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Intervista

Ieri sera, sono stato intervistato da Sabrina Stoppa all’interno della trasmissione radiofonica Pandorando. L’argomento di discussione e titolo della puntata è stato:

Come, quanto e perché il Governo americano influenza davvero il Cinema?

Per chi avesse perso la diretta, tra qualche giorno, sarà possibile riascoltarla sul canale youtube della web radio, oppure sempre da questo blog.

Questi i riferimenti:

http://www.webpieveradio.it/#/

https://www.youtube.com/results?search_query=pandorando

E’ stata una bella esperienza.

Orfani, quasi

Orfani è il titolo di una serie a fumetti creata da Roberto Recchioni (soggetto e sceneggiatura) ed Emiliano Mammuccari (disegni), ed edita dal 2013 dalla Sergio Bonelli Editore.
La graphic novel interamente a colori, evento nuovo per un’intera serie, ma non raro per la stessa casa editrice, è di stampo fantascientifico con un linguaggio grafico e narrativo «innovativo», è stata preceduta da una notevole campagna pubblicitaria (supportata da un sostanzioso budget), ottenendo così un ottimo successo grazie anche all’utilizzo dei social network, fra tutti l’immancabile Fb con una personalissima pagina, pagina presente anche su Wikipedia dalla quale sono state tratte queste prime note.
Con il numero di settembre dal titolo Rock ‘n’ Roll, dove il ballo è solo un eufemismo, si è conclusa la prima stagione.
Quello che a noi interessa, però, è il contenuto dell’albo dal punto di vista concettuale, dei messaggi inseriti e chiaramente dei parallelismi con la realtà, fantascientifici solo per chi ancora si ostina a non voler vedere le cose come, in realtà, sono.
La trama dell’albo quindi è relativa (e lascio al lettore la facoltà o meno di approfondire la trama dell’intera serie) e non è sostanziale rispetto al discorso che andrò a sviluppare.
Nelle ultime pagine dell’albo in questione si fa cenno al termine dell’operazione denominata Painted Sky (Cielo Dipinto) nella quale è stato fatto credere che la causa di un misterioso lampo, che ha decimato l’umanità, sia di matrice aliena e che la restante parte sopravvissuta dovrà unirsi per combattere (in particolare una squadra addestrata fin dalla tenera età, gli orfani del titolo) la minaccia extraterrestre che arriva da un lontano pianeta. Non vi ricorda niente?
Gli amanti del complottismo, come gli ufologi, conoscono molto bene il fantomatico, incredibile piano del NWO, noto come Project Blue Beam. In pratica, per instaurare definitivamente il loro dominio vedremo apparire in cielo, con l’aiuto del sistema HAARP e dopo aver modificato l’atmosfera con l’utilizzo delle scie chimiche come se fosse un immenso schermo (ecco il cielo dipinto), immagini mistico-sacre e c’è chi dice anche astronavi aliene pronte ad attaccare.
Sarà «un nuovo inizio», «l’alba di una nuova era», «il crepuscolo del vecchio mondo dei mostri», ma con il chiaro intento di crearne dei nuovi e più potenti. E se «le foreste precedono la civiltà», nel nostro caso è il naturale esito che «i deserti la seguono»: quello che in pratica sta già accadendo sotto i nostri occhi.
È tutto «un gran casino», i veri responsabili hanno nome e cognome, ma sono al di sopra di tutto, però facendo attenzione e riuscendo a vedere oltre il velo, è possibile notare le loro gesta perché loro non fanno arte, loro fanno cadaveri!
Drogati di potere, del loro modo di vivere, non si accorgono che il loro sistema è arrivato ormai al capolinea perché «l’umanità si merita qualcosa di megliol’umanità si merita un futurol’umanità si merita una speranza». Siamo stanchi delle illusioni, delle menzogne e delle false speranze. L’umanità ha il diritto di conoscere la verità, qualunque essa sia, e se non sapremo gestirla allora «ce la saremo meritata, l’estinzione!».
«Pace non cerco, guerra non sopporto…» è la bellissima frase, intrisa di un antico, cavalleresco codice, che si auto eleva nel testo, tratta da una poesia(1) di Dino Campana, più verosimilmente in realtà, un’astuta quanto illusoria via di mezzo. E noi?

Noi siamo i figli dei padri ammalati,
aquile al tempo di mutar le piume,
svolazziam muti, attoniti, affamati,
sull’agonia di un nume
…(2).

Orfani? Quasi…

 

Note:
1. da Poesia facile, in Quaderno.
2. Emilio Praga da Preludio, in Penombre.

Immagine:
Particolare della quarta di copertina dell’albo n° 12 (settembre 2014, serie Orfani, © Sergio Bonelli Editore).

Are you ready?

Solitary man copia.jpgSono stato indeciso fino all’ultimo prima di pubblicare questo post; avevo intenzione, infatti, per festeggiare, come vedete dall’immagine a sinistra, i miei primi 15 anni nel mondo del mistero o se preferite della contro-informazione, di scrivere un testo diverso, ma proprio perché il codice deontologico che mi sono autoimposto e quindi la volontà di far lo stesso trapelare certe notizie è stata più forte ed ha così sbaragliato gli ultimi dubbi. Credo inoltre di aver accumulato in tutti questi anni un minimo di esperienza, anche nel cosiddetto mondo dell’informazione che mi permette di intuire quali notizie siano degne di essere approfondite e, come in questo caso il più possibile divulgate: è una questione di coscienza. Chiaramente ci sono i contro rappresentati dai lettori che leggeranno, si spera, questo articolo e ci rideranno sopra, è un loro problema e va’ in ogni modo, nei limiti, rispettato, e al contrario, spero che, per ovvi motivi, non finisca con il classico “io ve lo avevo detto”… Ed è principalmente a loro che mi rivolgo, ai cosiddetti scettici (lo scetticismo non è una posizione scientifica), alle persone di buon senso abituate a fare spallucce quando si trattano certi argomenti perché desiderano fare sonni tranquilli, ma visto ciò che leggerete, forse non c’è da stare troppo allegri…  Quando si leggono certi argomenti, specie ultimamente di genere catastrofistico, legati al fatidico 2012 (argomento peraltro già trattato in questo blog), bisogna sì andarci con cautela, ma nemmeno bollare tutte le notizie come spazzatura perché può capitare, come in questo caso, che la fonte sia più che autorevole, anche se forse non al di sopra di ogni sospetto…Un caro amico e serio freelancer, da anni ricercatore indipendente nelle scienze di frontiera, mi ha spedito la settimana scorsa questo link nientemeno che della Nasa, la famosa agenzia spaziale americana. A parlare è addirittura il suo amministratore C. Bolden, ex astronauta. Nel video, in inglese, peraltro non si fa riferimento a nessuna crisi specifica e a nessuna catastrofe in particolare, ma il senso dell’avviso è senza alcun dubbio chiaro e preciso. L’avvertimento è sì indirizzato ai dipendenti e alle loro famiglie (e agli animali domestici di queste ultime), ma bisogna pur iniziare e frasi come «prepararsi ad affrontare le emergenze», suona comunque rivelatoria e lascia intendere che qualcosa di grosso stia per accadere. È altresì interessante notare che il resto della pagina, che contiene anche un altro video che spiega «il programma per le famiglie», è piena di altri inequivocabili indizi. Ci sono, infatti, altri link a tutti quegli enti o agenzie che sarebbero coinvolte in casi di emergenze o di eventi che potrebbero coinvolgere l’intero territorio americano come l’intero pianeta. Prima di tutte la FEMA (Federal Emergency Management Agency), tipo la nostra Protezione Civile ma con un potere tale da scavalcare, qualora ci fosse bisogno, addirittura lo stesso governo americano. Un sito governativo (Ready.gov) che fornisce informazioni per la creazione di un kit di alimentazione di emergenza. L’Alert DC, un sistema di allerta comunitario, alcuni collegamenti ad altri siti e risorse proprie della stessa Nasa utili per l’assistenza alle famiglie dei dipendenti e uno nell’eventualità di una Pandemia. E non finisce qui, sempre nella stessa pagina, nella colonna di sinistra altre utili informazioni ed altri segnali: il link al Quartier Generale per le Operazioni di Emergenza, altre Raccomandazioni e inconfutabili quesiti “Are You Ready?”. E per finire i loghi e i link ad altre Risorse Aggiuntive: dove tra gli altri oltre all’immancabile Fema, spiccano l’American Red Cross (la Croce Rossa Americana), l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centers for Disease Control (CDC), il famoso Centro per il Controllo delle Malattie molto spesso nominato ultimamente dai vari media. Già i media… E i media italiani? Come al solito tacciono, solo internet ne parla, ma come potete vedere dai link allegati sotto, sono solo siti specializzati gestiti da chi cerca sempre di andare oltre le notizie ufficiali. Non posso sapere in assoluto quello che succederà da qui a qualche anno, le ipotesi sono diverse e lascio come sempre al lettore la scelta di approfondire o meno l’argomento, di certo è che se di “minaccia” si tratta, visto che stiamo parlando della Nasa, questa verrà sicuramente dallo spazio esterno (e non intendo necessariamente aliena), ma per quanto detto finora basta almeno per far suonare il classico campanello d’allarme per quella che potrebbe essere «la più grande storia della storia» (da “Deep Impact”, M. Leder, 1998).

Fonti:

http://www.nasa.gov/centers/hq/emergency/personalPreparedness/index.html

http://codenamejumper.wordpress.com/2011/06/18/la-nasa-avverte-prepararsi-alle-catastrofi/

http://newapocalypse.altervista.org/blog/tag/distruzione/

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3772

http://lalternativaisaia.blogspot.com/2011/06/la-nasa-lancia-lo-stato-di-emergenza.html

http://www.francescoamato.com/blog/2011/06/18/da-code-name-jumper-la-nasa-avverte-prepararsi-alle-catastrofi/

http://www.misteridalmondo.org/viewtopic.php?f=18&t=17&view=next

http://www.angelismarriti.it/presenzealiene/popovich2006-pianetax.htm

http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/461-il-capo-della-nasa-charles-bolden-annuncia-qpreparatevi-alla-catastrofiq

Commenti_Are you ready

 

Scie Chimiche, vero x-file

2078533755.jpg La foto che vedete non è l’ultima idea per pubblicizzare l’imminente uscita del film “X-Files: I want to believe”, anche se, voglio credere che gli agenti dell’FBI, Fox Mulder e Dana Scully, avrebbero avuto sicuramente il loro bel da fare investigando su quello che, in realtà, oggi, è un vero e proprio x-file: le scie chimiche o chemtrails.
In rete basta digitare questa parola per essere sommersi da centinaia se non migliaia di pagine che spiegano fin nei minimi particolari il mistero delle scie chimiche, diverse dalle normali scie di condensazione, anche se le autorità, come sempre, negano tale distinzione riducendo il tutto al solito visionario complottismo di tanti seri studiosi e ricercatori. Ricercatori che sono riusciti a tracciare invece quello che sembra uno dei tanti black project portati avanti da potenti gruppi occulti, senza che il resto dell’umanità sia al corrente di ciò che succede “sopra le loro teste”.
Come detto, chi ha voglia può benissimo documentarsi da solo per tracciare i contorni di questo fenomeno, traendo le proprie personali conclusioni, partendo dal luogo dove tutto potrebbe aver avuto inizio (Gakona, Alaska), il progetto HAARP, il suo uso (il controllo climatico), gli scopi che si nascondono e valutando come al solito le tante teorie inerenti la risposta alla più universale delle domande: perché?
Cercherò di esporre brevemente, nel prosieguo del testo, ciò che ho desunto dal materiale, ripeto talmente vasto, che credo nessuno abbia letto tutto e, quindi, è possibile che, quanto andrò ad evidenziare, possa già essere stato scritto o detto da altri.
In un mio precedente articolo dal titolo Shaping the world, a sua volta tratto dal “Dossier Muroc” (www.secretum-omega.com/muroc.html), si può leggere delle “Alternative” (1, 2 e 3) che un gruppo di studi segreto (Jason Society), sotto l’amministrazione Eisenhower, avrebbe proposto per “risolvere” problemi a livello planetario.
Nel “Dossier Muroc” l’autore (l’amico e ricercatore C. Barbato), suppone che responsabili dei “buchi” presenti nello strato di ozono siano esplosioni di cariche nucleari, fatte detonare nell’atmosfera, in modo tale che tutto lo smog sarebbe potuto fuoriuscire, nello spazio aperto, attraverso i buchi artificialmente creati.
Ma così non è stato e allora, probabilmente, i saggi, consapevoli del pericolo delle radiazioni nucleari, stanno diffondendo nell’atmosfera, attraverso le scie chimiche, sostanze (principalmente bario ed alluminio) forse, secondo loro, ipoteticamente in grado di contrastarne gli effetti.
È solo una personale congettura che però spiega la globalità del fenomeno in quanto chiaramente la radioattività, sospinta dai venti, non rispetterebbe nessun confine; globalità che è connessa anche alla mia seconda ipotesi, per così dire, più esoterica.
Nell’articolo “Onde quantiche e continuum spazio-tempo” (leggibile all’indirizzo http://www.segnidalcielo.it/onde_quantiche.html, fonte 2012splinder.com) c’è scritto che la Terra e gran parte dei suoi abitanti starebbero per compiere il salto dimensionale, passando cioè dalla terza alla quarta dimensione.
Evidentemente ai potenti non piace che l’umanità (ripeto, gran parte), compia questa salto evolutivo verso un’era più armonica ed ecco che con l’utilizzo delle scie chimiche irrorano l’atmosfera di sostanze che, agendo «sul campo elettrico del cervello», impediscano all’onda quantica in arrivo, di portare i suoi benefici effetti.
Sembra assurdo, ma se ci si riflette un attimo, cio è coerente con il modo di ragionare dei potenti: su chi farebbero valere il loro, finora, incontrastato potere, se l’umanità cambiasse drasticamente rotta?

Nota:
La suddetta foto, da me scattata sul balcone di casa insieme ad alcune altre (Foto scie chimiche), oltre ad essere molto suggestiva indicherebbe senza alcun dubbio il passaggio di due aerei, in una zona distante dalle rotte convenzionali e dato che le normali scie di condensazione si formano simultaneamente al passaggio,  sembrerebbe che gli aerei si siano anche sfiorati in volo…

Commenti_Scie chimiche

L’ultimo TG

Ci scusiamo per la cattiva ricezione audio, ci sono molte trasmissioni che si sovrappongono, qui non si capisce più nulla.
«Ulteriori comunicazioni potrebbero essere non realizzabili».
Stiamo lanciando un S.O.S. interplanetario, un mònito.
Qui, sulla Terra, terzo pianeta dalla stella che noi chiamiamo Sole, ai margini di una piccola galassia lontana dal centro dell’universo conosciuto, siamo in Allarme Rosso.
I suoi abitatori, «una cultura primitiva e paranoica», sono ormai «senza controllo».
Pochi uomini detengono le ultime risorse ed il potere a discapito della maggioranza della popolazione mondiale sempre più debole, indifesa ed alla quale viene negata oltre che l’accesso al benessere, soprattutto la vera conoscenza.
Questa disumanità produce uno stato di guerra perenne al punto che lasciamo «morire di fame i figli del nostro vicino»(*).
La nostra cecità ci ha portato ad inquinare l’atmosfera, gli oceani, la stessa terra.
Le altre specie viventi, vegetali ed animali, «sono infelici per come sono state trattate dall’uomo».
La Madre Terra, Gaia, potrebbe essere vicina ad esalare l’ultimo respiro, rassegnata da tanta «distruzione causata» dall’oscurità di mente «dei suoi stessi abitanti».
Avvertiamo i tanti viaggiatori spaziali che in questo momento sono in rotta verso la Terra: «Non avvicinatevi alla Terra. Evitate il Pianeta Terra, evitatelo ad ogni costo»

* C. Heston ne “Il Pianeta delle scimmie” (Franklin J. Schaffner, 1968)
Tutte le altre citazioni sono tratte dal film “Star Trek IV – Rotta verso la Terra” (Leonard Nimoy, 1986)

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