Archives for : 11 settembre

Il “gioco” degli Illuminati

Dimenticatevi il “Monopoli” in tutte le sue varianti (e già qui ci sarebbe molto da dire: lo scopo è l’acquisto e la vendita di beni immobili con finta valuta), dimenticatevi anche il “Risiko”, che comunque è un gioco di guerra e dimenticatevi anche i giochi di ruolo tipo “Dungeons & Dragons” e tutti quelli basati sulle carte.
Il “gioco” in questione è sì un gioco da tavolo di carte, ma dal nome altisonante: “Le carte degli Illuminati” e con tutti i loro segreti. Ma chi sono gli illuminati, di cui si sente spesso parlare?
Gli Illuminati sono stati una società segreta nata in Baviera nel XVIII secolo. Vengono spesso menzionati «nell’ambito delle teorie del complotto per indicare presunti gruppi di potere e di pressione che eserciterebbero segretamente o, secondo altre versioni, aspirerebbero al dominio del mondo mediante l’instaurazione di un nuovo ordine mondiale» (Wikipedia). Ed è appunto questo lo scopo del gioco, arrivare al dominio del mondo, attraverso mezzi molto discutibili, anzi addirittura inquietanti. Nel filmato, che troverete a questo link (dura solo pochi minuti; vi consiglio assolutamente di vederlo), vengono spiegate alcune di queste carte: l’immancabile 11 settembre, il controllo del clima e le guerre meteorologiche, la catastrofe di Fukushima, imposizione della legge marziale, carte raffiguranti la fine del mondo dovuta ad un impatto meteorico e la venuta di un nuovo Messia(1) e per finire gli alieni in combutta con il potere fin dai tempi del famoso “patto scellerato”.
Quindi vi invito ancora una volta a guardare la breve clip YT e fare attenzione ai secondi finali: c’è una piccola sorpresa. Certo per molti saranno solo coincidenze o sicuramente ci sarà qualcuno che si definirà scettico, soprattutto quando si parla di ipotesi di complotto: «Recenti studi di psicologi e sociologi negli Stati Uniti e nel Regno Unito suggeriscono che, contrariamente agli stereotipi dei media tradizionali, quelli etichettati come “teorici della cospirazione”, sono più razionali di coloro che accettano aprioristicamente la versione ufficiale dei fatti contestati. Inoltre, lo studio ha appurato che i cosiddetti “cospirazionisti” discutono il contesto storico (ad esempio, l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy come un precedente per il 9/11) più dei negazionisti»(2).

Note:
1.Nel film Deep Impact, in cui la Terra e tutta l’umanità sono a rischio di un catastrofico impatto meteorico, l’astronave che imbarca testate nucleari, per cercare di far esplodere il meteorite (grande quanto il monte Everest), si chiama: Il Messiah!
2.http://www.tankerenemy.com/2013/08/recenti-studi-stabiliscono-che-i-gonzi.html#.XQn6US1aaRu

The Mandela Effect

Quasi un secolo fa, nel 1923, in Finlandia, il passaggio di una cometa (forse la 33P/Daniel, ma Wikipedia non conferma l’avvistamento in tale anno), provocò un senso di disorientamento tra gli abitanti tanto che una donna si vide costretta a chiamare la polizia sostenendo che l’uomo che si trovava in casa con lei non era il marito! Nel film Coherence (James W. Byrkit, 2013), un gruppo di amici si riunisce in casa di uno di loro, per una cena; fuori, in cielo si assiste al passaggio di una cometa, evento raro e sorprendente considerando che gli scienziati avevano avvertito che ci sarebbero stati dei fenomeni non meglio specificati, anomali. Ad un tratto manca la luce, internet, i cellulari, non funzionano più, all’esterno solo una tenue luce, in lontananza, di un’altra casa. Da qui partono le mosse di un’azione serrata dove, i protagonisti si trovano quasi in un incubo a dover lottare, concettualmente (citando il paradosso del gatto di Schrödinger, una delle cui interpretazioni “a molti mondi”, sostiene che ogni evento è un punto di diramazione per l’intero universo) e contro i loro doppi. Un’atmosfera surreale e che sembra a tratti assurda come nel film L’Angelo Sterminatore (1962) del maestro Luis Buñuel. Una serie di vicende dove appunto la coerenza va a carte e quarantotto. Coerenza che forse resta l’ultimo baluardo della fisica newtoniana per difendersi dagli attacchi, sempre più pressanti, delle teorie proposte dalla fisica quantistica, intesa, appunto, a sovvertire le basi stesse della scienza così come la conosciamo.
Una premessa forse un po’ lunga ma mi sembrava utile per meglio definire i contorni di una vicenda che ha tutta l’aria, a breve, di diventare virale. Tutto ha avuto inizio nel 2005 quando la blogger Fiona Broome, si accorse che il premier sudafricano Nelson Mandela era ancora vivo, come difatti era realmente (Mandela è mancato nel 2013), ma la Broome ricordava perfettamente che Mandela, per lei, era morto in prigione negli anni ottanta e ne rammentava persino il funerale trasmesso in tv. La perplessità fu talmente enorme da farle iniziare una ricerca in rete e quello che trovò fu davvero incredibile: non solo moltissime persone avevano lo stesso ricordo su Mandela, ma vennero fuori altri esempi, non solo fatti storici. Eccone alcuni: moltissimi ricordano che negli anni ‘90 hanno visto un film dal titolo Shazaam, che in pratica, non esiste; in Star Wars, sono addirittura due le incongruenze, molti ricordano la famosa battuta di Darth Vader «Luke, io sono tuo padre», che in realtà sarebbe invece: «No, io sono tuo padre»; le gambe del robot C-3PO, non sono tutte e due dorate, ma la destra, da sotto il ginocchio, è argentata, vedere per credere. In Casablanca, la nostalgica frase «suonala ancora, Sam», non c’è, anche se molti ricordano perfettamente di averla ascoltata guardando il film; in Forrest Gump, la frase «la vita è come una scatola di cioccolatini», per molti invece è diventata «la vita era una scatola di cioccolatini»; restando in tema cioccolato il nome del famoso snack Kit-Kat, lo ricordiamo tutti scritto così, vero? No, in realtà è scritto senza il trattino! Per molti il vero nome di battesimo della popstar Madonna, non è Madonna Louise Veronica, ma Maria Louise Veronica. E potrei continuare, se siete curiosi divertirvi nella caccia, in rete, di altre anomalie. Ora la domanda è: perché succede tutto questo? Anche qui le ipotesi portate a sostegno della veridicità o meno, del perché di tale “effetto” sono diverse, alcune, secondo me, verosimili. La prima ipotesi è quella degli “universi paralleli” o più propriamente dell’esistenza di una realtà parallela alla nostra, solo leggermente diversa, ma quanto basta da sconcertare il malcapitato che vive un effetto del genere.

La New York alternativa nella serie Fringe

Argomento sfruttato com’è ovvio dalla science fiction, in particolare nella riuscita serie tv Fringe (ne avevo già parlato qui), dove ad esempio nella New York dell’universo alternativo l’11 settembre non è mai avvenuto, le torri gemelle spiccano nello skyline, e in cielo volano i dirigibili, questo fa supporre che anche il disastro dell’Hindenburg, il 6 maggio 1937, non ci sia stato. Altra ipotesi è quella della differente “Linea Temporale”, molti vivrebbero, sempre nella nostra realtà, ma su una timeline spostata. Forse così potrebbero essere spiegati i famosi “déjà vu”: in Matrix, per capirci, è proprio un gatto (nero) che sorprende Neo, che lo vede passare dalla porta due volte quasi nello stesso istante; in realtà è un disturbo della “matrice”, quando qualcosa cambia, come viene spiegato: ma se fosse così anche nella realtà? Spesso si dice che la memoria fa brutti scherzi, è vero, ma ne siamo veramente sicuri? Ci mettereste la mano sul fuoco? La mano sul fuoco sarebbero pronti a mettercela tutti quei poveri genitori, denigrati, che hanno lasciato morire i figli in macchina, sotto il sole rovente, assolutamente convinti di averli recapitati altrove. Razionalmente si ricorre ai “disturbi dissociativi”(1) oppure alla “dissonanza cognitiva”(2), e se gli stessi genitori hanno vissuto per qualche frazione di tempo, almeno mentalmente, in una realtà parallela dove in effetti hanno assolto il loro compito? Oltre alle anomalie temporali, c’è chi parla poi di “Esperimenti del Cern”, dell’immancabile “Programma Spaziale Segreto” e dei retaggi post 2012 dovuti ad un ipotetico salto dimensionale, ma la questione è alquanto seria, visto che, anche il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), ha voluto dire la sua, sostenendo che si tratta solo di falsi ricordi e dimostrando il concetto con un piccolo esperimento che potete fare anche voi (la pagina è nelle fonti), asserendo che: «il gioco funziona in circa l’85% dei casi». Ci risiamo, basta tirar fuori una certa percentuale e il mistero è risolto: e l’altro 15%, non vi sembra che sia un dato da tenere comunque in considerazione? Non vi sembra che questa storia è alquanto sconcertante?
«C’è qualcosa di strano…», osservò Scully, nella serie cult XFiles, questa l’ironica e laconica risposta di Mulder: «Sai la novità, io sono anni che lo dico!». Mi associo.

Note:
1. La caratteristica essenziale dei Disturbi Dissociativi è la sconnessione delle funzioni integrate, della coscienza, della memoria, della identità o della percezione dell’ambiente. Le alterazioni possono essere improvvise o graduali, transitorie o croniche.
http://www.psicotraumatologia.com/disturbi_dissociativi.htm
2. Un individuo che attivi due idee o comportamenti che sono tra loro coerenti, si trova in una situazione emotiva soddisfacente (consonanza cognitiva); al contrario, si verrà a trovare in difficoltà discriminatoria ed elaborativa se le due rappresentazioni sono tra loro contrapposte o divergenti. Questa incoerenza produce appunto una dissonanza cognitiva, che l’individuo cerca automaticamente di eliminare o ridurre a causa del marcato disagio psicologico…
https://it.wikipedia.org/wiki/Dissonanza_cognitiva

Fonti:
https://www.luogocomune.net/LC/index.php/20-varie/4572-l-effetto-mandela-e-gli-universi-paralleli
http://www.fantascienza.com/22446/l-effetto-mandela-gli-universi-paralleli-e-la-gamba-di-c3po
http://www.queryonline.it/2017/05/30/leffetto-mandela/
http://mikimoz.blogspot.it/2017/03/spiegazione-effetto-mandela.html
http://effettomandela.blogspot.it/2016/12/cose-leffetto-mandela.html
http://cronachediunsolelontano.blogspot.it/2015/07/quando-la-fantascienza-non-arriva-in.html

Credit:
https://thoseconspiracyguys.com/what-is-the-mandela-effect/
https://reservoirblog.wordpress.com/category/curiosidades/

Boston: la (finta?) caccia all’uomo

L’attentato alla maratona di Boston avvenuto il 15 aprile 2013, giorno della festa del Patriots Day (titolo originale), in ricordo delle battaglie di Concord e Lexington che furono le prime della Rivoluzione Americana, venne compiuto da Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, due fratelli di origine cecena e causò la morte di tre persone tra cui un bambino di 8 anni e il ferimento di ben 264 persone. All’epoca dei fatti i fratelli avevano rispettivamente 26 anni Tamerlan, ucciso due giorni dopo l’attentato in uno scontro a fuoco con la polizia, ma nel film il colpo fatale glielo dà proprio il fratello  Dzhokhar 19 anni, investendolo con l’auto in fuga; quest’ultimo condannato a morte nel 2015, tramite iniezione e tutt’ora in attesa nel braccio della morte. L’attentato venne portato a termine facendo esplodere due rudimentali ordigni costruiti usando due pentole a pressione, riempite di esplosivo, chiodi, sfere di metallo e pezzi di ferro, inserite in due borse nere con un orologio da cucina usato come timer. Le due bombe vennero piazzate nei pressi del traguardo sulla Boylston Street, poste a circa 170 metri di distanza una dall’altra e fatte esplodere, probabilmente con un comando a distanza, con uno scarto di 12 secondi. Questi in sintesi i fatti; il film di Peter Berg, uno dei registi più patriottici, suoi infatti Deepwater Horizon e Kingdom, si basa sul libro Boston Strong, scritto a quattro mani da Casey Sherman e dal giornalista Dave Wedge.
Il regista, con uno stile che mette insieme scene quasi da docu-film e sequenze da vero action-movie, in particolare nella scena dove viene ucciso Tamerlan, trasforma tutta Boston in una sola location, con suggestive riprese dall’alto piene di gente e di vita, prima e durante la maratona e poi ad inquadrare una città deserta dopo i fatti, quasi sotto coprifuoco, con le sole forze dell’ordine a perlustrare le strade vuote.
La pellicola segue gli eventi in ordine cronologico: le ore precedenti la maratona, con la panoramica sui protagonisti, l’inizio e l’arrivo, lo scoppio delle bombe, il coinvolgimento di tutte le organizzazioni preposte al caso, il coraggio delle persone coinvolte, dal commissario della polizia Ed Davis, interpretato da un sorprendente J. Goodman, l’agente speciale dell’FBI Richard DesLauriers/K. Bacon e il sergente di polizia Tommy Saunders, personaggio focale della vicenda al quale presta il volto il bostoniano Mark Wahlberg, tra i produttori dell’opera dell’amico Berg.
Il film, come del resto altri del suo genere, è un’onesta trasposizione, a volte lo è fin troppo, ma al solito ci sono molti particolari interessanti che vale la pena analizzare per cercare di capire se, le immancabili tesi complottistiche, susseguenti l’attentano, abbiano o meno qualche fondamento.
I sostenitori troveranno nelle fonti materiale sufficiente per capire: si va dalle testimonianze dei presenti che dicono di aver visto agenti dei Navy Seals e contractors; a chi sostiene che tra i feriti, c’erano attori veramente amputati, come si vede chiaramente nella foto (ricordo che le forze armate statunitensi nelle esercitazioni, si avvalgono proprio della partecipazione di tali attori, come si può vedere qui), e tutte le incongruenze  e le contraddizioni dei testimoni oculari, che comunque possono sorgere in tali situazioni.
Nella sequenza, forse più cruciale del film, l’arrivo dell’agente speciale dell’FBI, lo si vede intento a discutere con il commissario della polizia e con il governatore di Boston: è lui che deve decidere se si tratta o meno di terrorismo. Nei dialoghi si capisce la titubanza del federale perché in tal caso entrano in gioco i media, il mercato azionario(?), i politici, oltre a reazioni impulsive fino a rigurgiti antimusulmani. Poi si allontana di qualche passo e raccoglie un frammento, lo guarda e decide che sì, si tratta di terrorismo! Tutto qui, senza interpellare nessuno, è bastato uno sguardo, un attimo e la decisione è presa. Ma come, e le leggi sul Patriot Act, ciò è possibile? Poco dopo, però è lo stesso agente speciale che al centro di comando dice che i sospettati «non sembrano il prototipo di un jihadista», e nel momento di stabilire se le foto devono essere pubblicate, afferma: «non posso decidere io, dipende dal procuratore generale». Ma non è lui al comando? Non è lui il responsabile nel prendere le decisioni, come al momento di stabilire se si trattava di terrorismo o meno? A proposito, ma come vengono identificati i sospetti attentatori? Se è ovvio che la macchina da presa segue passo passo i responsabili, rispettando com’è ovvio la sceneggiatura, facendo così immaginare allo spettatore l’esito finale, nella realtà dovrebbe essere più complesso, quasi come trovare un ago in un pagliaio. Ma non è così, visto che ormai ci sono telecamere di sorveglianza ovunque. Al centro di comando, dopo aver raccolto tutti i cellulari in grado di girare video, insieme ad altri portati dai presenti alla maratona, questi vengono analizzati uno ad uno, ma dopo averne visto parecchie decine, uno sbadiglio ci può stare, ma è proprio l’agente annoiato che poco dopo, nota un particolare, uno degli spettatori indossa un «cappellino bianco, è l’unico che guarda da un’altra parte!». Bingo! Mi raccomando se andate ad un qualsiasi evento pubblico, cercate di guardare dalla parte dove guardano tutti gli altri, non si sa mai. Così vengono individuati i responsabili “cappellino bianco”, il giovane Dzhokhar e “cappellino nero” il fratello maggiore Tamerlan, individuati in mezzo a migliaia di persone con cappellino e con zaino alle spalle e per una foto che li ritrae insieme. Altro avvertimento, se siete in mezzo alla folla e qualcuno scatta una foto (quelle in possesso degli agenti sono obbligatoriamente sgranate), fatevi più in là perché i due ragazzi musulmani «sembrano conoscersi»! Durante la fuga i due rapiscono un ragazzo cino-americano e Tamerlan nel breve dissidio verbale, fa un’affermazione sconcertante: l’11 settembre è stato un auto attentato, ad opera del governo americano, e manipolato dai media, come lo siamo tutti. Auto attentato, aggiungo io, come potrebbero essere: il massacro alla Columbine High School, strage in ambito scolastico avvenuta il 20 aprile 1999 negli Stati Uniti: 13 morti, 24 feriti; la strage in un cinema di Aurora, in Colorado, nel luglio 2012: 12 morti, 58 feriti; la carneficina alla Sandy Hook Elementary School,  avvenuta il 14 dicembre 2012 con la morte di 27 persone, 20 delle quali bambini di età compresa tra i 6 e i 7 anni. Chiedersi il perché di tutto ciò, è attualmente materia di studio, forse l’intento, come si vede chiaramente nel film, a parte gli alti interessi economici, serve all’élite di potere per cercare di instaurare uno stato di polizia perenne, dove i diritti e la privacy, di ogni cittadino, in qualsiasi parte del mondo, possano essere facilmente calpestati. Tornando al film, quando Tamerlan, dopo essere stato ferito dalla polizia e travolto dall’auto del fratello, viene trasportato in ospedale, all’improvviso nella sala operatoria entra(!) un sedicente agente dell’FBI, indifferente sia dei medici che dello stato del paziente, per identificarlo; ne pulisce le dita, mette il pollice sullo schermo dello scanner portatile (alla 007) e miracolo, compare la fototessera del terrorista: identificazione avvenuta. Ma le foto non erano tutte sgranate? Identificato il terrorista, identificata la moglie che viene interrogata senza l’ausilio dei Miranda Rights, di cui nessun poliziotto era a conoscenza, diritti che vengono concessi a ogni sospettato sotto custodia della polizia. Tali diritti vennero, a suo tempo, per ragioni di sicurezza, negati anche a Dzhokhar, in una delle ultime sedute di appello, quando funzionari della CIA e dell’FBI furono sentiti dal Senate Intelligence Commitee, per capire come mai, sebbene Tamerlan fosse considerato pericoloso, potè agire quasi indisturbato. Comunque l’interrogatorio della moglie, nel film, viene condotto da una squadra non meglio identificata, che scavalca l’autorità dell’agente speciale DesLauriers/Bacon, che non profferisce parola. L’ inquisitoria è condotta da una donna, che indossa il classico hijab (ma questo serve per entrare più in sintonia con la sospettata, alla fine la misteriosa agente se lo toglie in fretta), con una fredda, spietata lucidità. L’opera di Berg si conclude con i classici simboli americani: JFK, il baseball e le solite frasi di circostanza: «stay strong». Che è meglio di «Dio benedica l’America», ma sarebbe stato troppo, soprattutto per chi conosce il vero significato del termine “benedire”.

Nota dell’autore:
Mentre scrivo, sono da poco passate le 22:00, arriva la notizia di un nuovo attentato a Parigi, avvenuto circa un paio d’ore prima sugli Champs Elysées, dove il killer che ha ucciso un poliziotto, «era noto ai servizi segreti francesi ed era schedato come individuo radicalizzato e a rischio di perpretare attentati» (Televideo Rai).
Tutto questo a sole due ore dall’attentato e ci si chiede, se era a rischio, perché non fermarlo prima? Intanto al summit all’Eliseo, il Presidente Holland, sostiene che «siamo convinti che tutte le piste portano al terrorismo» (Rai News 24).
Già, questo deve essere sicuro, quando invece ancora, non si conosce il numero degli attentatori (uno o due), conferme e smentite sul numero delle vittime e con una falla nella App Saip, utilizzata per avvertire i cittadini in caso di attentato…

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Boston_-_Caccia_all%27uomo
https://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_alla_maratona_di_Boston
http://www.mymovies.it/film/2016/patriotsday/pubblico/?id=757823
http://www.mymovies.it/film/2016/patriotsday/news/il-trailer-italiano/
http://www.mymovies.it/film/2016/patriotsday/
https://www.comingsoon.it/film/boston-caccia-all-uomo/53646/recensione/
http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/supercinema/-boston-caccia-all-uomo-l-attentato-alla-maratona-arriva-al-cinema_3067363-201702a.shtml
http://www.filmtv.it/film/86780/boston-caccia-all-uomo/recensioni/888340/#rfr:film-86780
http://www.filmtv.it/film/86780/boston-caccia-all-uomo/cast/
http://www.filmtv.it/film/86780/boston-caccia-all-uomo/
http://www.ilpost.it/2017/04/14/boston-caccia-all-uomo-film/
http://www.badtaste.it/recensione/boston-caccia-alluomo-recensione/237120/
https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/comment/97726
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/23/attentato-boston-e-caso-politico-su-gestione-della-cia-e-dellfbi/573277/
http://zret.blogspot.it/2013/04/maratona-di-boston-quando-il-governo-e.html#.WPhvJNLyjIU
http://voxnews.info/2013/04/18/boston-navy-seals-e-contractors-della-blackwater-alla-maratona/
http://campagnadisobbedienzaciviledimassa.blogspot.it/2013/04/la-tesi-dellauto-attentato-di-boston-ce.html?m=0

Credits: https://atruthsoldier.com/2013/04/22/frame-by-frame-analysis-of-crisis-actors-preparing-double-amputee-actor-at-boston-bombing/

Parigi, solo una messa?

«Possibili attentati in Italia». «Probabili obiettivi sensibili: San Pietro a Roma (che fra non molto sarà blindata per il Giubileo, nda), Duomo e la Scala a Milano». «Possibile utilizzo di armi chimiche e batteriologiche». «L’FBI conferma».
Inoltre nell’attentato a Parigi subito identificati i presunti responsabili tramite documenti ritrovati miracolosamente immacolati, mentre nel raid dei corpi speciali a Saint-Denise, è solo tramite il DNA che si è riusciti ad identificare una delle “menti” dell’operazione terroristica, l’altro è ancora fuggitivo in Europa, ma forse probabilmente rientrato in Siria. Inoltre la donna, che si è fatta esplodere (la prima in Europa) nell’appartamento preso d’assalto dalle forze dell’ordine, mentre parlava con i militari stessi, anch’essi miracolosamente usciti quasi illesi…
A dieci giorni dalla strage queste sono al momento le notizie più importanti, ma si potrebbe continuare ancora dicendo che i media mainstream timidamente iniziano a parlare di diritti che potrebbero essere tolti alla popolazione in cambio di più protezione. Solo con questa ultima frase si potrebbero far scorrere fiumi d’inchiostro in quanto terreno fertile per noi convinti assertori delle tesi complottistiche.
Ma partiamo dall’inizio: «L’FBI conferma». Ma che cosa c’è da confermare? Quello che non venne confermato (con la Cia) degli attentati dell’11 settembre, proprio sul suolo americano?
E i servizi d’intelligence francesi come ne escono da tutto questo? L’attentato come quello di Parigi, il più grave commesso in Europa con 130 morti e oltre trecento feriti, che ha avuto come teatro ben sette obiettivi, è stato veramente organizzato da sole due “menti” che con gli altri terroristi coinvolti arrivano si e no ad una decina di elementi, non è stato ideato, progettato ed eseguito in un paio di giorni, ma sicuramente c’è voluto molto più tempo; ed allora dov’erano in questo frangente, tutto questo esercito di militari, forze dell’ordine, forze speciali, uomini dell’intelligence. Il mezzo esercito è sceso in campo quando già da tempo “l’intelligence” sapeva dove e come colpire.
Inoltre, tra le tante cose che si leggono in rete: «La “guerra al terrorismo” ha prodotto 13 milioni di morti come minimo fra Irak, Afghanistan e Pakistan: crimini contro l’umanità che restano impuniti e a cui abbiamo preso parte anche noi, se non altro come contribuenti. Questo preteso scontro di civiltà,“è un’impostura che ne maschera un’altra, quella dell’alleanza militare tra i paesi occidentali e i padrini finanziari del jihadismo”.In pratica un altro “false flag” tipo 11 settembre» (1).
Ma quello che solo timidamente, i mezzi di comunicazione dicono, è come fanno ad avere tutte quelle armi così sofisticate, uomini che sembrano solo umili pastori. Se da un lato è chiaro che le armi vengono loro vendute dall’occidente è altrettanto risaputo il fatto che il denaro arriva dalla vendita di droghe, riscatti per liberare ostaggi, vendita di reperti archeologici e, infine, commercio e vendita di donne dopo essere state regolarmente violentate dai sedicenti figli di Allah il Grande. Logicamente per chi gestisce queste cose nell’ombra conviene sempre sanare l’effetto mai toccare la causa. E per concludere ecco che il cocktail è servito con una spruzzata di esoterismo.
Secondo voi le date vengono scelte a caso? Perché è stato scelto venerdì 13? Perché chi detiene il potere, quello vero, conosce la storia molto meglio di noi visto che sono proprio loro ad inventarla.
Francia, Parigi (guarda caso), Anno Domini 1307, venerdì 13 ottobre. Il re Filippo il Bello con il tacito assenso di Papa Clemente V, diede il via in tutto il regno alla caccia ai templari, colpevoli di eresia secondo il Vaticano, ma con lo scopo di mettere le mani sul loro leggendario tesoro.
I templari custodi di verità esoteriche, vennero arrestati, torturati per estorcere loro una falsa testimonianza e messi poi al rogo con il loro capo Jacques de Molay, giustiziato venerdì 13 marzo 1314, davanti alla basilica di Notre-Dame.Ma alcuni riuscirono a fuggire con il tesoro, forse riparando in America più di cento anni prima di Colombo. Francia 2015 d.C. Parigi venerdì 13 novembre, la storia si ripete.
Quali conclusioni trarre da tutto ciò? Non sono d’accordo che tutto ciò sia uno scontro di civiltà. Io credo ancora nell’essere umano in quanto tale: un solo pianeta, una sola razza, una sola umanità, con le dovute, sottili differenze.

Ultim’ora:
mentre scrivo arriva la notizia di un altro attentato a Bamako capitale del Mali (ex colonia francese), in Africa, bilancio: 21 morti compresi due jiadisti.
Intanto, in Europa, Bruxelles è in allarme per possibili attentati, quasi completamente blindata.

 

Nota
1. http://www.disinformazione.it/strage_Parigi2.htm

fonti:
http://www.maurizioblondet.it/tutti-in-guerra-contro-lisis-come-voleva-erdogan
http://www.maurizioblondet.it/come-sapremo-se-e-un-false-flag/
http://www.disinformazione.it/strage_Parigi2.htm
http://www.disinformazione.it/strage_Parigi3.htm
http://www.segnidalcielo.it/nwo-isis-e-stati-uniti-damerica-seduti-allo-stesso-tavolo-perche/
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4843
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4841

photo credits:
http://notiziein.it/2015/11/14/venerdi-13-di-terrore-a-parigi/