Archives for : cinema

Intervista

Ieri sera, sono stato intervistato da Sabrina Stoppa all’interno della trasmissione radiofonica Pandorando. L’argomento di discussione e titolo della puntata è stato:

Come, quanto e perché il Governo americano influenza davvero il Cinema?

Per chi avesse perso la diretta, tra qualche giorno, sarà possibile riascoltarla sul canale youtube della web radio, oppure sempre da questo blog.

Questi i riferimenti:

http://www.webpieveradio.it/#/

https://www.youtube.com/results?search_query=pandorando

E’ stata una bella esperienza.

La minaccia silenziosa

Di invasioni principalmente aliene nel cinema di fantascienza ci sono e ce ne saranno ancora molte, non ultimo Arrival, nelle sale dal prossimo 19 gennaio. Dallo spazio è arrivato praticamente di tutto, extraterrestri di ogni forma e tipo a parte, sono giunti sul nostro martoriato (dal cinema e non solo) pianeta: virus, piante assassine, baccelli, dna che ha permesso la nascita di bambini superdotati, ma anche cervelli, materiale gelatinoso (blob), ecc. Ma che cosa succederebbe se la minaccia, arrivasse invece che dalla volta celeste, direttamente dall’ecosistema terrestre? Spoiler: per chi avesse la fobie degli insetti, in particolare delle formiche, si consiglia di non leggere più avanti. Già perchè le piccole bestiole a sei zampe sono considerate dagli esperti, l’insetto a più alto potenziale per divenire appunto una specie invasiva globale.
In un primo momento potrebbe sembrare una cosa ridicola: quante volte ci siamo soffermati a guardare quelle frenetiche creaturine entrare ed uscire velocemente da ogni formicaio? E quante volte, nel momento di schiacciarne una non ci siamo sentiti come un dio? Per molti infatti non rappresentano nemmeno un pericolo, al massimo un fastidio, quando infestano una casa, non sarebbe quindi nemmeno una guerra tra noi e loro, «ma uno sterminio» (La guerra dei mondi, S. Spielberg, 2005). Non è così. Nei giorni scorsi sono apparsi alcuni articoli (citati nelle fonti) che parlano proprio di questo particolare argomento che sembra fantascienza allo stato puro, e l’umanità, come nei classici film: Assalto alla Terra (G. Douglas, 1954), Furia bianca (B. Haskin, 1954), Fase IV: distruzione Terra (S. Bass, 1973), Marabunta: minaccia alla Terra (J. Charleston, 1997), e altri meno noti, potrebbe sembrare impreparata ad affrontare una simile minaccia. Tuttavia però gli scienziati che studiano il fenomeno, i mirmecologi(1) sono, e da parecchio tempo, già al lavoro. Quello che hanno scoperto è a dir poco sensazionale.

lepisiota_canescens

Ma facciamo un passo indietro, per una piccola grande storia tutta italiana. Negli anni ’60 l’intellettuale rivoluzionario antifascista Aldo Braibanti (la cui triste storia personale non è oggetto di questo testo), appassionato studioso delle formiche, tanto da essere considerato un vero esperto in materia, in un intervista, alla domanda del giornalista che gli chiese se un giorno ci potesse essere una guerra tra l’uomo e le formiche, Braibanti rispose che se il clima dovesse cambiare sarebbe un’ipotesi molto probabile(2). Inutile dire che il clima non sta, ma è già cambiato.
E i piccoli, silenziosi, animaletti, si sono, per così dire, subito messi in marcia. E sono addirittura due le formiche che stanno muovendo alla conquista del pianeta Terra. Entrambe appartenenti all’Ordine delle Hymenoptere e alla Famiglia delle Formicidae, sono rispettivamente la Lepisiota Canescens e la Linepithema Humile, quest’ultima inserita dagli esperti, tra le 100 specie più invasive del pianeta. La Lepisiota Canescens è originaria delle foreste etiopi, capace di formare delle super colonie che si possono estendere anche per quasi 40 km; lo studio, portato avanti dal Museo di Scienze Naturali del North Carolina dalla dott.ssa M. Sorger, ha dimostrato che la Lepisiota dopo aver invaso altri territori, sta avanzando in altri habitat, come terreni agricoli ma soprattutto urbani, prediligendo strade di recente costruzione e altre strutture.
La Linepithema Humile, invece è originaria del Sudamerica, nello specifico proviene dal bacino del fiume Paranà tra Argentina, Uruguay, Paraguay e la parte meridionale del Brasile.

linepithema_humile

Gli esperti la considerano come detto, temibile e altamente invasiva, infatti ora il suo dominio si estende anche al Nord America, all’Europa meridionale (Francia, Spagna, Italia), in Africa come in Giappone e fino all’Australia e alla Nuova Zelanda!
In tutte queste zone del mondo ha causato già seri problemi alle colture e persino agli animali. Avanzando, praticamente distrugge ogni cosa che gli capita a tiro, uccidendo senza pietà, in primis, le altre formiche autoctone, che non appartengono alla sua specie; come un esercito che procede compatto assimila al suo interno gli altri formicai della stessa specie combattendo unite.
Niente sembra ostacolare la pericolosa marcia: gli scienziati increduli si chiedono come questo sia possibile. L’incontrollata espansione è favorita altresì da un involontario, ma decisivo, intervento antropico alloctono(3): lo sviluppo, diventato globale, dei trasporti: navi, aerei, treni, tutto fa al caso. In pratica una Regina potrebbe finire accidentalmente nel bagaglio di ognuno di noi e il gioco è fatto.
Se qualcuno, come al solito avesse ancora dei dubbi per cose che sfuggono alla propria comprensione, tengo a precisare che il rapporto tra l’uomo e le formiche, lo studio e la loro osservazione, ha radici molto profonde che risalgono addirittura quasi all’inizio della storia umana: ne parlano il saggio re Salomone nella Bibbia (Proverbi: 6,6) e lo storico Plinio. Arrivando ai giorni nostri, nel 1952, Italo Calvino scrisse il racconto La formica argentina e sull’invasione di quest’ultima nella zona della riviera di Ponente ligure (fatto storico realmente accaduto). Nel romanzo egli racconta  il male di vivere, e il pericolo che viene dalla natura:  «Se lui ci avesse parlato di formiche […] noi avremmo pensato di trovarci contro un nemico concreto, numerabile, con un corpo, un peso. […] creature di quelle che si possono toccare, smuovere, come i gatti, i conigli. Qui avevamo di fronte un nemico come la nebbia o la sabbia, contro cui la forza non vale»(4).

Note e fonti:

  1. La mirmecologia è una branca della zoologia, o più precisamente dell’entomologia, che si occupa dello studio delle formiche, della loro evoluta vita sociale e di tutto quello che le riguarda (Wikipedia).
  2. Da Il giorno e la storia, Rai Storia, puntata del 05.12.2016.
  3. Per specie aliena, in biologia, si intende una qualsiasi specie vivente (animale, vegetale o fungo) che, a causa dell’azione dell’uomo (intenzionale o accidentale), si trova ad abitare e colonizzare un territorio diverso dal suo reale. In tal caso, si parla anche di specie alloctona (Wikipedia).
  4. https://it.wikipedia.org/wiki/La_formica_argentina

http://www.segnidalcielo.it/super-colonie-di-formiche-si-stanno-preparando-allinvasione-globale/
http://www.ilnavigatorecurioso.it/2016/11/09/la-guerra-mondiale-piu-rovinosa-e-in-atto-adesso-e-la-conduce-la-formica-argentina/

Photo credits: Wikipedia

Ho visto le stelle!

1e35aaba6431e62b388e78ef9bbe6baf.png No. Nessuna botta in testa, mi è bastata quella che ho preso cadendo, tanti anni fa, dalla culla… Finalmente, ho visto le stelle! Certo le guardo ogni notte, sempre con la speranza di assistere a qualche fenomeno particolare (cosa che da appassionato di ufologia, non mi è ancora successa), ma, incredibile a dirlo, non avevo mai guardato attraverso un telescopio.
Quello che ho visto è stato uno spettacolo magnifico: la Luna, Giove con i suoi quattro satelliti galileiani e poi le stelle Arturo (la prima che è apparsa nel cielo), Mizar e la cinematografica Vega (è da lì, dalla costellazione della Lira, che parte il messaggio filo conduttore del film Contact).
Un’esperienza bellissima che spero di ripetere al più presto.
Forse sarà scontato, ma spezza il fiato trovarsi di fronte alla vastità dell’universo e, al contrario, rendersi conto di quanto sia piccola ed indifesa la nostra Terra e che, soprattutto: “non siamo soli”. Dopo aver ammirato poi, quei piccoli, tremolanti puntini, lontani anni luce non ho potuto fare altro che continuare a spingere la mia mente «là dove nessun uomo è mai stato prima».

Tomorrow

Non ho avuto modo, su altri media, di esprimere un piccolo commento su un film uscito nel 2006.
Prima di scrivere di cinema, iniziai, logicamente senza fortuna, a scrivere per il cinema.
A suo tempo, poco più che ragazzo scrissi alcuni soggetti, uno dei quali si avvicina, in alcuni aspetti, al film “I figli degli uomini” di Alfonso Cuaròn, tratto dal libro omonimo della scrittrice P. D. James (Mondadori).
In breve, vedendo il film, scena dopo scena, mi sono accorto che era questo il film che avrei voluto sempre scrivere. Lì dentro c’è tutto il mondo che avrei io, desiderato immaginare, di più, in quanto la mia storia aveva una forte lacuna, mancava di esperienza, di esperienze di vita vissuta.
Chi ha visto il film e, come riferiscono gli autori nel making of contenuto nel dvd, sa che è «un film grezzo, ma vero».
Vero perché forse quello è il futuro che ci aspetta proprio dietro l’angolo: un’umanità in rovina, derelitta, consapevole ormai del proprio destino, tragico e irreversibile.
A meno che. A meno che non intervenga un fattore esterno, magari intelligente e spazzi via tutto il marcio che c’è nella nostra società (nel film si accenna anche agli Ufo, inoltre l’incapacità di procreare degli uomini, il filo trainante della trama, è simile ad una delle ipotesi sul perché delle abduction ad opera dei “grigi”). O che avvenga un piccolo miracolo.
Contraddicendo le innumerevoli scritte che come slogan pessimistici, compaiono quasi in ogni sequenza, in barba agli speakers dei vari notiziari che ti bombardano il cervello, tra le macerie di un mondo in degrado non solo fisicamente, ma nella parte più infinitesimale del suo essere, il miracolo avviene, la nascita di un bambino, per di più afroamericano: il pianto rotto del piccolo nato riesce a zittire il fragore delle armi.
La madre, che tiene stretta a sè il piccolo e il protagonista passano tra profughi, ribelli e militari increduli (due di questi ultimi si genuflettono e si segnano) e per un solo, lunghissimo istante, tutto è silenzio e pace.
Nel libro, intriso di atmosfere claustrofobiche e postnucleari che Cuaròn riesce magistralmente a visualizzare, ci sono alcuni passaggi interessanti, uno è questo: «L’uomo si sminuisce se vive nell’ignoranza del proprio passato; senza la speranza nel futuro diventa una bestia. In tutti i Paesi del mondo assistiamo alla perdita di questa speranza, al tramonto della scienza e delle invenzioni –se non per scoperte volte ad allungare la vita o ad accrescere il comfort e i piaceri- alla scomparsa dell’intereresse per la natura e per il pianeta».
Andando avanti così non sembra ci possa essere molta speranza per il domani.
Ma Tomorrow è anche il nome della nave che accoglie il bambino, a me piace pensare che riuscirà a traghettarlo verso un domani migliore.

Commenti_Tomorrow

L’ultimo TG

Ci scusiamo per la cattiva ricezione audio, ci sono molte trasmissioni che si sovrappongono, qui non si capisce più nulla.
«Ulteriori comunicazioni potrebbero essere non realizzabili».
Stiamo lanciando un S.O.S. interplanetario, un mònito.
Qui, sulla Terra, terzo pianeta dalla stella che noi chiamiamo Sole, ai margini di una piccola galassia lontana dal centro dell’universo conosciuto, siamo in Allarme Rosso.
I suoi abitatori, «una cultura primitiva e paranoica», sono ormai «senza controllo».
Pochi uomini detengono le ultime risorse ed il potere a discapito della maggioranza della popolazione mondiale sempre più debole, indifesa ed alla quale viene negata oltre che l’accesso al benessere, soprattutto la vera conoscenza.
Questa disumanità produce uno stato di guerra perenne al punto che lasciamo «morire di fame i figli del nostro vicino»(*).
La nostra cecità ci ha portato ad inquinare l’atmosfera, gli oceani, la stessa terra.
Le altre specie viventi, vegetali ed animali, «sono infelici per come sono state trattate dall’uomo».
La Madre Terra, Gaia, potrebbe essere vicina ad esalare l’ultimo respiro, rassegnata da tanta «distruzione causata» dall’oscurità di mente «dei suoi stessi abitanti».
Avvertiamo i tanti viaggiatori spaziali che in questo momento sono in rotta verso la Terra: «Non avvicinatevi alla Terra. Evitate il Pianeta Terra, evitatelo ad ogni costo»

* C. Heston ne “Il Pianeta delle scimmie” (Franklin J. Schaffner, 1968)
Tutte le altre citazioni sono tratte dal film “Star Trek IV – Rotta verso la Terra” (Leonard Nimoy, 1986)

Commenti_L’ultimo TG