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L’ultima Missione: Project Hail Mary

Un’atmosfera malinconica, ma epica. Questa, in estrema sintesi l’analisi del film diretto a quattro mani da Phil Lord e Christopher Miller, uscito da poco nelle sale. La sceneggiatura è di Drew Goddard, tratta dal romanzo di Andy Weir, prolifico autore, la cui opera prima è stata trasposta e adattata per lo schermo, dallo stesso Goddard, per il film The Martian, interpretato da Matt Damon, per la regia di R. Scott (2015). Qui invece il protagonista è Ryan Gosling che era già stato nello spazio nel film First Man (D. Chazelle, 2018), il quale per portare a termine la missione deve raggiungere la Stella Tau Ceti, nella Costellazione della Balena, distante 11,9 anni luce dalla Terra. Due missioni quindi totalmente diverse, come diversi sono i personaggi interpretati dall’ormai lanciatissimo Gosling, flemmatico e introverso nella parte di Neil Armstrong, scanzonato e a tratti comico, improvvisato astronauta e professore di liceo, come biologo molecolare Ryland Grace, riluttante e arruolato con la forza in quanto maggiore esperto della crisi universale che sta colpendo quasi tutte le stelle visibili, Sole compreso. Una minaccia silenziosa: minuscoli esseri, chiamati “Astrofagi”, cioè mangiatori di stelle, che appunto stanno lentamente consumando l’energia del nostro astro, catapultando di colpo la Terra verso un destino glaciale. L’idea del sole malato, non è del tutto originale, l’estinzione è già stata sfiorata anche nel film Sunshine (D. Boyle, 2007), dove l’ultima speranza è affidata alla nave Icarus II, il cui equipaggio, deve cercare di far esplodere un ordigno nucleare per riavviare la nostra stella. Nel film in questione, la nave si chiama invece Hail Mary, cioè “Ave Maria” anche preghiera, appunto, ma inteso più come ultima chance o per dirla con un velato sarcasmo “siamo alla frutta”! Grace si sveglia da solo sulla nave -gli altri due componenti dell’equipaggio sono deceduti nel viaggio, dal coma farmacologico indotto come se venisse di nuovo al mondo, ma come scopriremo non è letteralmente solo nel vuoto cosmico. Il suo compito è enorme: sconfiggere le cellule aliene, batteri che formano una sostanza vischiosa e densa, più o meno come il “cancro nero”, nella serie X-Files. Il protagonista trova un prezioso alleato in Rocky (battezzato così per il suo aspetto simile ad una roccia), dalle caratteristiche quindi più da Xenomorfo (v. Alien), che antropomorfe, diverso da noi e da altre creature extraterrestri come in Life – non oltrepassare il limite (D. Espinosa, 2017): un thriller claustrofobico ambientato sulla Stazione Spaziale Internazionale dove una cellula marziana evolve in un organismo letale, simile al già citato Alien, nulla a che vedere con l’empatico alieno “ragniforme” di Spaceman (J. Renck, 2024).
Due le trame da seguire: come portare al termine la missione calcolando tempi, energia e risorse alimentari e il rapporto tra le due, differenti specie. Senza fare troppi spoiler, la scelta di collaborare, la connessione tra mondi, si materializza nell’amicizia interstellare più improbabile della fantascienza moderna, per trovare uno scopo più alto. L’alieno, con la sua astronave dal particolare design, arriva dalla stella Erid, distante poco più di 10 anni luce dalla Terra e circa altrettanti da Tau Ceti, l’unico astro, dell’universo visibile, non infetto. Mentre le due astronavi danzano unite, in questo caso la musica di sottofondo (ottima la colonna sonora con il brano Sign of the Times dell’ex One Direction H. Styles, anche se solo in versione Karaoke) è più un tango, non un valzer alla “2001”, il vuoto interstellare è immanente e si percepisce la vastità del compito di Grace.
L’essere umano e l’alieno collaborano per la riuscita della missione, trovando un modo per comunicare, troppo veloce e troppo semplice, partendo dal linguaggio del corpo, non come in Arrival (D. Villeneuve, 2017), giustificato dal fatto che comunque il film, che dura circa 2 ore e mezza, non può seguire la naturale evoluzione dei progressi raggiunti. A parte le incertezze iniziali, molto meno evidenti come ne Il mio nemico (W. Petersen, 1985), nulla è lasciato al caso, e i due esseri accettano la sfida, consapevoli che sarà comunque difficile tornare indietro.
Come ampiamente spiegato in altri post, sebbene forse siamo sull’orlo dell’estinzione, «Il film si chiude su questa nota di fratellanza universale, mostrando come l’amicizia e la comprensione possano superare le barriere di razza e conflitto»(1). Un binomio questo, oggi messo totalmente in discussione e dove soprattutto non sembra esserci nessuna via d’uscita; dopo la “frutta” arriva il “dessert”, ma non sappiamo se riusciremo a gustarlo, o se ci andrà di traverso. Forse non ci resta che «Credere in Dio? Meglio dell’alternativa» 

 

Nota:
1.https://it.wikipedia.org/wiki/Il_mio_nemico_(film)

Fonti:
https://www.fantascienza.com/31271/il-nuovo-trailer-di-project-hail-mary-svela-la-missione-interstellare-di-ryan-gosling
https://www.fantascienza.com/25686/diventera-un-film-anche-project-hail-mary-il-terzo-romanzo-di-andy-weir
https://www.fantascienza.com/30944/ecco-il-primo-trailer-di-project-hail-mary-adattamento-del-romanzo-di-andy-weir
https://www.fantascienza.com/31133/project-hail-mary-di-andy-weir
https://www.fantascienza.com/29809/project-hail-mary-l-adattamento-di-andy-weir-trova-il-suo-protagonista
https://www.mymovies.it/film/2026/lultima-missione-project-hail-mary/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/l-ultima-missione-project-hail-mary-l-autore-del-romanzo-svela-se-e-al/n218773/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/project-hail-mary-il-film-di-fantascienza-con-ryan-gosling-ha-terminato-le/n193895/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/l-ultima-missione-project-hail-mary-i-registi-rivelano-quanto-del-film-e/n218308/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/l-ultima-missione-project-hail-mary-le-prime-reazioni-all-avventura-di-ryan/n217919/
https://www.comingsoon.it/film/l-ultima-missione-project-hail-mary/67419/scheda/
https://it.wikipedia.org/wiki/Project_Hail_Mary
https://www.comingsoon.it/cinema/news/spaceman-nel-trailer-italiano-adam-sandler-e-solo-nello-spazio-o-forse-no/n172664/#google_vignette
https://www.mymovies.it/film/2024/spaceman/
https://www.mymovies.it/film/1985/il-mio-nemico/
https://www.comingsoon.it/film/il-mio-nemico/5852/scheda/
https://it.wikipedia.org/wiki/Sunshine_(film_2007)
https://www.mymovies.it/film/2007/sunshine/
https://www.mymovies.it/film/2026/lultima-missione-project-hail-mary/news/ryan-gosling-lultima-missione-ci-ricorda-cio-di-cui-siamo-capaci-come-esseri-umani/
https://www.comingsoon.it/film/l-ultima-missione-project-hail-mary/67419/recensione/

Credit:
https://www.mymovies.it/film/2026/lultima-missione-project-hail-mary/poster/0/

Virus Versus 6: Countdown

Network di batteri

Network di batteri

Non pensavo che in così breve tempo sarei dovuto tornare sull’argomento virus/batteri, ma un fatto accaduto pochi giorni fa, che subito è balzato agli onori della cronaca, anche dei media mainstream, ha catturato la mia attenzione tanto da non poter fare a meno di scrivere il post che segue.
Questo è il sesto capitolo sui virus, ma mai come stavolta, forse la situazione non è solo teorica, ma indubbiamente pratica e seria ai massimi livelli.
Nello stesso momento che le strutture interessate in America scoprono che entro il 2050, i virus definiti “degli incubi” causeranno milioni di morti in tutto il mondo, il Dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato che una donna in Pennsylvania ha contratto (non si sa ancora come) un super batterio che, purtroppo per noi, è resistente ad ogni tipo di antibiotico conosciuto. Non solo ma l’agente patogeno è resistente anche ai farmaci di ultima generazione, noti come “colistin”.
La preoccupazione degli scienziati è ai massimi livelli in quanto il “batterio degli incubi” ha una elevata percentuale, se contratto, di mortalità, arrivando nientemeno che al 50%. Questa razza letale di virus appartenente alla famiglia Escherichia Coli (o Mcr-1), individuata anche in Europa ed in Italia, secondo il parere del direttore del “CDC”, il Centro di Controllo sito ad Atlanta, il dott. T. Friedman, sta confermando che l’uso degli attuali antibiotici è arrivato ormai al capolinea.
Questo più o meno il quadro generale della situazione, aggravato anche dal fatto che due scienziati, Lipsitch e Galvani, rispettivamente delle università di Harvard e Yale, in un articolo hanno affermato che la stessa vita umana potrebbe essere in pericolo a causa di incidenti o smarrimenti di supervirus custoditi in laboratorio: qualcosa che non esiste in natura! Incidenti del genere ci sono già stati: uno a Parigi, dove il famosissimo istituto Pasteur ha “perso” duemila fiale contenenti il virus della Sars e l’altro in Texas, nel laboratorio nazionale di Galveston che ha “smarrito” un flaconcino contenente il virus Guaranito, un agente patogeno in grado di provocare una devastante febbre emorragica. Il virgolettato nella frase precedente è mio perché credo che la possibilità di perdere o smarrire accidentalmente roba del genere sia molto bassa a meno che… a meno che come accade fantascientificamente in alcuni film non sia un atto deliberatamente umano. Quindi a questo punto la domanda è: perché la notizia della donna che ha contratto il superbatterio è stato dato dal Dipartimento della Difesa Usa e non dal CDC o dall’OMS? Qualcuno infatti ha esternato che diffondere questo tipo di notizie è un grosso errore in quanto tutto ciò potrebbe far gola ai bioterroristi, come il super virus letale messo a punto da scienziati statunitensi e olandesi, che potrebbe causare, se diffuso, una pandemia in grado di far impallidire la febbre spagnola e arrivare ad un livello talmente esteso da raggiungere dimensioni planetarie. Come vedete tutto questo sembra un gioco, ma è un gioco maledettamente serio e pericolosissimo. E in questo “gioco” entrano di diritto le potenti case farmaceutiche che evidentemente stanno per sdoganare nuovi tipi di farmaci, senza conoscerne il reale effetto e quindi causare ulteriori danni al paziente. A confermare indirettamente quanto finora esposto ecco la notizia che uno scienziato russo A. Brouchov, lo scorso ottobre si è iniettato nelle sue stesse vene il Bacillo F, vecchio di 3,5 milioni di anni, in quanto, sempre secondo il ricercatore russo, potrebbe rivelarsi come l’elisir di lunga vita, infatti Brouchov subito dopo ha cominciato a lavorare di più e non prende l’influenza da un paio di anni. Molte sono già le richieste pervenute allo scienziato, l’elisir di lunga vita è una specie di sogno per molti… Ma pensate cosa succederebbe se fosse usato per scopi militari. Si arriverebbe potenzialmente al tanto ipotizzato “super soldato”, ampiamente descritto nella fortunata serie “X-Files”.

Fonti:
https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2016/05/27/superbatteri-resistenti-a-tutti-i-farmaci-anche-in-italia_7bf723d0-239d-4c6e-bcea-e65727d71819.html
http://www.controcopertina.com/scienziato-si-inietta-dei-batteri-che-prevengono-linvecchiamento422/
http://www.huffingtonpost.it/2015/10/01/scienziato-russo-fonte-eterna-giovinezza-batterio_n_8225400.html
http://www.linkiesta.it/it/article/2015/10/04/lo-scienziato-che-si-e-iniettato-il-bacillo-f-nel-tentativo-di-vivere-/27631/
http://www.donna10.it/super-virus-letale-aviaria-il-batterio-killer-che-fa-gola-ai-bioterroristi.html
http://www.corriere.it/salute/14_maggio_22/troppi-rischi-super-virus-manipolati-laboratori-24c11c7a-e199-11e3-8be9-3eb4fd26c19b.shtml
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/27/usa-allarme-degli-scienziati-primo-caso-di-batterio-degli-incubi-resiste-a-tutti-gli-antibiotici/2771877/
http://www.si24.it/2016/05/27/usa-super-batterio-attacca-una-donna-i-ricercatori-niente-panico-e-curabile/243983/

Photo credits:
Z. Jahed, University of California, Berkeley

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