Quindi a questo punto la domanda è: perché la notizia della donna che ha contratto il superbatterio è stato dato dal Dipartimento della Difesa Usa e non dal CDC o dall’OMS? Qualcuno infatti ha esternato che diffondere questo tipo di notizie è un grosso errore in quanto tutto ciò potrebbe far gola ai bioterroristi, come il super virus letale messo a punto da scienziati statunitensi e olandesi, che potrebbe causare, se diffuso, una pandemia in grado di far impallidire la febbre spagnola e arrivare ad un livello talmente esteso da raggiungere dimensioni planetarie. Come vedete tutto questo sembra un gioco, ma è un gioco maledettamente serio e pericolosissimo. E in questo “gioco” entrano di diritto le potenti case farmaceutiche che evidentemente stanno per sdoganare nuovi tipi di farmaci, senza conoscerne il reale effetto e quindi causare ulteriori danni al paziente. A confermare indirettamente quanto finora esposto ecco la notizia che uno scienziato russo A. Brouchov, lo scorso ottobre si è iniettato nelle sue stesse vene il Bacillo F, vecchio di 3,5 milioni di anni, in quanto, sempre secondo il ricercatore russo, potrebbe rivelarsi come l’elisir di lunga vita, infatti Brouchov subito dopo ha cominciato a lavorare di più e non prende l’influenza da un paio di anni. Molte sono già le richieste pervenute allo scienziato, l’elisir di lunga vita è una specie di sogno per molti… Ma pensate cosa succederebbe se fosse usato per scopi militari. Si arriverebbe potenzialmente al tanto ipotizzato “super soldato”, ampiamente descritto nella fortunata serie “X-Files”.

Fonti:
https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2016/05/27/superbatteri-resistenti-a-tutti-i-farmaci-anche-in-italia_7bf723d0-239d-4c6e-bcea-e65727d71819.html
http://www.controcopertina.com/scienziato-si-inietta-dei-batteri-che-prevengono-linvecchiamento422/
http://www.huffingtonpost.it/2015/10/01/scienziato-russo-fonte-eterna-giovinezza-batterio_n_8225400.html
http://www.linkiesta.it/it/article/2015/10/04/lo-scienziato-che-si-e-iniettato-il-bacillo-f-nel-tentativo-di-vivere-/27631/
http://www.donna10.it/super-virus-letale-aviaria-il-batterio-killer-che-fa-gola-ai-bioterroristi.html
http://www.corriere.it/salute/14_maggio_22/troppi-rischi-super-virus-manipolati-laboratori-24c11c7a-e199-11e3-8be9-3eb4fd26c19b.shtml
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/27/usa-allarme-degli-scienziati-primo-caso-di-batterio-degli-incubi-resiste-a-tutti-gli-antibiotici/2771877/
http://www.si24.it/2016/05/27/usa-super-batterio-attacca-una-donna-i-ricercatori-niente-panico-e-curabile/243983/

Photo credits:
Z. Jahed, University of California, Berkeley

Virus Versus 5: World War

elab«È la natura, il miglior serial killer vivente!».
La fatidica frase è tratta dal film World War Z (M. Forster, 2013), con la star Brad Pitt, basato sul libro di Max Brooks World War Z: An Oral History of the Zombie War.
Ebbene sì, siamo giunti al quinto capitolo sui virus, per poter leggere gli altri articoli precedenti potete consultare l’elenco completo del blog.
Il virus Zika «si sta diffondendo in maniera esplosiva» ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Margaret Chan, che per forza di cose ha proclamato lo stato di emergenza sanitaria globale che in poche parole, significa, più o meno, pandemia. La tentazione però di cadere in facili allarmismi è molto facile, ma comunque, «il virus potrebbe infettare 3-4 milioni di persone nelle Americhe, 1,5 milioni delle quali in Brasile, dove, da meno di un anno a questa parte sono nati più di 4 mila bambini con microcefalia, una malformazione neurologica che comporta una crescita ridotta del volume del cervello e della circonferenza cranica, con possibili danni neurologici anche gravi»(1).
Le notizie però, esattamente come per l’Ebola, sono estremamente contraddittorie. Comunque «una relazione causale fra il virus Zika e le malformazioni dei neonati non è ancora stata stabilita, è solo fortemente sospettata».(2) Siamo sicuri però al 100% che quanto sta accadendo sia solo “colpa” della natura o come sempre più spesso accade c’è lo zampino umano?
Al diffondersi del nuovo virus killer, che si trasmette con la puntura della zanzara Aedes Aegypti, responsabile anche dei contagi di febbre Dengue e Chikungunya, compaiono i sintomi simili all’influenza, con febbre bassa, mal di testa, dolori articolari. Tramite le zanzare (vettori virali) il virus attacca l’embrione umano, soprattutto nel primo trimestre di gravidanza (aspetto questo molto importante come vedremo più avanti, nda).
Nel Regno Unito, intanto si dà il via alla prima modifica genetica degli embrioni umani, una delle pianificazioni dell’èlite di Potere che forse sta dando il via al progetto di riduzione della popolazione mondiale, infatti, negli incontri segreti delle èlite (CABAL-Illuminati), si è discusso spesso di tali argomenti, trattati diverse volte anche su questo blog.
La recente comparsa del focolaio del virus Zika in Brasile, che viene attualmente ricollegata alle zanzare geneticamente modificate che sono sviluppate dalla società di biotecnologie britannica Oxitec, finanziata dalla fondazione di Bill Gates e gentile signora…
«L’Oxitec introduce zanzare Aedes geneticamente modificate nelle foreste brasiliane dal 2011 per far fronte alla febbre Dengue. La società produce ben due milioni di zanzare geneticamente modificate a settimana nella propria sede di Campinas, in Brasile».(3)
Ma… sì purtroppo c’è ancora un ma: la correlazione tra virus e microcefalia, mi ha fatto accendere la classica lampadina. Collegando questi due fattori, un terzo elemento più forte e più avanzato potrebbe essere in gioco. Nel suo ultimo libro “Humans are not from Earth: a scientific evaluation of the evidence”, il ricercatore Ellis Silver «propone una teoria sulla provenienza della razza umana davvero al confine con la fantascienza, egli ritiene che gli esseri umani potrebbero non essere originari della Terra, ma essere stati ‘portati’ dall’esterno decine di migliaia di anni fa»(4). Tra i diversi punti elencati per spiegare la sua tesi, è interessante notare quanto afferma: «È strano che le teste dei neonati siano così grandi, rendendo difficile il parto, fino a provocare la morte della madre e del bambino». (idem)
Tutto questo si ricollega per forza di cose a uno degli aspetti più sconvolgenti dell’ufologia: il fenomeno conosciuto come adbuction.
È ormai accertato da testimonianze verbali, documentate e fisiche che molte donne rapite, in particolar modo, dalla specie detta “dei grigi”, vengono fecondate anche artificialmente (o rapite già in stato di gravidanza) e il feto rimosso dopo circa tre mesi di gestazione, facendo rimanere con un palmo di naso i “dottori” che sono interpellati per chiarire l’accaduto.
Gli ufologi non sanno ancora qual è il fine di tutto ciò, ovvero l’agenda degli alieni, soprattutto in questo caso specifico, molto probabilmente stanno creando una nuova razza ibrida per sopperire alla loro incapacità di procreare che ha portato la loro specie quasi all’estinzione, oppure popolare questo mondo in caso di catastrofe o un altro pianeta morente o ancora nel peggiore dei casi: la conquista e la colonizzazione di questo pianeta!
«Il problema è che molti non credono che qualcosa possa avvenire finchè non è già avvenuta, non è stupidità o debolezza, è solo la natura umana» (World war Z).

 

Note e Fonti:

1. http://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/16_gennaio_28/virus-zika-esplosivo-potrebbe-contagiare-3-4-milioni-persone-fc775996-c5cb-11e5-b3b7-699cc16119c2.shtml1
2. http://www.luogocomune.net/LC/index.php/21-medicina-salute/4334-zika-la-nuova-ebola
3. http://www.segnidalcielo.it/nwo-dopo-il-virus-killer-zika-ora-si-passa-alla-manipolazione-degli-embrioni-umani/
4. http://www.ilnavigatorecurioso.it/2015/12/23/studioso-americano-gli-esseri-umani-non-provengono-dalla-terra-ma-da-un-altro-pianeta/
http://www.coscienza-universale.com/alieni/alieni-abduction-gravidanze-sintomi-blue-planet-project/
http://www.ilpost.it/2015/11/13/830-donne-muoiono-ogni-giorno-di-parto/
http://www.askanews.it/esteri/oms-dichiara-emergenza-sanitaria-mondiale-per-il-virus-zika_711723345.htm

Virus Versus 4: Doomsday

Eh sì, siamo già al quarto capitolo sui virus.
Il primo articolo dal titolo Virus Versus (per quei pochi che non lo sapessero versus in latino significa contro), mi fu pubblicato sulla rivista Stargate Magazine n° 13 (settembre 2003).
Il secondo, dal titolo Virus Versus 2: il (probabile) ritorno, mi fu pubblicato sulla rivista telematica DNA Magazine (2005), ormai non più presente in rete. Il terzo, invece lo potete leggere proprio su questo blog (Virus Versus 3: Ultimatum).

Certo avrei potuto inserire nel titolo il termine Apocalypse, anche in riferimento alla saga cinematografica Resident Evil e non usare il termine DoomsDay che letteralmente significa giorno del giudizio universale, anch’esso tra l’altro titolo di un film (2008).
L’argomento pandemia è uno dei miei preferiti, al cinema, s’intende, i titoli si sprecano: da L’esercito delle 12 scimmie (T. Gilliam, 1996) dal quale, anche al costo di ripetermi, mi piace spesso estrapolarne la citazione: «È stato ieri, che la follia di oggi, ci ha preparato al silenzioso trionfo, della disperazione di domani», a Virus Letale (W. Petersen, 1995) con un cast stellare di cui faceva parte anche l’istrionico Donald Sutherland alle prese, in un’altra pellicola, anche con pandemie difficili da combattere perché l’elemento scatenante arrivava dallo spazio. Idea non tanto peregrina poiché alcuni anni fa, il professore inglese Chandra Wickrmasinghe, all’epoca del Cardiff Center for Astrobiology, affermò che alcuni virus sono proprio così difficili da combattere perché appunto la loro origine potrebbe essere non terrestre.
Purtroppo però in questo testo, i concetti base non appartengono né alla fantascienza, né tantomeno alla fantascienza al cinema, ma alla nuda e cruda realtà.
Ormai la parola Ebola è entrata in tutte le case (si spera entri solo così), grazie ai media ufficiali che stanno riportando le drammatiche notizie che arrivano soprattutto dall’Africa.
Ma come stanno le cose?
L’epidemia di Ebola, la tremenda febbre emorragica, è ormai «fuori controllo» ed è «una potenziale minaccia alla sicurezza globale»; a parlare non è il solito scienziato pazzo di uno dei film sopra elencati (nel film di Gilliam è proprio uno scienziato che diffonde intenzionalmente il virus), ma Barak Obama. Nell’articolo del Corriere della Sera si legge inoltre che «le persone ormai muoiono in mezzo alla strada» (non sembra la scena di un film?), e che, speriamo non sia troppo tardi, ma «il mondo ha la responsabilità di agire». Gli Stati Uniti hanno però già un piano (quelli si sà non vanno nemmeno al gabinetto senza averne uno… o erano i russi, non ricordo): 500 milioni di dollari stanziati, ai quali si aggiungono i 175 già spesi e 3000 militari pronti a partire per l’Africa occidentale.
In un articolo Ansa dal titolo Ebola, Obama: “Epidemia fuori controllo”, l’Onu avverte che, secondo stime ufficiali, i casi di Ebola potrebbero salire fino a 20.000 entro la fine di quest’anno, mentre per la Banca Mondiale «l’impatto economico dell’Ebola su Sierra Leone, Guinea e Liberia potrebbe essere catastrofico».
Continuando si legge inoltre che l’Ebola «potrebbe devastare il Continente. Una preoccupazione condivisa dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, secondo il quale Ebola non è solo una crisi sanitaria: ha gravi conseguenze economiche, umanitarie e sociali che potrebbero diffondersi ben oltre i Paesi colpiti».
Quindi, fortemente a rischio non sono solo i Paesi oggi colpiti ma anche quelli limitrofi e addirittura tutto il Continente Africano. Ma l’Africa non è così isolata come un tempo (e non è che sia coperta da una cupola invisibile) e se il virus varcasse i suoi confini e arrivasse a contagiare altre zone continentali come l’Europa? Sarebbe possibile?
Certo, secondo me, 100 anni fa la pandemia conosciuta come “febbre spagnola” si fermò anche perché i mezzi di trasporto, i traffici, non erano così estesi e frequenti come oggi. Ed ecco perché a Londra, a fine luglio scorso, è stato indetto un Congresso dal nome quanto mai inquietante: il Cobra Meeting, presieduto da Philip Hammond, il nuovo Ministro degli Esteri del Regno Unito. Nel Congresso è risultato chiaro che ormai la Gran Bretagna si trova di fronte ad una «minaccia… che potrebbe arrivare a Londra grazie a quelle decine di voli quotidiani» che arrivano proprio da quell’area, in particolare dalla Liberia e dalla Nigeria (fonte).
Uno scenario da paura e se in tutto questo inseriamo concetti cari ai complottisti, e le notizie non dette in tv, attingendo dai siti d’informazione alternativa, la situazione diventa ancora più allarmante.
In un articolo del New York Times, che conferma la denuncia del sito web voxnews.info, si legge che è possibile che il virus Ebola stia mutando e potrebbe diventare addirittura trasmissibile attraverso l’aria (tecnicamente il virus diventerebbe aerobico), cioè non più trasmissibile solo attraverso lo scambio di fluidi corporei, ma semplicemente con uno starnuto (fonte).
Se da un lato ci si prodiga per trovare quantomeno un rimedio, un vaccino per arrestare il virus prima che si trasformi in una vera pandemia e grazie all’OMS forse siamo vicini (il farmaco sperimentale antivirale denominato Zmapp sembra abbia riscontrato risultati positivi negli Stati Uniti), dall’altro lato come sempre la cosa suggerisce forti sospetti. Infatti sembra che esista un «intricato legame tra il Pentagono e alcune evoluzioni medicinali avvenute tra i giganti farmaceutici come Mapp Biopharmaceutica o l’azienda canadese Tekmira Pharmaceuticals, che lavorano per brevettare la pillola magica contro Ebola, siamo ben lontani dall’essere filantropi umanitari, questi potrebbero monopolizzare un mercato multimilionario e, nel peggiore dei casi, sviluppare un’arma biologica letale» (fonte).
E quella dell’arma biologica letale, cioè di un virus creato, sviluppato e raffinato dai militari (a Fort Detrick?), per imporre in aree prestabilite il loro egemonico controllo, potrebbe essere la causa dell’abbattimento dell’aereo in Ucraina sul quale viaggiava Glenn Thomas, esperto del virus, eliminato proprio perché intenzionato a rivelare i veri retroscena (fonte), vista la crisi globale non è certo un’idea campata in aria: un modo come un altro per risolvere la situazione.
Forse non ci dobbiamo preoccupare solo di eventi estremi, legati al clima, ai terremoti, fenomeni globali, come un impatto meteorico, oppure brillamenti solari, forse l’estinzione di una gran parte dell’umanità potrebbe avvenire per colpa (ma con una forte spinta umana), di uno degli esseri più piccoli che un Dio beffardo, seppur «nella sua infinita saggezza» ha messo su questa Terra.

Il Medio Evo prossimo venturo

«Sapevo che sarebbe successo. Questo o qualcosa di simile. C’erano stati segnali. Sì, tutti pensavano che fossero sciocchezze…».
Questa citazione è tratta da uno degli asciutti dialoghi del film The Road diretto da John Hillcoat nel 2009, a sua volta tratto dal romanzo omonimo di Cormac McCarthy (2006), vincitore del Premio Pulitzer l’anno successivo. Nel film non è specificato il cataclisma che ha spazzato via quasi l’intera umanità, ridotta ormai ad un numero irrisorio di individui che vagano sulla superficie di un pianeta ormai morto. Nessun animale, nessun filo d’erba, con gli alberi, sinistri scheletri, che cadono con un tonfo sordo.
Cataclisma naturale, o antropico, oppure un mix di entrambi? Non lo sappiamo e non ha importanza e, anche se in un certo senso in alcuni post precedenti se ne era già parlato, alcuni fatti stanno attirando l’attenzione generale, tenuto conto che da qualche tempo, aspettavo lo spunto per ritornare sull’argomento.
Navigando in rete ci sono moltissime risorse, notizie e siti, lontani anni luce dall’informazione mainstream, che trattano questi argomenti, però sono pochi quelli che attuano una sorta di crossover, riuscendo ad unire fatti con un contenuto diverso, ma che alla fine portano tutte ad una ben precisa sensazione: quella che qualcosa di grosso si stia preparando.
Fenomeni globali che comprendono clima, vulcani, terremoti, sinkhole, sinistri suoni e boati su tutta la Terra, la minaccia del Sole (ultima CME il 2 agosto), di virus letali, eventi estremi ma, eventi anche di tutt’altro genere, come ad esempio l’acutizzarsi della crisi sociale dovuta principalmente all’aspetto economico, l’acuirsi di conflitti in tutto il mondo come le ostilità in Ucraina, la sempre più zona calda in Medio Oriente con le guerre in Siria, Iraq (False Flag studiate a tavolino?) e l’eterno scontro a Gaza dove continua la strage di innocenti, tutte prove per il NWO che ormai sembra essere proprio dietro l’angolo. Con Mario Draghi che sentenzia: «I governi cedano la sovranità», una frase proprio in stile Nuovo Ordine Mondiale.
Ed è proprio da quello che sembra il braccio secolare del NWO che arrivano le prime avvisaglie: «Vogliono farci tornare al Medio Evo», è ciò che si legge nell’articolo a firma di Enrico Franceschini, ed è quanto emerge dall’ultima riunione dell’ormai famigerato gruppo Bilderberg. Nei tre giorni d’incontro avvenuto ultimamente alle porte di Londra i membri del club più esclusivo del mondo hanno stabilito la propria agenda che con procedimento a cascata si ripercuoterà inevitabilmente su tutti i governi del globo.
Di riflesso, potremmo essere la prima specie intelligente a causare la distruzione totale del proprio habitat, volenti o meno presto dovremo confrontarci con le nostre più grandi paure e se continueremo a sfruttare in maniera quasi ossessiva l’ambiente circostante, la situazione non può che peggiorare a vista d’occhio: quale sarà il destino del pianeta Terra?
Thomas Malthus (1766-1834), economista e demografo inglese già in tempi non sospetti, due secoli fa, disse che: «la popolazione mondiale non può crescere illimitatamente perché le risorse del nostro pianeta sono limitate»(1), tanto da meritarsi l’appellativo di “lugubre parroco”, ma non è lugubre, anzi, il dato di fatto che il 19 agosto è stato il giorno dell’Overshoot Day, cioè «abbiamo prelevato più di quanto avevamo a disposizione fino a dicembre».
Dal 2000, secondo i calcoli del Global Footprint Network, il prelievo, se così si può dire, è drasticamente aumentato e di conseguenza, l’Earth Overshoot Day si é spostato da inizio ottobre nel 2000 al 19 agosto di quest’anno(2).
Nel 1964, l’astronomo russo Nikolai Kardashev, propose una sua interessante tabella: in base alla quantità di energia che ogni civiltà potrebbe disporre, ci sono tre diversi tipi di civiltà tecnologicamente avanzate nell’universo. Quella che ci interessa in questo caso è la Civiltà di “Tipo I”, cioè una civiltà in grado di utilizzare (in modo indolore, aggiungo io), tutta l’energia disponibile sul proprio pianeta (nel nostro caso, la Terra). Ma dove si colloca, in questo caso, la nostra civiltà? Ebbene, secondo Kardashev, per ora, la nostra civiltà è, per usare un termine sportivo, ancora inchiodata al palo, cioè è di “Tipo 0”.
Per la verità, sempre secondo Kardashev siamo al punto 0,72, una civiltà basata sull’economia di mercato; ma, secondo me, siamo ancora più indietro, al punto 0,4: una civiltà in cui le classi inferiori producono i beni per le classi superiori che si dedicano solo al consumo di questi: il Medio Evo, appunto.
Quindi a che cosa dobbiamo prepararci? A tutto, in precedenza abbiamo accennato al clima, ormai definitivamente messo sotto controllo intelligente tanto da permettere di causare disastri controllati in aree ben delimitate (guerre climatiche). Lo sdoganamento di virus più o meno letali: Aids, Ebola come detto, virus creato per testare nuovi farmaci, sperimentato e raffinato dai militari, per ottenere così una potente arma biologica, e ancora Dengue, morbo di Marburg e l’ultimo arrivato, dal nome quasi impronunciabile: il virus Chikungunya.
E per finire la costante minaccia del Sole con le sue devastanti Espulsioni di Massa Coronale che se investissero direttamente il nostro pianeta con un’onda elettromagnetica, tutta la tecnologia e le strumentazioni elettroniche sarebbero bruciate all’istante. Impossibile? È già successo, nel 1859, fenomeno conosciuto come “evento Carrington”, dal nome dello scienziato che si accorse dell’accaduto.
Di colpo la nostra fragile, sonnolenta e corrotta civiltà tornerebbe indietro di secoli. Per non parlare poi dell’evento di Livello Estintivo conosciuto come Super Flare, in grado di incenerire in pochi attimi tutto il pianeta. Cosa fare quindi? Pregare? Non sarebbe una cattiva idea, visti i tempi. Ma basterebbe?
«Se c’è un Dio lassù, a quest’ora ci ha già voltato le spalle. E chiunque ha creato l’umanità non troverà alcuna umanità qui. Nossignore… » (The Road).

Note:
1. I. Robertson, Sociologia, Bologna, Zanichelli, 1988.
2. Fonte retecivicaitaliana.it

Altre fonti, oltre a quelle con link nel testo:
http://altrogiornale.org/natura-gli-eventi-precipitano/
http://www.ilvelino.it/it/article/2014/05/27/papa-questo-sistema-economico-disumano-per-mantenersi-scarta-le-persone/41eed49d-198a-478c-a9ab-8221cbfe3f32/
http://altrogiornale.org/tempesta-solare-disastro-annunciato/
http://www.disinformazione.it/due_piccioni.htm
http://www.segnidalcielo.it/2014/08/26/aumento-terremoti-strani-suoni-e-crateri-giganti-cosa-sta-succedendo-alla-terra/
http://www.disinformazione.it/ebola2.htm

Virus Versus 3: Ultimatum

Laboratorio.jpg Ho già avuto modo di scrivere sui virus che, per molti, sono la vera minaccia che pende sul futuro della razza umana. Sul numero 13 della rivista Stargate Magazine (non più in uscita) scrissi la prima parte dal titolo Virus versus prendendo spunto da diverse fonti che in quel tempo riportavano notizie riguardanti appunto tale minuscola, ma terribile, forma di vita.
A distanza di qualche tempo ne scrissi la continuazione, Virus Versus 2 in merito ad un possibile ritorno del pericolo. Ora leggendo un po’ qua e là in rete, alcuni fatti mi hanno spinto ad approfondire ancora di più l’argomento in quanto ho paura (e non sono il solo) che siamo di fronte ad un vero e proprio ultimatum ed a lanciarlo (per ora) non è un potente governo nemico o Al Qaeda.
È di pochi giorni fa la notizia che nello stato africano dello Zimbabwe è riesplosa, più virulenta, l’epidemia di colera causando già numerose morti e infettando diverse centinaia di persone (500 colpite ad Harare secondo diverse fonti).
Volendo andare di qualche mese più indietro, nell’articolo dal titolo Nuovi vaccini per pandemia post-olimpica?, tradotto dalla ricercatrice Cristina Bassi, si legge che: «Le condizioni sul terreno di Beijing, dove persone ed atleti da tutto il mondo si sono riunite -e che torneranno nei loro paesi di origine- forniranno la “tempesta perfetta” per una influenza che causerà una epidemia globale. I vari ministeri della Salute in tutto il mondo si stanno preparando per una pandemia che si anticipa sia almeno brutta come la pandemia influenzale del 1918. La minaccia ampiamente anticipata è il virus aviario H5N1».
Se qualcuno ha ancora dei dubbi e che come al solito è scettico sui possibili risvolti più che negativi come conseguenza di tali fatti non dovrebbe leggere oltre, infatti sempre nell’articolo si legge che l’Health and Human Services (HHS) americano ha commissionato al francese Sanofi Pasteur un vaccino per l’H5N1, di cui un lotto è già pronto.
Inoltre, visto che gli americani la sanno lunga, per precauzione, hanno stipato 500.000 bare di plastica nei dintorni di Atlanta in Georgia perché, secondo Mike Leavitt dell’HHS, «se avvenisse una pandemia influenzale, da 100 a 200 milioni di Americani morirebbero». E non finisce qui!
Maurizio Blondet nell’articolo dal titolo: Cosa facevano i generali nel laboratorio delle pandemie, ripreso anche dall’amico Massimo Fratini sul suo segnidalcielo.it, scrive che lo scorso ottobre (forse al Trudeau Institute, un avanzatissimo laboratorio bio-chimico), nei pressi del lago Saranak (stato di NY), c’è stato un incontro segreto tra «i più alti membri degli Stati Maggiori riuniti USA e i loro pari grado di Francia, Germania e di un altro Paese, forse la Gran Bretagna».
Cosa si sono detti in questa riunione Top Secret non è dato saperlo, ma almeno siccome conosciamo molto bene la paranoia militare, evidentemente, come sostiene Blondet, tutto sembra essere legato all’attuale crisi economica mondiale che potrebbe sfociare appunto in una pandemia «di portata devastante» o, secondo me, il tutto potrebbe rientrare in una delle ormai famose Alternative (modo sicuro e rapido per risolvere l’attuale situazione) di cui è già stato detto anche su questo blog.
Brigate.jpg La conferma è data dal fatto che Bush, presidente uscente, ha da poco attivato la «1st Brigate Combat Team per azioni di contenimento di disordini nazionali… Inutile dire che ci attendono mesi inquietanti…»(Blondet).
Inquietanti come le trame dei classici film di fantascienza, dal capostipite Andromeda, passando per L’esercito delle 12 scimmie, la saga di Resident Evil, e a 28 Giorni dopo e il suo meno riuscito seguito 28 settimane dopo per finire con il malinconico Io sono leggenda, e Blindness, in uscita, tutti legati dallo stesso filo (rosso): un finale tragico per la civiltà umana.
Spero di non dover scrivere, un giorno, la quarta e ultima parte di questo testo che avrebbe per titolo una sola parola: Apocalisse.
Non vorrei essere io, L’ultimo uomo sulla Terra.

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