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In un batter d’occhio

Il film che sicuramente ha segnato la storia non solo della fantascienza, ma di tutto il cinema in generale è stato 2001: Odissea nello spazio, “pietra miliare” firmata da Stanley Kubrick nell’ormai lontano 1968, poco più di un anno prima dello sbarco dell’uomo sulla Luna (luglio 1969). All’uscita, la pellicola, suscitò giudizi contrastanti, lo stesso Kubrick, scomparso nel 1999 -al cambio di millennio, negli anni dichiarò più volte che in effetti ci possono essere degli errori a livello concettuale del capolavoro in senso assoluto, opera che io considero comunque nei primi tre posti di una ipotetica, personale, classifica.
Il film, diviso in capitoli, inizia con: L’alba dell’uomo e mostra una sorta di primo contatto tra un branco di scimmie antropomorfe, i primi ominidi, che ricevono l’intelligenza o la coscienza di sè, dal famoso monolito nero, emblema non solo del film stesso, ma del cinema di fantascienza in generale.

2001: Odissea nello spazio, 1968

Nella famosa scena, si vede il leader Moonwatcher (=Osservatore della Luna), che capisce l’utilizzo di un osso come arma e mentre scorrono le note di Così parlò Zarathustra (R. Strauss), lancia lo stesso in aria e, con uno stacco anch’esso divenuto iconico, si trasforma istantaneamente in astronave. Un’intuizione geniale per condensare in pochissimi frames, proprio in un batter d’occhio, lo sviluppo e la storia dell’uomo sul pianeta: in mezzo ci siamo noi, l’umanità.
Frammenti di varia umanità sono presenti nel nuovo film di Andrew Stanton, mago della Pixar, vincitore di due Premi Oscar (Alla ricerca di Nemo, 2004; Wall-E, 2009) che, dopo l’insuccesso di John Carter (2012), torna alla fantascienza in live action con In the blink of an eye (tit. orig.), disponibile in streaming su Disney+.
Stanton inizia molto prima di Kubrick, dalla luce che ha dato origine a tutto (il Big Bang, una delle ipotesi più accreditate per l’origine dell’universo), passando per il brodo primordiale, dove si pensa si sviluppò la vita; dalla formazione delle catene del DNA, agli organismi unicellulari, prima e la loro evoluzione, poi. La lente focalizza tre storie, che si intrecciano e si intersecano, sovrapponendosi nel finale: dalla fine dell’Era dei Neanderthal (45.000 anni fa ca.), nella precaria vita di un piccolo gruppo familiare; all’epoca odierna (2025) seguendo una giovane candidata in Antropologia, fino al nostro prossimo futuro, nel 2417 quando Coakley, Pilota dalla Longevità Aumentata, assistita da Rosco, Co-pilota IA, devono condurre l’astronave, con a bordo embrioni umani, verso il pianeta Kepler-16b, in un viaggio che copre diverse centinaia d’anni.
Qui è impossibile non notare un parallelismo interessante con “2001”: la sostanziale differenza tra i due computer di bordo, mentre HAL 9000 (con voce maschile), il cui ambiguo occhio rosso come interfaccia, «anticipa i moderni dibattiti sui rischi dell’intelligenza artificiale» (AI Overview), avendo ricevuto ordini contraddittori va in paranoia e sacrifica quasi tutti i membri dell’equipaggio. Rosco, invece, per salvare il suo equipaggio, chiede di essere disattivata (voce femminile), così l’ossigeno che serve per raffreddare i circuiti possa essere tutto utilizzato dagli esseri umani, e dopo un seppur mesto saluto, il suo cerchio blu, si spegne.
Strutturalmente simile a Cloud Atlas (T. Tykwer, L. & L. Wachowski, 2012), ma qui le storie e le epoche sono sei e coprono però un arco di tempo minore: da metà 800, al 2321 e una sorta di ritorno alle origini con la Terra regredita all’età della pietra, dopo un’apocalisse. Un film dove sono presenti concetti che rimandano alla religione e filosofia orientale, ma anche Cristianesimo, in una versione però più spiritualista e volta al significato di “Karma”: amore, speranza e coraggio. Ma anche morte, vita, nascita esattamente in quest’ordine a intendere che «Tutto è connesso» e l’universo non spreca niente. Ecco che anche i piccoli gesti, nell’opera di Stanton, come sfregare due pietre per accendere il fuoco con una piccola scintilla, pulire delicatamente l’antico scheletro di un nostro lontano antenato, innaffiare le piante che producono l’ossigeno nell’astronave, ma anche prove che sembrano più insormontabili per una persona normale come guidare la stessa nave spaziale, verso un nuovo, altro pianeta, assumono un diverso significato più profondo e sempre rivolto alla ricerca sia interiore che esteriore: «Qualcosa relegato agli alchimisti, agli sciamani, alla fantascienza… fino ad ora». La sconfitta della morte. «Una Chimera», la definisce il giovane scienziato, che spiega allo strabiliato pubblico la «tecnologia di reimpianto genetico», tramite l’utilizzo del filamento CH 14 del Dna: l’Elixir.
Sebbene il film sia ad ampio respiro, incentrato sulla necessità mai taciuta di trovare, finalmente, un posto nell’universo che, ad una lettura più attenta sembra guardarci dall’alto, suscitando un istinto primordiale, la “comprensione di esistere”, essere presenti a sè stessi, “il qui e ora”. Quello che traspare è un sentimento di nostalgia mista a tristezza e solitudine. La domanda appare di conseguenza legittima, saremmo meno soli se scoprissimo l’esistenza di altre civiltà intelligenti o se almeno, e i fatti dicono il contrario, riuscissimo a prendere coscienza della necessità di trovare una sorta di collante che possa unirci?  «La Terra è la culla dell’umanità, ma non si può vivere per sempre nella culla», diceva K. Tsiolkovsky, pioniere dell’astronautica russa e l’equazione osso-astronave racchiude sì l’umanità che forse, in futuro, raggiungerà Giove e oltre l’infinito (l’ultimo capitolo di “2001”), e che quindi ci sia anche dopo, ma l’incognita è però dietro l’angolo, non in senso metaforico, perché ora, la speranza di pace sembra sempre più allontanarsi inesorabilmente, nel silenzioso, inconosciuto, abisso dell’infinito.

 

Fonti:
https://www.mymovies.it/film/2012/cloudatlas/
https://www.comingsoon.it/film/cloud-atlas/48844/scheda/
https://www.comingsoon.it/film/cloud-atlas/48844/recensione/
https://it.wikipedia.org/wiki/2001:_Odissea_nello_spazio
https://www.fantascienza.com/31509/l-intreccio-di-storie-di-in-the-blink-of-an-eye-arriva-oggi-su-disney
https://www.fantascienza.com/31446/in-the-blink-of-an-eye-e-il-nuovo-film-di-fantascienza-del-regista-di-wall-e
https://www.mymovies.it/film/2026/in-un-batter-docchio/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/non-solo-toy-story-5-per-il-regista-anche-l-epico-dal-vero-in-the-blink-of/n213579/
https://www.comingsoon.it/streaming/news/in-un-batter-d-occhio-il-trailer-del-film-sci-fi-dal-vero-dal-regista-di/n216479/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/il-regista-di-wall-e-torna-al-film-di-fantascienza-dal-vero/n146334/
https://en.wikipedia.org/wiki/In_the_Blink_of_an_Eye_(2026_film)

Credits:
https://www.justwatch.com/it/film/in-un-batter-docchio
https://www.ilgiornale.it/news/milano/capolavoro-che-sbriciola-anche-tempo-1607142.html

Creators, the past

«Un film dove la fantasia svela la realtà».
Questa è l’intrigante tagline che apre il film Creators, diretto da Piergiuseppe Zaia, scritto con Eleonora Fani, che dà anche il volto e le movenze, sexy, a Lady Airre. Presentato in anteprima al Lucca Comix, lo scorso anno, finalmente approda nelle sale italiane, il primo lungometraggio di Zaia, girato in 5k, con la tecnica del green screen, in una produzione tutta italiana, come risposta ai blockbuster americani, ma soprattutto per lanciare la fantascienza italiana verso l’olimpo, è il caso di dirlo, cinematografico.
In passato, nel secondo dopoguerra del secolo scorso soprattutto, il cinema di fantascienza italiano è stato costellato di pellicole a basso, se non bassissimo budget, realizzati più da mestieranti del cinema e degli effetti speciali visivi, opere che hanno avuto, purtroppo, un cammino a sè stante, a parte forse Nirvana (G. Salvatores, 1997), una produzione Italo-francese, oppure 6 giorni sulla Terra (V. Venturi, 2011), film che ha avuto un buon successo se non altro fra gli appassionati di alieni, rapimenti e teorie complottistiche(1).
Il lavoro di Zaia (primo capitolo di una trilogia), la maggior parte svolto in post produzione, con più del 66% di shots, relativi agli effetti speciali, punto focale di tutto il lavoro, anche perché il supervisore è Walter Volpatto, che ha lavorato nell’ultimo capitolo di Star Wars, ma anche con una tecnica di prim’ordine non si è riuscito a sollevare una trama poco convincente e avvincente. Il cast, invece, è formato da attori di livello hollywoodiano come Chris Payne, Gérard Depardieu e l’inossidabile William Shatner, che per i pochi che non lo sapessero è stato per anni al comando dell’Enterprise in Star Trek, e qui, in un’improbabile look, recita il ruolo di Lord Ogmha, capo degli 8 Lord che compongono il Consiglio Galattico. I Lords, per scongiurare la catastrofe si riuniscono alla ricerca di uno di loro e della Lens, una boccia in metallo, depositaria del segreto della creazione, e del dna, l’essenza stessa dell’esistenza del pianeta alla quale essa è abbinata.

William Shatner è Lord Oghma

Ma il Lord che governa la Terra, non vuole cedere al volere del Consiglio, e quindi nasconde la sua Lens, proprio sul nostro pianeta.
Inoltre, L’evoluzione dell’uomo non ha seguito, sulla Terra, il progetto stabilito, quindi la lotta diventa necessaria, anche perché la Lens ha in serbo tutta la storia umana, (quella vera?), quella che i potenti nascondono con tutte le forze al resto dell’umanità che, se venisse svelata causerebbe il collasso della nostra civiltà, ad iniziare dalle religioni e dalla cultura dominante.
La fantasia svela la realtà, si diceva all’inizio: non siamo d’accordo, la fantasia a volte, è fine a se stessa, ma siccome nel film c’è anche Mauro Biglino(2), che interpreta sè stesso, cercheremo di svelare quel quid in più usando il suo personale adagio: «Facciamo finta che…».
E allora, facciamo finta che le domande: «Da dove veniamo» e «dove stiamo andando», che la voce narrante recita all’inizio, non rimandino a Blade Runner (Ridley Scott, 1982). Poi: «È giunto il momento della grande rivelazione! (…) i Lord si riuniscano per prepararsi a un nuovo allineamento» (dei pianeti, l’azione parte dal 2012, nda), le galassie entreranno in una nuova era e che «questa è una storia vera»(3).
È mia opinione che la storia vera, è affare di pochissime persone, quelle che conosciamo sono teorie, solo che alcune vengono accettate come vere e le altre no.
È la stessa Eleonora Fani che sostiene: «Siamo abituati a farci raccontare tutto dalla televisione e dai media, a non porci tante domande, e noi invece cerchiamo di stuzzicare la curiosità e l’intuito delle persone e di risvegliare magari in qualcuno l’idea che forse tutto quello in cui abbiamo creduto fino ad ora forse non è proprio così»(4). Facciamo finta che, il disaccordo nel Concilio e la lotta tra gli Dei che ci hanno creato, non sia una storia antica e che non rievochi la creazione e al contrasto tra chi voleva eliminare l’umanità dopo averla creata e chi invece credeva in un suo riscatto che non c’è stato mai. Facciamo finta che le guerre non si fanno per motivi religiosi o economici, che l’aiuto di oggi non diventi la schiavitù di domani, anche se purtroppo così è stato, quando la paura di disperdersi per l’uomo, nel mondo, non divenne panico (dal film).
Non dirò del virus alieno, anche qui facciamo finta che non faccia parte anche della mitologia della serie cult degli anni ‘90: X-Files. Non dirò del re scorpione, protagonista in diversi film è che si fece strada agli inferi per recuperare la spada (questa, nel film viene appunto trovata in un cimitero), dopo aver evocato Seth, il Dio del Caos, anche se per molti è un termine spregiativo, ma è dal Caos che nasce l’armonia (dal film).
Per recuperare la LensLady Airre si avvale dell’aiuto di Sofy, e di nuovo facciamo finta che la ragazza non abbia capacità paranormali e che da bambina non sia stata rapita dagli alieni. Mentre Lord Kanaff, il responsabile del pianeta Terra, utilizza, Natan, figlio ibrido proprio di Lady Airre.
Da qui, senza voli pindarici, entriamo più nello specifico, per svelare i messaggi esoterici, nascosti, di cui la pellicola è piena. A iniziare proprio da Natan: il nome è presente in diverse lingue, ebraico compreso, è di fatto un nome biblico, citato varie volte nell’antico testamento, nome di un profeta, deriva dalla parola Nathanel, formata da Nathan “dono” e “El” Dio, quindi “dono di Dio”, di fatti egli è figlio della dea Airre. «Otto pianeti, otto sovrani, otto Lens! Le Lens posseggono un potere immenso».
Il numero 8 ha molti significati. Innanzitutto l’8 ruotato di 90°, rappresenta il simbolo dell’infinito; è il numero atomico dell’ossigeno, elemento importante per la vita sulla Terra e, dopo il declassamento di Plutone, 8 sono i pianeti principali; inoltre l’8 è universalmente considerato come il numero dell’equilibrio cosmico. Il suo segno zodiacale di riferimento, non a caso è lo Scorpione. La maggior parte delle strutture sacre, chiese e templi hanno pianta ottagonale, l’ottagono è il simbolo della Resurrezione(5). Rappresenta, infine la padronanza nel governare il potere sia materiale che spirituale.
Quale potrebbe essere, alla fine, la storia vera? Ormai è chiaro che la conoscenza nascosta è molto più consistente e stimolante rispetto a quella accademica istituzionale. Tenere l’umanità nell’ignoranza è il modo perfetto per esercitare il potere, diversamente si apprenderebbe che l’uomo è stato creato da una razza aliena, che il suo corpo, ma forse anche questo pianeta sono una sorta di prigione, e che la vera energia, lo spirito presente nel suo dna (dove si troverebbe la firma degli Dei, che dei non sono), sono talmente potenti che, se usati, come vuole l’esoterismo, potrebbero essere addirittura in grado di «spostare le galassie».

Note:
1.Il film è ispirato agli studi del prof. C. Malanga, dell’Università di Pisa, primo in Italia e fra i primi nel mondo a studiare, scientificamente, i rapimenti alieni con l’uso dell’ipnosi regressiva.
2.Mauro Biglino ha tradotto dall’ebraico biblico, 17 volumi per le Edizioni San Paolo. Basandosi sulla traduzione letterale, Biglino affronta la Bibbia da un lato attribuendole una natura di cronaca storica, dall’altro desumendone ipotesi inseribili nel filone della paleoastronautica e del creazionismo non religioso.
3.https://www.comingsoon.it/film/creators-the-past/58001/scheda
4.https://www.comingsoon.it/cinema/news/creators-the-past-i-segreti-del-colossal-fantasy-made-in-italy-svelati/n112194/
5.Nel film viene ipotizzato che Gesù sia di origine aliena.

Fonti:
https://www.fantascienza.com/26221/creators-the-past-debutta-oggi-il-colossal-fantascientifico-italiano
https://www.fantascienza.com/21967/creators-the-past-dall-italia-una-trilogia-di-fantascienza-con-shatner-e-depardieu
https://www.comingsoon.it/film/creators-the-past/58001/scheda/
https://www.mymovies.it/film/2020/creators-the-past/
https://maurobiglino.it/2020/10/finalmente-e-arrivato-creators-the-past-il-colossal-con-mauro-biglino/
http://www.levantenews.it/index.php/2020/10/02/sestri-creators-the-past-primo-kolossal-di-fantascienza-made-in-italy/
https://www.ilgiardinodegliilluminati.it/significato-dei-numeri/numero-otto/
https://it.m.wikipedia.org/wiki/8_(numero)
https://www.tuscanypeople.com/simbolo-numero-8/
https://www.mitiemisteri.it/significato-dei-numeri-simbologia-del-numero/otto-8

sito ufficiale del film: https://creatorsmovie.it

credit
immagini tratte da:
https://www.mymovies.it/film/2020/creators-the-past/poster/0/
https://cinema.fanpage.it/creators-the-past-trama-trailer-e-curiosita-del-kolossal-fantasy-di-piergiuseppe-zaia/

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