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Disclosure Day: e ora?..

«È accaduto un fatto storico senza precedenti.
La domanda ‘siamo o no da soli nell’universo’ ha avuto risposta
». No, la citazione non è tratta dal film in esame, ma da un altro cult (il film di Spielberg comunque lo diventerà), cioè da Independence Day, che il re riconosciuto del genere catastrofico, R. Emmerich, diresse nel 1996.
A trent’anni di distanza, le astronavi aliene che irrompono nei cieli di New York e di tutto il mondo, risultano ancora minacciose, ma esprimono un concetto che è valido per tutti i film di fantascienza: nello stesso istante del loro palesarsi, l’umanità prenderebbe coscienza di sé, e tutte le differenze verrebbero azzerate di colpo – che è quello che temono i potenti. Dando valore e dignità a tutto il background degli appassionati di Ufo/Uap, concetti «… sconosciuti ai ricchi contenti, ai giovani dabbene, alle fanciulle guardate a vista, alle donne che amano i mariti ed agli uomini seri che battono la strada maestra della vita, comoda, ombreggiata, senza emozioni, come senza pericoli»(1).
Tecnicamente impeccabile il film di Spielberg che torna alla FS vent’anni dopo La guerra dei mondi (il remake con T. Cruise, 2005), sceneggiato da D. Koepp, storico autore (che ha firmato anche le sceneggiature, tra gli altri di Jurassic Park, Indiana Jones, ecc.), partendo da un soggetto dello stesso Spielberg, che vede la collaborazione di altri maestri sia per la fotografia, diretta da J. Kaminski (Schindler’s List, Salvate il soldato Ryan), che per la colonna sonora composta da J. Williams, i cui decenni di collaborazione con Spielberg includono le musiche di Lo squalo, E.T. l’extra- terrestre e Incontri ravvicinati del terzo tipo, con la famosa serie di 5 note (sol, la, fa, fa, do), fortemente valuta dallo stesso Spielberg, sullo schema della parola HELLO.

Independence Day, 1996

L’analisi del film che, per come è stato congegnato non sembra diretto dal maestro che racconta favole, inizia proprio dal title design, la frase Disclosure Day (=Il giorno della divulgazione) compare quasi in sfumatura forse a ribadire il concetto, ribaltato nel finale, che lo stasus quo, non può essere modificato e la verità rivelata poco alla volta. «Gli umani non possono accettare quello che sappiamo». Questo il perché del Cover Up, portato avanti dai governi di tutto il mondo con logicamente gli USA in primo piano, con le varie agenzie FBI, CIA e NASA, e che nel film sono rappresentate dalla Wardex, il cui nome sta per Waived Reporting, Development and Extraction (=Esenzione da obbligo di segnalazione, sviluppo ed estrazione). Il leader N. Scanlon (un sempre ottimo C. Firth), con i suoi agenti che si vestono “in nero” e usano auto nere, «è profondamente coinvolto nel dubbio compito di nascondere ai suoi simili la verità sugli UAP e sulle entità extraterrestri” (omissis) e proteggere le informazioni che conosce e nella sua convinzione che il mondo sprofonderebbe nel caos se certe verità fossero rese note»(PressBook, PB). Quello che intendono fare gli altri due protagonisti, il personaggio interpretato da Emily Blunt (la saga A quiet place), e cioè la meteorologa M. Fairchiald, una vera prova di bravura in quanto, dalle proprie esperienze, incluse l’abduction, trae la forza per sconfiggere il sistema, molto credibile anche per quanto riguarda la lingua aliena con “schiocchi” e suoni gutturali, per realizzare i quali, come ormai è consuetudine per i film di FS di alto profilo, avvalersi sia di una linguista E. Himelstein, per parlare coreano e russo, mentre per la lingua aliena i “vocalizzi” sono stati elaborati in post produzione dal sound designer G. Rydstrom, sette volte premio Oscar.

Qui apro un breve paragrafo, d’obbligo, perché la “xenolinguistica” è materia di studio e una cosa è l’alieno che parla una lingua aliena (l’esempio classico è la lingua Klingon, in Star Trek), molto diverso è quando un essere umano parla appunto una lingua sconosciuta, nel caso e cioè nella scena più ad effetto, Margareth, mentre dà le previsioni meteo viene letteralmente posseduta dall’entità che l’ha parassitata, – e che così si rivela al mondo, fin da quando era bambina come si capisce alla fine quando diventa sensitiva e in grado di leggere nella mente di chi gli sta di fronte. In diverse opere c’è l’umano che parla alieno, il più interessante è quello che si sente nel film Il quarto tipo (O. Osunsanmi, 2009) appunto l’abduction, dove il malcapitato parla addirittura, il sumero! La domanda è: essendo una lingua che sulla Terra non si parla da migliaia di anni, e non essendo uno studioso, come e soprattutto dove l’ha imparata? Questo, nella realtà rafforza proprio il fenomeno dei rapimenti alieni.

Nel film la Blunt, si ritrova con «segreti in grado di cambiare il mondo che solo lei può raccontare»(PB), ma con i quali ha «un profondo legame»(PB). Legame che si palesa nel rapporto con il Dr. D. Kellner, interpretato da un ottimo J. O’Connor; un mago dell’informatica ed ex responsabile della cybersicurezza, proprio per la Wardex, riesce a trafugare, con l’ausilio di una marea di chiavette USB, l’intero archivio segreto con le informazioni, i filmati (footage) sugli alieni e sulla realtà extraterrestre, che insieme al congegno chiamato “il dispositivo”, sono la classica Smoking Gun, la prova definitiva cui gli ufologi, ancora oggi, cercano, invano. Il personaggio è una sorta di ago della bilancia perché si interroga spesso che quelle informazioni devono essere divulgate in quanto «fondamentali sull’esistenza umana e su ciò che si trova oltre i limiti della nostra attuale conoscenza»(PB).

In parallelo, per ciò che concerne il rilascio di documenti segreti, così scottanti, c’è la vicenda dell’hacker britannico Gary Mckinnon che nel 2002, fu accusato dal governo americano di aver violato i sistemi di NASA, Pentagono e Dipartimento della Difesa USA, rivelando di aver sottratto gran parte dei documenti Cosmic Top Secret, riguardo gli UFO, l’elenco dei cosiddetti “ufficiali non terrestri” e soprattutto dell’esistenza di una flotta spaziale la Solar Warden, prodotto di retroingegneria aliena composta da un’astronave madre e diversi ricognitori più piccoli. Sia Margareth che il dr. Kellner sono coordinati da H. Wakefield, l’attore C. Domingo, altro ex membro della Wardex, e fidato assistente di N. Scanlon. Anche egli lotta contro l’ignoto in quanto l’umanità ha «fame di verità», sebbene questa  «sconvolgerà l’ordine costituito in tutto il mondo». Nel creare questo personaggio lo stesso Spielberg ha ammesso, di essersi ispirato alla figura del compianto Prof. John E. Mack, ex capo del dipartimento di psichiatria della Harvard Medical School, il primo scienziato accademico, al mondo, divenuto famoso per le sue ricerche sulla psicologia di coloro che sostenevano di aver vissuto un rapimento alieno, ricerche confluite nel libro del 1999: Passaporto per il cosmo. Trasformazione umana e incontri alieni (Ediz. Venexia).

Spielberg rincara la dose: «Il più grande evento della storia dell’umanità»(dal trailer). Mentre nel servizio del TG1 (28/05/2026), il regista conferma le teorie ufologiche: «Che non siamo l’unica civiltà intelligente nell’universo… che tutto questo, è vero».
Quindi: “Un futuro prossimo più vicino di quanto pensiamo”, nel reportage di C. Proietti che evidenzia gli umori della stampa americana che definisce l’opera del regista di “E.T.” come «fenomenale» e ancora: «Il miglior film degli ultimi 20 anni (omissis) un incrocio tra X-Files e la Bibbia». Sembra un ossimoro, ma non lo è, e occorrerebbero pagine e pagine per spiegare quanto di “fantascientifico” c’è nel libro sacro dei Cristiani. Ma come ogni film di fantascienza che si rispetti c’è, inevitabile il parere della Chiesa: tra crocifissi, tra chi si segna e si genuflette, fino alle ultime parole di Cristo sulla croce, e tra chi sostiene che il film sia un «seguito spirituale»(2), delle precedenti fatiche di Spielberg, una suora esce dagli schemi e afferma: «Perché (Dio, nda), avrebbe dovuto creare un così vasto universo per riservarlo solo a noi?».
Ma anche: «… il senso di meraviglia legato all’ignoto»(3), infatti, ancora il regista: «La Fantascienza mi accompagna da sempre, ho girato molti film su cose che non possono essere spiegate, dagli squali ai dischi volanti (omissis), raccogliere tutti quei documenti è stata un’impresa, sapendo che un giorno potranno finire sotto gli occhi di tutti, tutti in una sola volta»(4).

Alton Barnes, Wiltshire, Inghilterra, 13 agosto 2001

Come non può essere spiegato l’enigmatico strumento che nel film viene chiamato semplicemente “il dispositivo”, stringendo lo stesso in una sola mano, permette non solo la “visione a distanza” (remote viewing), – diventata famosa soprattutto negli anni ’70 quando la CIA e il governo degli Stati Uniti finanziarono programmi di ricerca e spionaggio parapsicologico; ma anche una sorta di teletrasporto virtuale in un luogo diverso e creare in un istante un Crop Circles (i famosi cerchi nel grano, una spina nel fianco della scienza ufficiale in quanto a distanza di diverse decine di anni, ancora non si è capito come si formino gli “agroglifi”) quando è nelle mani del Dr. Kellner. Tutta la natura sembra coinvolta, come se volesse avvertire l’umanità che qualcosa di grosso stia per accadere ed ecco che ritorna la simbologia del Cervo «che sembrano spaventati» ma anche un Cardinale rosso, una Volpe rossa e un Procione, tutti realizzati in CGI, alieno compreso, loro sì, come usciti da una favola, insieme alla casa di Hansel e Gretel.

«Il mondo è sull’orlo del baratro», e non ci vuole molto per capirlo, così arriviamo al gran finale, che se cinematograficamente è valido, non soddisfa a pieno quanti, in primis gli ufologi, si interrogano da anni appunto sul come dovrebbe avvenire il Disclosure: secondo chi scrive non avverrà mai! Nessuna ammissione da parte dei poteri forti, nessuna dichiarazione delle caste di potere: scienziati, militari, politici, industriali e religiosi, – io nutrivo una flebile speranza per Papa Francesco, nemmeno un comunicato ad esempio dall’ONU, niente Edizioni Straordinarie dei media istituzionali: solo il servizio giornalistico della protagonista, mentre scorrono le immagini. Ma lo stesso, il mondo come in Ultimatum alla Terra (R. Wise, 1951), si ferma e tutta l’umanità resta ammutolita a guardare gli schermi televisivi, pubblicitari per strada e soprattutto quello più minuscolo degli smartphone, in fin dei conti, troppo poco e non può bastare certo guardare la realtà attraverso il filtro tecnologico.

Troppo poco perché ormai tutto quello che c’era da dire, forse è stato detto, tutto quello che si doveva vedere forse, è stato visto: ogni giorno, proprio grazie ai telefonini, si registrano eventi strani, senza nessun tipo di ufficialità. I footage che vengono mostrati, soprattutto quelli in bianconero, rimandano ad eventi accaduti, come gli ultimi resi noti poco tempo fa dalla Marina Americana, ma anche un filmato del 1973 girato nella Homestead Air Force Base con il presidente Nixon, quando sappiamo bene che, invece già nel febbraio del 1954 nella base Muroc Airfiled, oggi base aerea di Edwards in California, membri del governo americano presieduto da D. Eisenhower, ricevettero una delegazione aliena! Inoltre, sempre in B/n, corpi di alieni del tipo “grigio”, responsabili dei rapimenti dei due protagonisti e delle loro analisi, sul tavolo, nella stanza piena di luci. Da notare, infine alcuni frames relativi al filmato conosciuto come “il filmato della tenda”, dove si vedono molti reperti recuperati, insieme ai corpi degli alieni nell’ormai sdoganato Ufo crash di Roswell (1947).

E ora? «Il film gioca su ciò che la gente sa, perché l’intera idea è che forze potenti abbiano insabbiato la cosa e cercato di convincere le persone che ciò che abbiamo sentito nel corso degli anni non è vero»(PB), spiega ancora D.Koepp. Watch The Sky, (=Osservate il cielo), ammonisce il giornalista in La cosa da un altro mondo» (C. Nyby, 1951), ma prima dovremmo aprirci all’altro, quasi tornare bambini, a «prima che ci insegnino a cosa credere e cosa pensare, è il nostro cuore a dirci che esiste qualcos’altro là fuori»(Man in Black II, B. Sonnenfeld, 2002). Ed è con il cuore in mano che mi rivolgo a quanti hanno visto il film, non da appassionati, ma da curiosi, a tutti quelli che all’uscita forse è scoccata una scintilla e si sono chiesti: “Ma, chissà?..”, a quanti di loro si sono interrogati sulla veridicità della realtà extraterrestre, posso solo dire: «Benvenuti nel nostro mondo».

Nota dell’autore:
Dove non specificato le citazioni sono tratte dal film.
Il PressBook (PB) è © UNIVERSAL PICTURES e © AMBLIN ENTERTAINMENT.

Note:
1.Cletto Arrighi, La Scapigliatura e il 6 febbraio, Redaelli, 1862.
2.https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-e-davvero-un-sequel-segreto-l-intrigante-teoria-sul-nuovo/n224010/
3.https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-steven-spielberg-se-non-siamo-soli-nell-universo-perche-non/n222372/
4.https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/news/steven-spielberg-la-fantascienza-mi-accompagna-da-sempre/

Altre Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Disclosure_Day
https://www.comingsoon.it/cinema/news/steven-spielberg-il-rischioso-titolo-del-suo-prossimo-film-sugli-ufo-non-e/n195629/
https://www.esquire.com/it/cultura/film/a69805588/disclosure-day-spielberg/
https://cinecittanews.it/disclosure-day-il-trailer-del-nuovo-film-di-spielberg-riaccende-il-mistero-alieno/
https://www.sentieriselvaggi.it/il-misterioso-nuovo-film-di-steven-spielberg/
https://www.ilpost.it/flashes/steven-spielberg-disclosure-day-trailer/
https://www.fantascienza.com/31346/ecco-il-trailer-di-disclosure-day-il-misterioso-film-di-steven-spielberg
https://www.fantascienza.com/index.php/31333/a-pochi-giorni-dal-primo-trailer-si-specula-sul-titolo-del-nuovo-film-di-spielberg
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/video/?vid=48614
https://www.comingsoon.it/cinema/news/aspettando-disclosure-day-rivediamo-al-cinema-incontri-ravvicinati-del/n215608/
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/scheda/
https://www.taxidrivers.it/501717/trailers/disclosure-day-steven-spielberg-rivela-la-verita-sugli-ufo.html
https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/05/28/news/disclosure_day_recensioni_critica_americana_nuovo_film_steven_spielberg-425375360/
https://www.repubblica.it/venerdi/2026/05/21/news/steven_spielberg_alberto_angela_disclosureday_film-425359021/?ref=RI_d_a_embed
https://www.fantascienza.com/31548/l-ultimo-trailer-di-disclosure-day-svela-poco-i-nuovi-alieni-di-spielberg
https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/arrivano-gli-alieni-tranquilli-ci-pensa-steven-spielberg-saro-l/n223427/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/steven-spielberg-il-nuovo-film-s-intitola-disclosure-alcune-pubblicita/n213227/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-ecco-il-trailer-ufficiale-in-italiano-del-nuovo-film-di/n218934/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-il-trailer-finale-dell-attesissimo-film-di-steven-spielberg/n223799/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-le-rivelazioni-si-avvicinano-nel-nuovo-spot-in-italiano-del/n216768/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-josh-o-connor-sul-livello-di-segretezza-del-film-un/n222087/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-e-il-miglior-film-di-steven-spielberg-degli-ultimi-20-anni/n223839/
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/scheda/
https://www.fantascienza.com/31798/il-ritorno-agli-alieni-di-steven-spielberg
https://www.comingsoon.it/cinema/news/quanto-c-e-di-vero-in-disclosure-day-i-casi-ufo-reali-che-hanno-ispirato/n225207/

credit:
https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/poster/1/
https://www.ilcineocchio.it/cinema/dossier-la-nascita-di-independence-day-e-il-merito-di-mars-attacks/
https://www.venexia.it/libri/collane/i-ponti/passaporto-per-il-cosmo/
https://petrusplancius.livejournal.com/1210531.html

Boston: la (finta?) caccia all’uomo

L’attentato alla maratona di Boston avvenuto il 15 aprile 2013, giorno della festa del Patriots Day (titolo originale), in ricordo delle battaglie di Concord e Lexington che furono le prime della Rivoluzione Americana, venne compiuto da Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, due fratelli di origine cecena e causò la morte di tre persone tra cui un bambino di 8 anni e il ferimento di ben 264 persone. All’epoca dei fatti i fratelli avevano rispettivamente 26 anni Tamerlan, ucciso due giorni dopo l’attentato in uno scontro a fuoco con la polizia, ma nel film il colpo fatale glielo dà proprio il fratello  Dzhokhar 19 anni, investendolo con l’auto in fuga; quest’ultimo condannato a morte nel 2015, tramite iniezione e tutt’ora in attesa nel braccio della morte. L’attentato venne portato a termine facendo esplodere due rudimentali ordigni costruiti usando due pentole a pressione, riempite di esplosivo, chiodi, sfere di metallo e pezzi di ferro, inserite in due borse nere con un orologio da cucina usato come timer. Le due bombe vennero piazzate nei pressi del traguardo sulla Boylston Street, poste a circa 170 metri di distanza una dall’altra e fatte esplodere, probabilmente con un comando a distanza, con uno scarto di 12 secondi. Questi in sintesi i fatti; il film di Peter Berg, uno dei registi più patriottici, suoi infatti Deepwater Horizon e Kingdom, si basa sul libro Boston Strong, scritto a quattro mani da Casey Sherman e dal giornalista Dave Wedge.
Il regista, con uno stile che mette insieme scene quasi da docu-film e sequenze da vero action-movie, in particolare nella scena dove viene ucciso Tamerlan, trasforma tutta Boston in una sola location, con suggestive riprese dall’alto piene di gente e di vita, prima e durante la maratona e poi ad inquadrare una città deserta dopo i fatti, quasi sotto coprifuoco, con le sole forze dell’ordine a perlustrare le strade vuote.
La pellicola segue gli eventi in ordine cronologico: le ore precedenti la maratona, con la panoramica sui protagonisti, l’inizio e l’arrivo, lo scoppio delle bombe, il coinvolgimento di tutte le organizzazioni preposte al caso, il coraggio delle persone coinvolte, dal commissario della polizia Ed Davis, interpretato da un sorprendente J. Goodman, l’agente speciale dell’FBI Richard DesLauriers/K. Bacon e il sergente di polizia Tommy Saunders, personaggio focale della vicenda al quale presta il volto il bostoniano Mark Wahlberg, tra i produttori dell’opera dell’amico Berg.
Il film, come del resto altri del suo genere, è un’onesta trasposizione, a volte lo è fin troppo, ma al solito ci sono molti particolari interessanti che vale la pena analizzare per cercare di capire se, le immancabili tesi complottistiche, susseguenti l’attentano, abbiano o meno qualche fondamento.
I sostenitori troveranno nelle fonti materiale sufficiente per capire: si va dalle testimonianze dei presenti che dicono di aver visto agenti dei Navy Seals e contractors; a chi sostiene che tra i feriti, c’erano attori veramente amputati, come si vede chiaramente nella foto (ricordo che le forze armate statunitensi nelle esercitazioni, si avvalgono proprio della partecipazione di tali attori, come si può vedere qui), e tutte le incongruenze  e le contraddizioni dei testimoni oculari, che comunque possono sorgere in tali situazioni.
Nella sequenza, forse più cruciale del film, l’arrivo dell’agente speciale dell’FBI, lo si vede intento a discutere con il commissario della polizia e con il governatore di Boston: è lui che deve decidere se si tratta o meno di terrorismo. Nei dialoghi si capisce la titubanza del federale perché in tal caso entrano in gioco i media, il mercato azionario(?), i politici, oltre a reazioni impulsive fino a rigurgiti antimusulmani. Poi si allontana di qualche passo e raccoglie un frammento, lo guarda e decide che sì, si tratta di terrorismo! Tutto qui, senza interpellare nessuno, è bastato uno sguardo, un attimo e la decisione è presa. Ma come, e le leggi sul Patriot Act, ciò è possibile? Poco dopo, però è lo stesso agente speciale che al centro di comando dice che i sospettati «non sembrano il prototipo di un jihadista», e nel momento di stabilire se le foto devono essere pubblicate, afferma: «non posso decidere io, dipende dal procuratore generale». Ma non è lui al comando? Non è lui il responsabile nel prendere le decisioni, come al momento di stabilire se si trattava di terrorismo o meno? A proposito, ma come vengono identificati i sospetti attentatori? Se è ovvio che la macchina da presa segue passo passo i responsabili, rispettando com’è ovvio la sceneggiatura, facendo così immaginare allo spettatore l’esito finale, nella realtà dovrebbe essere più complesso, quasi come trovare un ago in un pagliaio. Ma non è così, visto che ormai ci sono telecamere di sorveglianza ovunque. Al centro di comando, dopo aver raccolto tutti i cellulari in grado di girare video, insieme ad altri portati dai presenti alla maratona, questi vengono analizzati uno ad uno, ma dopo averne visto parecchie decine, uno sbadiglio ci può stare, ma è proprio l’agente annoiato che poco dopo, nota un particolare, uno degli spettatori indossa un «cappellino bianco, è l’unico che guarda da un’altra parte!». Bingo! Mi raccomando se andate ad un qualsiasi evento pubblico, cercate di guardare dalla parte dove guardano tutti gli altri, non si sa mai. Così vengono individuati i responsabili “cappellino bianco”, il giovane Dzhokhar e “cappellino nero” il fratello maggiore Tamerlan, individuati in mezzo a migliaia di persone con cappellino e con zaino alle spalle e per una foto che li ritrae insieme. Altro avvertimento, se siete in mezzo alla folla e qualcuno scatta una foto (quelle in possesso degli agenti sono obbligatoriamente sgranate), fatevi più in là perché i due ragazzi musulmani «sembrano conoscersi»! Durante la fuga i due rapiscono un ragazzo cino-americano e Tamerlan nel breve dissidio verbale, fa un’affermazione sconcertante: l’11 settembre è stato un auto attentato, ad opera del governo americano, e manipolato dai media, come lo siamo tutti. Auto attentato, aggiungo io, come potrebbero essere: il massacro alla Columbine High School, strage in ambito scolastico avvenuta il 20 aprile 1999 negli Stati Uniti: 13 morti, 24 feriti; la strage in un cinema di Aurora, in Colorado, nel luglio 2012: 12 morti, 58 feriti; la carneficina alla Sandy Hook Elementary School,  avvenuta il 14 dicembre 2012 con la morte di 27 persone, 20 delle quali bambini di età compresa tra i 6 e i 7 anni. Chiedersi il perché di tutto ciò, è attualmente materia di studio, forse l’intento, come si vede chiaramente nel film, a parte gli alti interessi economici, serve all’élite di potere per cercare di instaurare uno stato di polizia perenne, dove i diritti e la privacy, di ogni cittadino, in qualsiasi parte del mondo, possano essere facilmente calpestati. Tornando al film, quando Tamerlan, dopo essere stato ferito dalla polizia e travolto dall’auto del fratello, viene trasportato in ospedale, all’improvviso nella sala operatoria entra(!) un sedicente agente dell’FBI, indifferente sia dei medici che dello stato del paziente, per identificarlo; ne pulisce le dita, mette il pollice sullo schermo dello scanner portatile (alla 007) e miracolo, compare la fototessera del terrorista: identificazione avvenuta. Ma le foto non erano tutte sgranate? Identificato il terrorista, identificata la moglie che viene interrogata senza l’ausilio dei Miranda Rights, di cui nessun poliziotto era a conoscenza, diritti che vengono concessi a ogni sospettato sotto custodia della polizia. Tali diritti vennero, a suo tempo, per ragioni di sicurezza, negati anche a Dzhokhar, in una delle ultime sedute di appello, quando funzionari della CIA e dell’FBI furono sentiti dal Senate Intelligence Commitee, per capire come mai, sebbene Tamerlan fosse considerato pericoloso, potè agire quasi indisturbato. Comunque l’interrogatorio della moglie, nel film, viene condotto da una squadra non meglio identificata, che scavalca l’autorità dell’agente speciale DesLauriers/Bacon, che non profferisce parola. L’ inquisitoria è condotta da una donna, che indossa il classico hijab (ma questo serve per entrare più in sintonia con la sospettata, alla fine la misteriosa agente se lo toglie in fretta), con una fredda, spietata lucidità. L’opera di Berg si conclude con i classici simboli americani: JFK, il baseball e le solite frasi di circostanza: «stay strong». Che è meglio di «Dio benedica l’America», ma sarebbe stato troppo, soprattutto per chi conosce il vero significato del termine “benedire”.

Nota dell’autore:
Mentre scrivo, sono da poco passate le 22:00, arriva la notizia di un nuovo attentato a Parigi, avvenuto circa un paio d’ore prima sugli Champs Elysées, dove il killer che ha ucciso un poliziotto, «era noto ai servizi segreti francesi ed era schedato come individuo radicalizzato e a rischio di perpretare attentati» (Televideo Rai).
Tutto questo a sole due ore dall’attentato e ci si chiede, se era a rischio, perché non fermarlo prima? Intanto al summit all’Eliseo, il Presidente Holland, sostiene che «siamo convinti che tutte le piste portano al terrorismo» (Rai News 24).
Già, questo deve essere sicuro, quando invece ancora, non si conosce il numero degli attentatori (uno o due), conferme e smentite sul numero delle vittime e con una falla nella App Saip, utilizzata per avvertire i cittadini in caso di attentato…

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Boston_-_Caccia_all%27uomo
https://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_alla_maratona_di_Boston
http://www.mymovies.it/film/2016/patriotsday/pubblico/?id=757823
http://www.mymovies.it/film/2016/patriotsday/news/il-trailer-italiano/
http://www.mymovies.it/film/2016/patriotsday/
https://www.comingsoon.it/film/boston-caccia-all-uomo/53646/recensione/
http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/supercinema/-boston-caccia-all-uomo-l-attentato-alla-maratona-arriva-al-cinema_3067363-201702a.shtml
http://www.filmtv.it/film/86780/boston-caccia-all-uomo/recensioni/888340/#rfr:film-86780
http://www.filmtv.it/film/86780/boston-caccia-all-uomo/cast/
http://www.filmtv.it/film/86780/boston-caccia-all-uomo/
http://www.ilpost.it/2017/04/14/boston-caccia-all-uomo-film/
http://www.badtaste.it/recensione/boston-caccia-alluomo-recensione/237120/
https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/comment/97726
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/23/attentato-boston-e-caso-politico-su-gestione-della-cia-e-dellfbi/573277/
http://zret.blogspot.it/2013/04/maratona-di-boston-quando-il-governo-e.html#.WPhvJNLyjIU
http://voxnews.info/2013/04/18/boston-navy-seals-e-contractors-della-blackwater-alla-maratona/
http://campagnadisobbedienzaciviledimassa.blogspot.it/2013/04/la-tesi-dellauto-attentato-di-boston-ce.html?m=0

Credits: https://atruthsoldier.com/2013/04/22/frame-by-frame-analysis-of-crisis-actors-preparing-double-amputee-actor-at-boston-bombing/

Intervista

Ieri sera, sono stato intervistato da Sabrina Stoppa all’interno della trasmissione radiofonica Pandorando. L’argomento di discussione e titolo della puntata è stato:

Come, quanto e perché il Governo americano influenza davvero il Cinema?

Per chi avesse perso la diretta, tra qualche giorno, sarà possibile riascoltarla sul canale youtube della web radio, oppure sempre da questo blog.

Questi i riferimenti:

http://www.webpieveradio.it/#/

https://www.youtube.com/results?search_query=pandorando

E’ stata una bella esperienza.

Independence Day: il ritorno

independence-day-resurgenceCinquant’anni fa, l’8 settembre 1966 la NBC, mandò in onda il primo episodio della saga di Star Trek, diventata un marchio della FS e dove tra le altre cose si parlava della Federazione Galattica dei Pianeti che, oggi a distanza di mezzo secolo, è ancora lungi dal divenire. Pochi giorni fa è uscita la notizia del remake del film Alien Nation (G. Baker, 1988) in cui gli alieni, sfuggiti al controllo di un’altra razza ET, arrivano con una gigantesca nave madre (mother-ship), chiedendo asilo alla popolazione terrestre ricevendo in cambio diffidenza e disprezzo. Esattamente a distanza di 20 anni è uscito un altro marchio fortunato Independence Day: rigenerazione, ancora con la firma del “grande distruttore” e ormai maestro indiscusso del catastrofico: Roland Emmerich. Dopo una sofferta rispolverata al cast, manca il pezzo grosso Will Smith, e con l’introduzione di nuovi personaggi: il presidente interpretato da Bill Pullman (in pensione, ma ancora presente e funzionale nella trama perché colpito da molte visioni su un possibile secondo attacco) è stato sostituito al timone della nazione più potente della Terra dalla presidente Lanford, l’attrice Sela Ward, donna dal carattere aggressivo, ma allo stesso tempo senza polso e senza carisma, in una sorta di augurio, forse profetico, per la senatrice Hillary Clinton, nella corsa alla Casa Bianca; l’introduzione di un nuovo personaggio interpretato dalla bravissima Charlotte Gainsbourg, specializzata nell’identificare i segnali lasciati dagli alieni sul nostro pianeta. Capitolo a parte per lo scienziato Levinson/Goldblum, addirittura a capo dell’Earth Space Defeance, una sorta di SDI Strategic Defeance Iniziative di reganiana memoria, ma che diversamente dalla realtà non si tratta solo di una serie di satelliti per la difesa, ma per l’aver costruito sulla Luna una potentissima stazione militare con tanto di cannone al plasma, e per aver progettato, usando retro ingegneria aliena un velivolo ibrido molto potente che agli ufologi potrebbe ricordare la vera flotta spaziale terrestre denominata Solar Warden che, secondo quanto scoperto dall’hacker Gary Mckinnon consta di 8 astronavi più 43 ricognitori piccoli ed opera sotto il comando del Naval Network Usa e lo Space Command Operations (1). Nel film, la civiltà umana, è riuscita a rimettersi in piedi ricostruendo tutte le città distrutte durante il prima attacco e anzi, adesso l’umanità è assai progredita, avendo a disposizione l’ingegneria aliena, e vive sotto un’unica bandiera, un’unica legge e in pace da vent’anni senza conflitti armati fra le varie nazioni: questa davvero noi la denominiamo fantascienza, ma è il primo motivo per il quale i potenti della Terra sono restii al famigerato Disclosure della presenza aliena sulla Terra in quanto tale rivelazione avrebbe l’effetto di un collante per tutti i popoli: il vero traino dell’economia mondiale, la guerra, i conflitti, la vendita delle armi, le varie differenze, le guerre sante e non, il terrorismo, ecc. scomparirebbero, e l’umanità respirerebbe la stessa aria (parafrasando JFK in un famoso discorso), non più inquinata e senza global warming ed è chiaro che tutto ciò andrebbe contro gli interessi del Nuovo Ordine Mondiale che si basa sul millenario concetto del divide et impera. Come accennato poc’anzi alcuni personaggi del primo film: il vecchio presidente, il simpatico dottor Okun interpretato ancora da Brent Spiner (il “Data” di Star Trek), il guerriero Congolese capo dei ribelli che hanno sconfitto gli ultimi alieni rimasti, sono perseguitati da visioni che si manifestano sottoforma di impulsi sonori che arrivano direttamente al cervello e che per quest’ultimo hanno a che fare con una sorta di linguaggio alieno con un preciso simbolo: il cerchio o in 3D una sfera. La letteratura ufologica è piena di esempi simili, si va dalla mappa stellare ricordata sotto ipnosi regressiva da Betty Hill (rapita insieme al marito, primo caso di abduction registrato), al codice binario di uno dei sottoufficiali nella foresta di Rendlesham in Inghilterra, in un IR2 nei pressi della base RAF di Woodbridge. E ora the arrival: l’arrivo, il ritorno. Tra parentesi, in The Arrival (D. Twohy, 1996), film interpretato da Charlie Sheen, radioastronomo, il quale scopre che l’aumento del riscaldamento globale (global warming) è causato da extraterrestri insediatisi nel sottosuolo terrestre. In Arrival (D. Villeneuve) in uscita a novembre, invece, viene usato un linguaggio simile al simbolo usato nel film in questione, che ha sempre come base il cerchio. Se nel primo film veniva detto che gli alieni, che parcheggiarono l’astronave madre lunga solo 500 km di diametro, nei pressi della Luna e che spostavano la loro civiltà di pianeta in pianeta per depredarne le risorse naturali, ora si scopre che in realtà la civiltà aliena non è stata del tutto distrutta, ma arrivano con un’altra mega astronave madre di quasi 5.000 km di diametro, con una propria gravità, e che atterra nell’oceano atlantico, da costa a costa. Se vi fanno paura le dimensioni e pensate che dimensioni del genere sono davvero incredibili, fate una breve ricerca in rete e vi accorgerete che alcuni satelliti hanno ripreso oggetti (astronavi aliene?) prossimi al sole delle dimensioni del pianeta Terra! Inoltre all’interno dell’immenso Ufo, in una sorta di alveare, vive la regina, concetto questo che rimanda naturalmente alla saga di Alien, che come nel film Aliens: scontro finale (J. Cameron, 1986), alla fine viene anch’essa uccisa. Stavolta lo scontro finale (sarà veramente l’ultimo?) si svolge come al solito nell’Area 51, diventata ormai il quartier generale delle forze armate terrestri. Se il nuovo I.D. sempre spettacolare dato l’apporto immancabile della computer graphics (CGI) e con gli alieni questa volta disegnati totalmente al computer non riuscirà, cinematograficamente, a rinverdire i fasti e il successo del primo film (1996) seppur definito dalla critica un videogioco, come visto ci sono alcuni concetti ed elementi che corroborano le tesi ufologiche e che hanno come novità inserita nella narrazione un concetto che va al di là dell’ufologia stessa, toccando le alte punte della cosiddetta esopolitica. Prima dell’arrivo dell’immensa nave spaziale, uno strano fenomeno preannuncia l’arrivo di una sonda aliena perfettamente sferica: la perfezione sferica è già di per sé un potente messaggio (v. il film Sfera di B. Levinson), appartenente ad un’altra civiltà aliena, ma che gli ottusi militari americani distruggono, dalla serie prima spari e poi fai domande. All’interno della sfera distrutta viene trovata un’altra sfera, ma di dimensioni molto più piccole, perfettamente liscia, levigata e di colore bianco, che in realtà ricorda il simbolo percepito da chi avvertiva il ronzio nelle orecchie, una sorta di Hard-Drive contenente tutta la scienza di una razza aliena giunta sulla Terra per avvertire del pericolo che stanno correndo, spiegando che anche la loro civiltà è stata attaccata dagli stessi alieni ostili. Non aggiungo altri spoiler, dico solo che il contenuto della piccola sfera, con interfaccia sonora umana potrebbe far balzare di colpo la nostra civiltà, secondo la scala di Kardashev, direttamente al Tipo III, che definisce una civiltà intergalattica. Ma il concetto può essere, come detto, ampliato, in questo caso non è stata applicata la famosa prima direttiva, tanto cara a Star Trek: una civiltà superiore non può interagire con una civiltà meno evoluta, in quanto l’evoluzione stessa deve seguire il proprio percorso. Nella realtà, purtroppo ciò non è avvenuto, gli alieni di tipo nordico, avvertirono l’umanità del pericolo portato dalla razza dei grigi (2), ma il governo americano in primis non dette ascolto a tale monito perché avevano già stipulato, nel 1954 nella base aerea di Muroc, il famigerato “patto scellerato”: tecnologia extraterrestre in cambio di vite umane.

Note e fonti:

1. http://www.universo7p.it/solar-warden-il-progetto-spaziale-top-secret/
2. http://www.hackthematrix.it/?p=7628?p=7628?p=762
http://www.fantascienza.com/21625/independence-day-rigenerazione-9-cose-da-sapere-sulla-nuova-invasione
wikipedia

Photo credits: www.fantascienza.com

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