Il titolo è tratto da una citazione di Ritorno al futuro (Part II, R. Zemeckis, 1989), quando Doc, spiega a Marty il perchè di quella particolare data (12 novembre 1955), come se avesse «una qualche importanza cosmica (omissis) per l’intero continuum spazio-tempo». Il 1926 è stato un anno di svolte epocali: a livello scientifico si vide la nascita della Fisica Quantistica moderna grazie al fisico E. Schrödinger che pubblica “l’equazione d’onda”, dando impulso appunto alla Fisica dei Quanti; a livello tecnologico, sempre nel gennaio di quell’anno avvenne la prima dimostrazione della Televisione, l’ingegnere J. L. Baird, scozzese, mostra a Londra il primo prototipo.
Il dirigibile Norge, progettato e pilotato dal generale, esploratore e ingegnere Umberto Nobile che, con a bordo tra gli altri anche R. Amundsen, fece la prima trasvolata completa del Polo Nord. Quell’anno vide anche la nascita — che è quello che più ci interessa — della FantaScienza, quando un emigrato negli Stati Uniti di origine lussemburghesi, H. Gernsback, pubblicò il primo numero della rivista Amazing Stories, i cui temi affondano le radici nel romanzo scientifico dell’Ottocento, nato con la rivoluzione industriale. Il nuovo genere narrativo è basato su ipotesi tecnico-scientifiche e sul loro impatto sulla società e sui singoli individui, mantenendo sempre una coerenza logica con la realtà e propone scenari che appaiono scientificamente possibili o verosimili.
Le “Storie Stupefacenti”, che iniziarono ad essere raccontate anche in altre riviste (i cosiddetti Pulp Magazine, perchè stampate su carta di bassa qualità ricavata dalla polpa di legno, “Pulp”), fece aumentare il sense of wonder, il senso del meraviglioso, del fantastico.
E quest’anno, il 2026, la “Science Fiction”, compie 100 anni. Sebbene sia molto cambiata, anche grazie al cinema che, proprio in quest’anni sta avendo una nuova rivoluzione con l’avvento dell’I.A., la FS, non ha perso il suo fascino, anzi secondo molti si tratta del genere (letterario e cinematografico, in primis) più seguito. Il 2026 si distingue come l’anno di svolte cruciali nell’esplorazione spaziale e di importanti traguardi tecnologici nell’integrazione energetica e nell’astronomia: il telescopio del Rubin Observatory ha scoperto finora oltre 11.000 asteroidi, mappando gli oggetti spaziali vicino alla Terra (N.E.O.) e transnettuniani (AI Mode).
Inoltre, l’equipaggio dell’Artemis II della Nasa ha battuto il record storico della massima distanza mai raggiunta da esseri umani dalla Terra, arrivando sul lato nascosto della Luna, alla distanza di 406.000 km.
Sembra che il futuro sia sempre più vicino e, sebbene vista la Realtà che stiamo vivendo, oggi è più incerto che mai, continuiamo la nostra sfida, alla scienza ufficiale, che nega l’esistenza di attività extraterrestre sulla Terra: il 2026 è il 30° Anniversario del film Independence Day, diretto da R. Emmerich appunto nel 1996. Ma prima di analizzare la pellicola, vediamo quali fatti importati sono successi in quell’anno.
La svolta e la rivoluzione inizia dalla biologia: con la clonazione della pecora Dolly, il 5 luglio, nei laboratori del Roslin Institute, in Scozia, nasce, se così si può dire, il primo mammifero interamente clonato da una cellula adulta. Nell’esplorazione spaziale la NASA lancia la sonda Mars Pathfinder che atterrerà alcuni mesi dopo sul pianeta rosso inaugurando una nuova era. Il super computer Deep Blue della IBM batte, a scacchi, il campione del mondo, il russo Garry Kasparov.
In SudAfrica cade il regime di segregazione razziale che segna la fine dell’Apartheid. Infine la nascita di GOOGLE, ad opera di due studenti della Stanford University, L. Page e S. Brin, il motore di ricerca oggi più famoso al mondo — che ho utilizzato per ricavare, tramite l’ausilio dell’I.A. — i dati fin qui riportati (ricerca effettuata il 30/06/2026).
Il film di Emmerich, ricordato come roboante e fracassone, ma è anche un blockbuster e, in un certo senso, grazie al supporto di effetti speciali (Oscar), può a ragion veduta, essere considerato un cult. Certo è stato detto di tutto, dal ruolo degli Stati Uniti che, ancora una volta si innalzano a salvatori della Patria, anzi stavolta di tutta l’umanità, mostrando la strada da percorrere, per l’abbattimento delle minacciose, mastodontiche, astronavi aliene.
La prospettiva, non nuova per i film di Sci-Fi, dove è concesso di speculare, per trarne spunti interessanti è la valenza sociologica. Ora vi starete chiedendo come ci si arriva a questo; il ragionamento è semplice, non ci vuole molto per capire: nell’esatto momento che le astronavi fanno il loro ingresso nei cieli di tutto il mondo «un fatto storico senza precedenti» (dal film), — ma gli ufologi non sono d’accordo, perchè i precedenti ci sono, eccome — tutte le differenze, si annullerebbero di colpo, e questo nel film si vede molto bene, un livellamento della società: bambini che smettono di giocare, un senzatetto, si alza con lo sguardo allibito, manager con la 24 ore e donne in carriera, con gonna e tacchi, si bloccano sul posto con lo sguardo attonito, persino un poliziotto scende dall’auto, lasciandola per strada, smette all’istante di essere tale, incurante dell’incidente che provoca.
Come nella realtà la pace sembra lontana, anzi non è proprio contemplata, visto le condizioni e nello scambio di battute tra il Presidente e l’alieno catturato, siccome non «ci può essere pace tra di noi?», secondo l’alieno l’unica cosa che possiamo fare è «morire». Ed è lo stesso Presidente, che autorizza l’uso delle armi nucleari sul suolo americano, che poco prima dell’attacco congiunto, sprona così la folla, è «il giorno (4 luglio, nda), in cui il mondo con una sola voce ha dichiarato noi non ce ne andremo in silenzio nella notte! Noi non ci arrenderemo senza combattere! Noi continueremo a vivere! Noi sopravviveremo!».
È ciò che stiamo facendo: quest’anno è il 30° anniversario per quanto riguarda il mio interesse nel mondo della cultura alternativa e non rinuncerò mai a guardare al cosmo, al cielo, magari dalla sommità di una rupe, con il fuoco della conoscenza che arderà sempre.
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«È accaduto un fatto storico senza precedenti.
La domanda ‘siamo o no da soli nell’universo’ ha avuto risposta». No, la citazione non è tratta dal film in esame, ma da un altro cult (il film di Spielberg comunque lo diventerà), cioè da Independence Day, che il re riconosciuto del genere catastrofico, R. Emmerich, diresse nel 1996.
A trent’anni di distanza, le astronavi aliene che irrompono nei cieli di New York e di tutto il mondo, risultano ancora minacciose, ma esprimono un concetto che è valido per tutti i film di fantascienza: nello stesso istante del loro palesarsi, l’umanità prenderebbe coscienza di sé, e tutte le differenze verrebbero azzerate di colpo – che è quello che temono i potenti. Dando valore e dignità a tutto il background degli appassionati di Ufo/Uap, concetti «… sconosciuti ai ricchi contenti, ai giovani dabbene, alle fanciulle guardate a vista, alle donne che amano i mariti ed agli uomini seri che battono la strada maestra della vita, comoda, ombreggiata, senza emozioni, come senza pericoli»(1).
Tecnicamente impeccabile il film di Spielberg che torna alla FS vent’anni dopo La guerra dei mondi (il remake con T. Cruise, 2005), sceneggiato da D. Koepp, storico autore (che ha firmato anche le sceneggiature, tra gli altri di Jurassic Park, Indiana Jones, ecc.), partendo da un soggetto dello stesso Spielberg, che vede la collaborazione di altri maestri sia per la fotografia, diretta da J. Kaminski (Schindler’s List, Salvate il soldato Ryan), che per la colonna sonora composta da J. Williams, i cui decenni di collaborazione con Spielberg includono le musiche di Lo squalo, E.T. l’extra- terrestre e Incontri ravvicinati del terzo tipo, con la famosa serie di 5 note (sol, la, fa, fa, do), fortemente valuta dallo stesso Spielberg, sullo schema della parola HELLO.
L’analisi del film che, per come è stato congegnato non sembra diretto dal maestro che racconta favole, inizia proprio dal title design, la frase Disclosure Day (=Il giorno della divulgazione) compare quasi in sfumatura forse a ribadire il concetto, ribaltato nel finale, che lo stasus quo, non può essere modificato e la verità rivelata poco alla volta. «Gli umani non possono accettare quello che sappiamo». Questo il perché del Cover Up, portato avanti dai governi di tutto il mondo con logicamente gli USA in primo piano, con le varie agenzie FBI, CIA e NASA, e che nel film sono rappresentate dalla Wardex, il cui nome sta per Waived Reporting, Development and Extraction (=Esenzione da obbligo di segnalazione, sviluppo ed estrazione). Il leader N. Scanlon (un sempre ottimo C. Firth), con i suoi agenti che si vestono “in nero” e usano auto nere, «è profondamente coinvolto nel dubbio compito di nascondere ai suoi simili la verità sugli UAP e sulle entità extraterrestri” (omissis) e proteggere le informazioni che conosce e nella sua convinzione che il mondo sprofonderebbe nel caos se certe verità fossero rese note»(PressBook, PB). Quello che intendono fare gli altri due protagonisti, il personaggio interpretato da Emily Blunt (la saga A quiet place), e cioè la meteorologa M. Fairchiald, una vera prova di bravura in quanto, dalle proprie esperienze, incluse l’abduction, trae la forza per sconfiggere il sistema, molto credibile anche per quanto riguarda la lingua aliena con “schiocchi” e suoni gutturali, per realizzare i quali, come ormai è consuetudine per i film di FS di alto profilo, avvalersi sia di una linguista E. Himelstein, per parlare coreano e russo, mentre per la lingua aliena i “vocalizzi” sono stati elaborati in post produzione dal sound designer G. Rydstrom, sette volte premio Oscar.
Qui apro un breve paragrafo, d’obbligo, perché la “xenolinguistica” è materia di studio e una cosa è l’alieno che parla una lingua aliena (l’esempio classico è la lingua Klingon, in Star Trek), molto diverso è quando un essere umano parla appunto una lingua sconosciuta, nel caso e cioè nella scena più ad effetto, Margareth, mentre dà le previsioni meteo viene letteralmente posseduta dall’entità che l’ha parassitata, – e che così si rivela al mondo, fin da quando era bambina come si capisce alla fine quando diventa sensitiva e in grado di leggere nella mente di chi gli sta di fronte. In diverse opere c’è l’umano che parla alieno, il più interessante è quello che si sente nel film Il quarto tipo (O. Osunsanmi, 2009) appunto l’abduction, dove il malcapitato parla addirittura, il sumero! La domanda è: essendo una lingua che sulla Terra non si parla da migliaia di anni, e non essendo uno studioso, come e soprattutto dove l’ha imparata? Questo, nella realtà rafforza proprio il fenomeno dei rapimenti alieni.
Nel film la Blunt, si ritrova con «segreti in grado di cambiare il mondo che solo lei può raccontare»(PB), ma con i quali ha «un profondo legame»(PB). Legame che si palesa nel rapporto con il Dr. D. Kellner, interpretato da un ottimo J. O’Connor; un mago dell’informatica ed ex responsabile della cybersicurezza, proprio per la Wardex, riesce a trafugare, con l’ausilio di una marea di chiavette USB, l’intero archivio segreto con le informazioni, i filmati (footage) sugli alieni e sulla realtà extraterrestre, che insieme al congegno chiamato “il dispositivo”, sono la classica Smoking Gun, la prova definitiva cui gli ufologi, ancora oggi, cercano, invano. Il personaggio è una sorta di ago della bilancia perché si interroga spesso che quelle informazioni devono essere divulgate in quanto «fondamentali sull’esistenza umana e su ciò che si trova oltre i limiti della nostra attuale conoscenza»(PB).
In parallelo, per ciò che concerne il rilascio di documenti segreti, così scottanti, c’è la vicenda dell’hacker britannico Gary Mckinnon che nel 2002, fu accusato dal governo americano di aver violato i sistemi di NASA, Pentagono e Dipartimento della Difesa USA, rivelando di aver sottratto gran parte dei documenti Cosmic Top Secret, riguardo gli UFO, l’elenco dei cosiddetti “ufficiali non terrestri” e soprattutto dell’esistenza di una flotta spaziale la Solar Warden, prodotto di retroingegneria aliena composta da un’astronave madre e diversi ricognitori più piccoli. Sia Margareth che il dr. Kellner sono coordinati da H. Wakefield, l’attore C. Domingo, altro ex membro della Wardex, e fidato assistente di N. Scanlon. Anche egli lotta contro l’ignoto in quanto l’umanità ha «fame di verità», sebbene questa «sconvolgerà l’ordine costituito in tutto il mondo». Nel creare questo personaggio lo stesso Spielberg ha ammesso, di essersi ispirato alla figura del compianto Prof. John E. Mack, ex capo del dipartimento di psichiatria della Harvard Medical School, il primo scienziato accademico, al mondo, divenuto famoso per le sue ricerche sulla psicologia di coloro che sostenevano di aver vissuto un rapimento alieno, ricerche confluite nel libro del 1999: Passaporto per il cosmo. Trasformazione umana e incontri alieni (Ediz. Venexia).
Spielberg rincara la dose: «Il più grande evento della storia dell’umanità»(dal trailer). Mentre nel servizio del TG1 (28/05/2026), il regista conferma le teorie ufologiche: «Che non siamo l’unica civiltà intelligente nell’universo… che tutto questo, è vero».
Quindi: “Un futuro prossimo più vicino di quanto pensiamo”, nel reportage di C. Proietti che evidenzia gli umori della stampa americana che definisce l’opera del regista di “E.T.” come «fenomenale» e ancora: «Il miglior film degli ultimi 20 anni (omissis) un incrocio tra X-Files e la Bibbia». Sembra un ossimoro, ma non lo è, e occorrerebbero pagine e pagine per spiegare quanto di “fantascientifico” c’è nel libro sacro dei Cristiani. Ma come ogni film di fantascienza che si rispetti c’è, inevitabile il parere della Chiesa: tra crocifissi, tra chi si segna e si genuflette, fino alle ultime parole di Cristo sulla croce, e tra chi sostiene che il film sia un «seguito spirituale»(2), delle precedenti fatiche di Spielberg, una suora esce dagli schemi e afferma: «Perché (Dio, nda), avrebbe dovuto creare un così vasto universo per riservarlo solo a noi?».
Ma anche: «… il senso di meraviglia legato all’ignoto»(3), infatti, ancora il regista: «La Fantascienza mi accompagna da sempre, ho girato molti film su cose che non possono essere spiegate, dagli squali ai dischi volanti (omissis), raccogliere tutti quei documenti è stata un’impresa, sapendo che un giorno potranno finire sotto gli occhi di tutti, tutti in una sola volta»(4).
Come non può essere spiegato l’enigmatico strumento che nel film viene chiamato semplicemente “il dispositivo”, stringendo lo stesso in una sola mano, permette non solo la “visione a distanza” (remote viewing), – diventata famosa soprattutto negli anni ’70 quando la CIA e il governo degli Stati Uniti finanziarono programmi di ricerca e spionaggio parapsicologico; ma anche una sorta di teletrasporto virtuale in un luogo diverso e creare in un istante un Crop Circles (i famosi cerchi nel grano, una spina nel fianco della scienza ufficiale in quanto a distanza di diverse decine di anni, ancora non si è capito come si formino gli “agroglifi”) quando è nelle mani del Dr. Kellner. Tutta la natura sembra coinvolta, come se volesse avvertire l’umanità che qualcosa di grosso stia per accadere ed ecco che ritorna la simbologia del Cervo «che sembrano spaventati» ma anche un Cardinale rosso, una Volpe rossa e un Procione, tutti realizzati in CGI, alieno compreso, loro sì, come usciti da una favola, insieme alla casa di Hansel e Gretel.
«Il mondo è sull’orlo del baratro», e non ci vuole molto per capirlo, così arriviamo al gran finale, che se cinematograficamente è valido, non soddisfa a pieno quanti, in primis gli ufologi, si interrogano da anni appunto sul come dovrebbe avvenire il Disclosure: secondo chi scrive non avverrà mai! Nessuna ammissione da parte dei poteri forti, nessuna dichiarazione delle caste di potere: scienziati, militari, politici, industriali e religiosi, – io nutrivo una flebile speranza per Papa Francesco, nemmeno un comunicato ad esempio dall’ONU, niente Edizioni Straordinarie dei media istituzionali: solo il servizio giornalistico della protagonista, mentre scorrono le immagini. Ma lo stesso, il mondo come in Ultimatum alla Terra (R. Wise, 1951), si ferma e tutta l’umanità resta ammutolita a guardare gli schermi televisivi, pubblicitari per strada e soprattutto quello più minuscolo degli smartphone, in fin dei conti, troppo poco e non può bastare certo guardare la realtà attraverso il filtro tecnologico.
Troppo poco perché ormai tutto quello che c’era da dire, forse è stato detto, tutto quello che si doveva vedere forse, è stato visto: ogni giorno, proprio grazie ai telefonini, si registrano eventi strani, senza nessun tipo di ufficialità. I footage che vengono mostrati, soprattutto quelli in bianconero, rimandano ad eventi accaduti, come gli ultimi resi noti poco tempo fa dalla Marina Americana, ma anche un filmato del 1973 girato nella Homestead Air Force Base con il presidente Nixon, quando sappiamo bene che, invece già nel febbraio del 1954 nella base Muroc Airfiled, oggi base aerea di Edwards in California, membri del governo americano presieduto da D. Eisenhower, ricevettero una delegazione aliena! Inoltre, sempre in B/n, corpi di alieni del tipo “grigio”, responsabili dei rapimenti dei due protagonisti e delle loro analisi, sul tavolo, nella stanza piena di luci. Da notare, infine alcuni frames relativi al filmato conosciuto come “il filmato della tenda”, dove si vedono molti reperti recuperati, insieme ai corpi degli alieni nell’ormai sdoganato Ufo crash di Roswell (1947).
E ora? «Il film gioca su ciò che la gente sa, perché l’intera idea è che forze potenti abbiano insabbiato la cosa e cercato di convincere le persone che ciò che abbiamo sentito nel corso degli anni non è vero»(PB), spiega ancora D.Koepp. Watch The Sky, (=Osservate il cielo), ammonisce il giornalista in La cosa da un altro mondo» (C. Nyby, 1951), ma prima dovremmo aprirci all’altro, quasi tornare bambini, a «prima che ci insegnino a cosa credere e cosa pensare, è il nostro cuore a dirci che esiste qualcos’altro là fuori»(Man in Black II, B. Sonnenfeld, 2002). Ed è con il cuore in mano che mi rivolgo a quanti hanno visto il film, non da appassionati, ma da curiosi, a tutti quelli che all’uscita forse è scoccata una scintilla e si sono chiesti: “Ma, chissà?..”, a quanti di loro si sono interrogati sulla veridicità della realtà extraterrestre, posso solo dire: «Benvenuti nel nostro mondo».
Nota dell’autore:
Dove non specificato le citazioni sono tratte dal film.
Il PressBook (PB) è © UNIVERSAL PICTURES e © AMBLIN ENTERTAINMENT.
Note:
1.Cletto Arrighi, La Scapigliatura e il 6 febbraio, Redaelli, 1862.
2.https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-e-davvero-un-sequel-segreto-l-intrigante-teoria-sul-nuovo/n224010/
3.https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-steven-spielberg-se-non-siamo-soli-nell-universo-perche-non/n222372/
4.https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/news/steven-spielberg-la-fantascienza-mi-accompagna-da-sempre/
Altre Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Disclosure_Day
https://www.comingsoon.it/cinema/news/steven-spielberg-il-rischioso-titolo-del-suo-prossimo-film-sugli-ufo-non-e/n195629/
https://www.esquire.com/it/cultura/film/a69805588/disclosure-day-spielberg/
https://cinecittanews.it/disclosure-day-il-trailer-del-nuovo-film-di-spielberg-riaccende-il-mistero-alieno/
https://www.sentieriselvaggi.it/il-misterioso-nuovo-film-di-steven-spielberg/
https://www.ilpost.it/flashes/steven-spielberg-disclosure-day-trailer/
https://www.fantascienza.com/31346/ecco-il-trailer-di-disclosure-day-il-misterioso-film-di-steven-spielberg
https://www.fantascienza.com/index.php/31333/a-pochi-giorni-dal-primo-trailer-si-specula-sul-titolo-del-nuovo-film-di-spielberg
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/video/?vid=48614
https://www.comingsoon.it/cinema/news/aspettando-disclosure-day-rivediamo-al-cinema-incontri-ravvicinati-del/n215608/
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/scheda/
https://www.taxidrivers.it/501717/trailers/disclosure-day-steven-spielberg-rivela-la-verita-sugli-ufo.html
https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/05/28/news/disclosure_day_recensioni_critica_americana_nuovo_film_steven_spielberg-425375360/
https://www.repubblica.it/venerdi/2026/05/21/news/steven_spielberg_alberto_angela_disclosureday_film-425359021/?ref=RI_d_a_embed
https://www.fantascienza.com/31548/l-ultimo-trailer-di-disclosure-day-svela-poco-i-nuovi-alieni-di-spielberg
https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/arrivano-gli-alieni-tranquilli-ci-pensa-steven-spielberg-saro-l/n223427/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/steven-spielberg-il-nuovo-film-s-intitola-disclosure-alcune-pubblicita/n213227/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-ecco-il-trailer-ufficiale-in-italiano-del-nuovo-film-di/n218934/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-il-trailer-finale-dell-attesissimo-film-di-steven-spielberg/n223799/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-le-rivelazioni-si-avvicinano-nel-nuovo-spot-in-italiano-del/n216768/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-josh-o-connor-sul-livello-di-segretezza-del-film-un/n222087/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-e-il-miglior-film-di-steven-spielberg-degli-ultimi-20-anni/n223839/
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/scheda/
https://www.fantascienza.com/31798/il-ritorno-agli-alieni-di-steven-spielberg
https://www.comingsoon.it/cinema/news/quanto-c-e-di-vero-in-disclosure-day-i-casi-ufo-reali-che-hanno-ispirato/n225207/
credit:
https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/poster/1/
https://www.ilcineocchio.it/cinema/dossier-la-nascita-di-independence-day-e-il-merito-di-mars-attacks/
https://www.venexia.it/libri/collane/i-ponti/passaporto-per-il-cosmo/
https://petrusplancius.livejournal.com/1210531.html
Mentre a Bonn è in corso la Conferenza Mondiale sul Clima, presieduta dal governo delle isole Fiji, che rischiano nei prossimi anni di venire sommerse; mentre Trump annuncia che il cambiamento climatico non è dovuto (solo) all’uomo, riscuotendo da un lato, l’appoggio nientemeno di Antonino Zichichi (ormai lontano concettualmente da chi scrive, ma non in questo caso), che due mesi fa, a proposito del Trattato di Parigi, ebbe a dire che l’inquinamento -che resta un grave problema-, non va però confuso con i cambiamenti climatici, e dall’altro la secca smentita dei vertici della Casa Bianca che in netto contrasto con il loro Presidente, in un rapporto, asseriscono che sono gli esseri umani a causare l’innalzamento delle temperature, è uscito pochi giorni fa al cinema Geostorm. Il film è l’opera prima, come regista, dell’arci noto Dean Devlin, alter ego del maestro del catastrofismo Roland Emmerich, passato dietro la macchina da presa per confezionare l’ennesimo blockbuster che solo blockbuster non è, e questo lo si evince già leggendo lo slogan che campeggia sul poster: «Chi controlla il clima controlla il mondo».
La pellicola sarebbe dovuta uscire nelle sale già nel 2016, ma una serie di circostanze hanno fatto sì che l’uscita seguisse di un solo giorno il sequel Una scomoda verità 2 (B. Cohen e J. Shenk) dove l’ex vice Presidente Al Gore, torna ad affrontare l’annosa questione del surriscaldamento globale (il primo film diretto da D. Guggenheim nel 2006 valse il Nobel per la pace). Ci sarebbe molto da dire anche su questi due docufilm in quanto hanno suscitato polemiche molto contrastanti per quanto concerne le cause, gli effetti e le strade da seguire per scongiurare una catastrofe globale. Ed è questo il filo conduttore che lega le opere appena citate, dal film in oggetto, ed ecco il perché del titolo del post.
In un futuro poco lontano, la Terra, dopo una serie di catastrofi naturali, viene circondata da un’immensa rete di satelliti, deputati al controllo del clima e quindi in grado, secondo le intenzioni delle nazioni che l’hanno realizzata sotto la super visione dello scienziato (G. Butler) che l’ha ideata, di scongiurare il Geostorm: la super tempesta globale. Ma logicamente il sistema va in tilt, non senza l’intervento umano e toccherà ai protagonisti impedire la catastrofe e, nello stesso tempo, neutralizzare il complotto politico teso a eliminare il Presidente degli Stati Uniti, in modo tale che il Nuovo Ordine Mondiale, così ottenuto, possa gestire, sempre sotto il controllo di un solo uomo, un Pianeta con una popolazione drasticamente ridotta. Il film oltre ad essere un buon prodotto grazie al sempre più verosimile apporto della CGI, non è solo un disaster movie, ma anche un action, e soprattutto legato al filone della conspiracy theory, dove la fantascienza è relegata solo alla prevedibile trama.
Quindi un’opera piena di metafore (ma anche zeppa di citazioni), a partire dall’affettuoso nomignolo dato alla più grande opera mai costruita dall’uomo e cioè il Dutch Boy: il ragazzo olandese che mise il dito nella crepa della diga.
Come accennato, invece di servire come “arma” pacifica per scongiurare il disastro globale, lo stesso sistema favorisce l’ideazione del “Progetto Zeus”, nascosto nei meandri della rete, per trasformare in arma di distruzione di massa la stessa struttura. Quindi il film a cui fa riferimento non sono tanto le opere di Emmerich e cioè i vari Independence Day (1 e 2), Godzilla, The Day After e 2012, bensì a The Core (J. Amiel, 2003) e al suo “Progetto Destino”. Come scrissi nella recensione pubblicata sulla rivista Stargate Magazine (2003): «Una tecnologia ultra segreta (omissis) in grado di provocare, agendo direttamente sul nucleo interno (della Terra), delle scosse sismiche in una zona prestabilita». L’unica differenza è che mentre il Dutch Boy è nello spazio, il Progetto Destino è installato sulla Terra, in una base Top Secret, nascosta fra i ghiacci del Polo…
Perché i puntini sospensivi? Perché, è mia opinione, che le domande cruciali sono due: esiste già una simile, fantascientifica, struttura?
E soprattutto può essere utilizzata come arma?
La risposta, incredibile per gli scettici, è affermativa, per tutte e due le domande. E come molti avranno capito, mi riferisco al Progetto HAARP, sito a Gakona, in Alaska (USA). L’acronimo HAARP sta per High Frequency Active Auroral Research Program, un nome altisonante per dire che è in grado di inviare onde radio nella ionosfera. Sebbene sia stato realizzato per scopi scientifici e secondo alcuni attualmente non più in funzione, in realtà basta fare una breve ricerca in rete per capire effettivamente di cosa si tratta ed accertarsi che in effetti può essere usato come arma in grado di provocare terremoti (arma tettonica), in punti prestabiliti della crosta terrestre, ma anche tsunami, tempeste e i super tornado che sempre più frequentemente oscurano i nostri cieli: le prove sono tutte lì basta avere un maggior senso critico e un minimo di onestà intellettuale.
Tornando al film, nella scena madre, c’è il face to face, tra il Presidente (A. Garcìa) e il villain di turno (Ed Harris) capo del suo stesso staff. Il succo del serrato, acceso, confronto è sempre lo stesso: eliminare quanti più nemici possibili e soprattutto «giocare a fare Dio». Ultima osservazione: secondo voi, questa, può essere una opportunità per uno dei potenti della Terra? Le possibilità sono molto alte, e le conseguenze credo che ormai siano sotto gli occhi di tutti. Voglio però concludere con un messaggio di speranza. Proprio ieri la Merkel da Bonn afferma che: «Quella del clima è una sfida centrale per il mondo. Una questione di destino dell’umanità»(1). Parole dense di significato e perfettamente in linea con la frase di chiusura di Geostorm: «Un Pianeta, un Popolo e finchè noi condivideremo la nostra sorte, sopravviveremo».
Fonti:
https://www.comingsoon.it/film/geostorm/51174/recensione/
https://www.comingsoon.it/film/geostorm/51174/scheda/
http://www.fantascienza.com/22265/geostorm-le-apocalissi-tutte-insieme
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/pubblico/?id=771816
http://www.mymovies.it/film/2017/geostorm/pubblico/?id=771258
http://www.mymovies.it/film/2017/an-inconvenient-sequel-truth-to-power/
https://www.lifegate.it/persone/news/cop-23-bonn-isole-fiji
http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/12401915/trattato-parigi-antonio-zichichi-trump-non-ha-torto-inquinamento-clima-non-vanno-confusi-.html
http://www.quotidiano.net/esteri/trump-clima-parigi-1.3510918
http://www.quotidiano.net/blog/farruggia/conferenza-di-bonn-contnua-la-lenta-lotta-ai-cambiamenti-climatici-nonostante-trump-11.807
https://www.wired.it/attualita/ambiente/2017/11/08/cop-23-cambiamento-climatico/
http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2017/11/03/rapporto-usa-umanita-causa-dominante-cambio-clima_ff0e3592-9157-4451-adfb-c7b26fe97448.html
Credit: http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2017/01/disastri-innaturali-terremoti-e.html
Cinquant’anni fa, l’8 settembre 1966 la NBC, mandò in onda il primo episodio della saga di Star Trek, diventata un marchio della FS e dove tra le altre cose si parlava della Federazione Galattica dei Pianeti che, oggi a distanza di mezzo secolo, è ancora lungi dal divenire. Pochi giorni fa è uscita la notizia del remake del film Alien Nation (G. Baker, 1988) in cui gli alieni, sfuggiti al controllo di un’altra razza ET, arrivano con una gigantesca nave madre (mother-ship), chiedendo asilo alla popolazione terrestre ricevendo in cambio diffidenza e disprezzo. Esattamente a distanza di 20 anni è uscito un altro marchio fortunato Independence Day: rigenerazione, ancora con la firma del “grande distruttore” e ormai maestro indiscusso del catastrofico: Roland Emmerich. Dopo una sofferta rispolverata al cast, manca il pezzo grosso Will Smith, e con l’introduzione di nuovi personaggi: il presidente interpretato da Bill Pullman (in pensione, ma ancora presente e funzionale nella trama perché colpito da molte visioni su un possibile secondo attacco) è stato sostituito al timone della nazione più potente della Terra dalla presidente Lanford, l’attrice Sela Ward, donna dal carattere aggressivo, ma allo stesso tempo senza polso e senza carisma, in una sorta di augurio, forse profetico, per la senatrice Hillary Clinton, nella corsa alla Casa Bianca; l’introduzione di un nuovo personaggio interpretato dalla bravissima Charlotte Gainsbourg, specializzata nell’identificare i segnali lasciati dagli alieni sul nostro pianeta. Capitolo a parte per lo scienziato Levinson/Goldblum, addirittura a capo dell’Earth Space Defeance, una sorta di SDI Strategic Defeance Iniziative di reganiana memoria, ma che diversamente dalla realtà non si tratta solo di una serie di satelliti per la difesa, ma per l’aver costruito sulla Luna una potentissima stazione militare con tanto di cannone al plasma, e per aver progettato, usando retro ingegneria aliena un velivolo ibrido molto potente che agli ufologi potrebbe ricordare la vera flotta spaziale terrestre denominata Solar Warden che, secondo quanto scoperto dall’hacker Gary Mckinnon consta di 8 astronavi più 43 ricognitori piccoli ed opera sotto il comando del Naval Network Usa e lo Space Command Operations (1). Nel film, la civiltà umana, è riuscita a rimettersi in piedi ricostruendo tutte le città distrutte durante il prima attacco e anzi, adesso l’umanità è assai progredita, avendo a disposizione l’ingegneria aliena, e vive sotto un’unica bandiera, un’unica legge e in pace da vent’anni senza conflitti armati fra le varie nazioni: questa davvero noi la denominiamo fantascienza, ma è il primo motivo per il quale i potenti della Terra sono restii al famigerato Disclosure della presenza aliena sulla Terra in quanto tale rivelazione avrebbe l’effetto di un collante per tutti i popoli: il vero traino dell’economia mondiale, la guerra, i conflitti, la vendita delle armi, le varie differenze, le guerre sante e non, il terrorismo, ecc. scomparirebbero, e l’umanità respirerebbe la stessa aria (parafrasando JFK in un famoso discorso), non più inquinata e senza global warming ed è chiaro che tutto ciò andrebbe contro gli interessi del Nuovo Ordine Mondiale che si basa sul millenario concetto del divide et impera. Come accennato poc’anzi alcuni personaggi del primo film: il vecchio presidente, il simpatico dottor Okun interpretato ancora da Brent Spiner (il “Data” di Star Trek), il guerriero Congolese capo dei ribelli che hanno sconfitto gli ultimi alieni rimasti, sono perseguitati da visioni che si manifestano sottoforma di impulsi sonori che arrivano direttamente al cervello e che per quest’ultimo hanno a che fare con una sorta di linguaggio alieno con un preciso simbolo: il cerchio o in 3D una sfera. La letteratura ufologica è piena di esempi simili, si va dalla mappa stellare ricordata sotto ipnosi regressiva da Betty Hill (rapita insieme al marito, primo caso di abduction registrato), al codice binario di uno dei sottoufficiali nella foresta di Rendlesham in Inghilterra, in un IR2 nei pressi della base RAF di Woodbridge. E ora the arrival: l’arrivo, il ritorno. Tra parentesi, in The Arrival (D. Twohy, 1996), film interpretato da Charlie Sheen, radioastronomo, il quale scopre che l’aumento del riscaldamento globale (global warming) è causato da extraterrestri insediatisi nel sottosuolo terrestre. In Arrival (D. Villeneuve) in uscita a novembre, invece, viene usato un linguaggio simile al simbolo usato nel film in questione, che ha sempre come base il cerchio. Se nel primo film veniva detto che gli alieni, che parcheggiarono l’astronave madre lunga solo 500 km di diametro, nei pressi della Luna e che spostavano la loro civiltà di pianeta in pianeta per depredarne le risorse naturali, ora si scopre che in realtà la civiltà aliena non è stata del tutto distrutta, ma arrivano con un’altra mega astronave madre di quasi 5.000 km di diametro, con una propria gravità, e che atterra nell’oceano atlantico, da costa a costa. Se vi fanno paura le dimensioni e pensate che dimensioni del genere sono davvero incredibili, fate una breve ricerca in rete e vi accorgerete che alcuni satelliti hanno ripreso oggetti (astronavi aliene?) prossimi al sole delle dimensioni del pianeta Terra! Inoltre all’interno dell’immenso Ufo, in una sorta di alveare, vive la regina, concetto questo che rimanda naturalmente alla saga di Alien, che come nel film Aliens: scontro finale (J. Cameron, 1986), alla fine viene anch’essa uccisa. Stavolta lo scontro finale (sarà veramente l’ultimo?) si svolge come al solito nell’Area 51, diventata ormai il quartier generale delle forze armate terrestri. Se il nuovo I.D. sempre spettacolare dato l’apporto immancabile della computer graphics (CGI) e con gli alieni questa volta disegnati totalmente al computer non riuscirà, cinematograficamente, a rinverdire i fasti e il successo del primo film (1996) seppur definito dalla critica un videogioco, come visto ci sono alcuni concetti ed elementi che corroborano le tesi ufologiche e che hanno come novità inserita nella narrazione un concetto che va al di là dell’ufologia stessa, toccando le alte punte della cosiddetta esopolitica. Prima dell’arrivo dell’immensa nave spaziale, uno strano fenomeno preannuncia l’arrivo di una sonda aliena perfettamente sferica: la perfezione sferica è già di per sé un potente messaggio (v. il film Sfera di B. Levinson), appartenente ad un’altra civiltà aliena, ma che gli ottusi militari americani distruggono, dalla serie prima spari e poi fai domande. All’interno della sfera distrutta viene trovata un’altra sfera, ma di dimensioni molto più piccole, perfettamente liscia, levigata e di colore bianco, che in realtà ricorda il simbolo percepito da chi avvertiva il ronzio nelle orecchie, una sorta di Hard-Drive contenente tutta la scienza di una razza aliena giunta sulla Terra per avvertire del pericolo che stanno correndo, spiegando che anche la loro civiltà è stata attaccata dagli stessi alieni ostili. Non aggiungo altri spoiler, dico solo che il contenuto della piccola sfera, con interfaccia sonora umana potrebbe far balzare di colpo la nostra civiltà, secondo la scala di Kardashev, direttamente al Tipo III, che definisce una civiltà intergalattica. Ma il concetto può essere, come detto, ampliato, in questo caso non è stata applicata la famosa prima direttiva, tanto cara a Star Trek: una civiltà superiore non può interagire con una civiltà meno evoluta, in quanto l’evoluzione stessa deve seguire il proprio percorso. Nella realtà, purtroppo ciò non è avvenuto, gli alieni di tipo nordico, avvertirono l’umanità del pericolo portato dalla razza dei grigi (2), ma il governo americano in primis non dette ascolto a tale monito perché avevano già stipulato, nel 1954 nella base aerea di Muroc, il famigerato “patto scellerato”: tecnologia extraterrestre in cambio di vite umane.
Note e fonti:
1. http://www.universo7p.it/solar-warden-il-progetto-spaziale-top-secret/
2. http://www.hackthematrix.it/?p=7628?p=7628?p=762
http://www.fantascienza.com/21625/independence-day-rigenerazione-9-cose-da-sapere-sulla-nuova-invasione
wikipedia
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