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Predator – Badlands

Cacciatore o preda, il dilemma è antico quanto l’uomo. Ma se sei sempre stato cacciatore e ti ritrovi a dover lottare contro un intero pianeta, come reagiresti?
«Sono entusiasta che il pubblico assista sul grande schermo a un’avventura nella quale farà il tifo per un personaggio per il quale non ha mai parteggiato». È lo stesso regista Dan Trachtenberg, già autore del precedente capitolo (Prey, 2022), ambientato nell’epoca dei nativi americani e co-regista del live-animation Killer of killers (uscito solo pochi mesi fa), ad esprimere il concetto nell’Anteprima Documentario disponibile su Disney+. Detto già della saga (post) arrivata ormai al settimo capitolo, al contrario «Qui non sei il predatore sei la preda», ribadisce il concetto la Synth Thia/Elle Fanning, della famigerata Compagnia Weyland Yutani, la stessa di Alien, per intenderci, ad indicare il legame che diventa sempre più manifesto tra i due franchise, che aiuterà il Predator, nella caccia, per guadagnarsi il ruolo nel suo Clan degli Yautja. L’attrice che aveva esordito da piccolissima nella fortunata serie, prodotta da Spielberg, Taken -insieme alla sorella maggiore Dakota, a sua volta interprete nel riuscito remake La guerra dei mondi (S. Spielberg, 2005), protagonista di quel piccolo gioiello che è Super 8 (J. J. Abrams, 2011), dove il mostro alieno alla fine non è poi tanto mostro, così come il Kalisk, la preda per eccellenza e lo stesso Predator Dek, che gambe in spalla, si trasporta il mezzo busto superiore dell’androide che diventa una sorta di guida-grillo parlante, fino allo scontro finale con la creatura aliena e la sorella di lei, Tessa. Se la trama potrebbe essere tutta qui, sintetizzata, il film in realtà regge su tutta una serie di dualismi e similitudini, con i film precedenti, alcuni davvero interessanti. Il pianeta dei Predator, roccioso e desertico, e il lussureggiante Genna (il luogo di caccia che ricorda quello di Predators), ma molto più pericoloso «dove ogni cosa cerca di ucciderti», il termine curiosamente è simile etimologicamente all’ebraico Geenna: «una valle presso Gerusalemme … simbolo di distruzione eterna e tormento per i peccatori»(AI Overview). L’iniziale scontro tra i Predator, il Padre e i suoi due figli, il maggiore Kwei e Dek appunto, in una rivisitazione quasi biblica; il Padre (Njohrr), ordina al maggiore di uccidere il fratello minore che si rifiuta e viene giustiziato dal padre stesso. Altra considerazione da fare: la trasformazione nel fisico e soprattutto nell’aspetto dei Predator, ad iniziare dal primigenio (J. McTiernan, 1987), che lo stesso Schwarzenegger definisce «un mostro schifoso», passando per i vari look e sembianze dei precedenti capitoli, fino a quest’ultimo dalle fattezze più umane, meno treccine rasta, lineamenti del volto più addolciti e, a differenza degli altri che emettevano solo suoni gutturali e versi da bestie feroci, qui il Predator… parla(1)! La fantascienza ci ha mostrato diverse volte l’alieno parlante, classico esempio è la lingua Klingon in Star Trek, ora l’extraterrestre ha solo fattezze umane, e sebbene il linguaggio sia essenziale per lo sviluppo di una civiltà superiore in questo caso tecnologia, aspetto esteriore dell’alieno e il linguaggio finora non sembravano correre in un’unica direzione.  E se nel primo film, Schwarzy capisce che per contrastare le avanzatissime armi del Predator bisogna tornare all’antico, utilizzando trappole, trabocchetti e un micidiale arco, il tutto costruito con rami e liane, temprate con il fuoco, in Badlands il Predator fa lo stesso, si traveste con la corteccia e usa le armi «organiche» (Wikipedia) che trova in natura (piante letali in particolare), con una velata citazione non soltanto di Avatar (il rapporto con il pianeta stesso) e Aliens 2, per l’uso della suite, l’esoscheletro elevatore, nello scontro finale. Trachtenberg, in pratica riesce nel proprio intento, quello di ribaltare concettualmente luoghi, aspetti e situazioni, nonché il ruolo stesso del Predator e veramente alla fine si finisce per fare il tifo per lui che, stavolta, però non combatte contro gli umani, ma con tutto il pianeta (flora e fauna) e la sua «natura selvaggia e indomabile (che, nda) si ribella allo sfruttamento e alle logiche estrattive delle grandi corporation terrestri»(2). La Weyland Yutany, anche qui muove le fila per le sue losche trame e se nell’ultimo Alien Romulus (F. Álvarez, 2024), sono arrivati ad estrarre dallo xenomorfo un liquido «per dare all’uomo le caratteristiche degli alieni» (come ho scritto nel post), qui la preda più letale dell’universo, viene catturata per studiare le sue incredibili capacità rigenerative, in quanto anche se gli stacchi la testa essa rapidamente si riunisce al corpo. Eliminati tutti gli androidi guidati dall’A. I. (MU/TH/UR, in Alien semplicemente Mother), Dek, Thia e la piccola creatura che si scopre essere un cucciolo di Kalisk, fanno ritorno sul pianeta dove tutto è cominciato e dove tutto viene rimesso in gioco e i vari tasselli trovano la loro giusta collocazione. Attraverso quindi i vari binomi che sono sia dualismi che ossimori si scopre che la «sensibilità è debolezza», ma anche che non sempre ciò che è brutto sia per forza cattivo e che se il Figlio è sacrificabile, anche il Padre a volte lo è, a ribadire che tutto il nostro passato forse è da rivedere, se dopo arriva, con tanto di astronave, la Madre…

 

Note:
1.Il linguista Britton Watkins ha sviluppato per il film un linguaggio scritto e verbale coerente per i Predator (Wikipedia).
2.https://www.mymovies.it/film/2025/predator-badlands/rassegnastampa/1743685/

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Predator:_Badlands
https://www.fantascienza.com/31147/ecco-l-ultimo-trailer-di-predator-badlands-al-cinema-il-6-novembre
https://www.fantascienza.com/index.php/31235/arriva-al-cinema-predator-badlands-dove-protagonisti-sono-gli-alieni
https://www.fantascienza.com/30999/nel-nuovo-trailer-di-predator-badlands-spunta-fuori-la-weyland-yutani
https://www.fantascienza.com/index.php/30899/dan-trachtenberg-e-pronto-per-un-nuovo-progetto-di-predator
https://www.mymovies.it/film/2025/predator-badlands/
https://www.mymovies.it/film/2025/predator-badlands/pubblico/?id=1743715
https://www.mymovies.it/film/2025/predator-badlands/rassegnastampa/1743685/
https://www.mymovies.it/film/2025/predator-badlands/rassegnastampa/1743881/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/predator-badlands-il-regista-sul-personaggio-di-elle-fanning-ha-un/n200024/

Credit:
https://www.mymovies.it/film/2025/predator-badlands/poster/0/

Maria Maddalena: il 13° Apostolo

Acqua e Spirito. Nonostante il termine ebraico Ruach, non significhi Spirito, sono alcune delle prime parole del Libro della Genesi e i due concetti più ricorrenti nel film Maria Maddalena: «un ritratto autentico e umano di una delle più enigmatiche e incomprese figure spirituali della storia»(1). Sebbene la figura della Maddalena (da Magdala, la città da cui proveniva) al cinema non sia stata mai ben tratteggiata, il film di Garth Davis, al contrario di altre opere tipo la Maria Maddalena di Raffaele Mertes (2000) e anche la Mary di Abel Ferrara (2005), o The Passion (M. Gibson, 2004), come ne L’ultima tentazione di Cristo (M. Scorsese, 1988), trascende i concetti ai quali siamo stati, forzatamente e falsamente, abituati. L’opera di Davis è il giusto mix tra sentimento, dolcezza e spiritualità, nella prima parte e rabbia, lotta e Passione, nella seconda. La sequenza iniziale colpisce e penetra nel profondo: Maria Maddalena è immersa nell’acqua, dalla quale si lascia avvolgere delicatamente, per poi affrontare la vita di tutti i giorni, sottomessa al padre e soprattutto al primo fratello; aiuta la levatrice in un difficile parto, calmando la partoriente accarezzandola e fissandola negli occhi, denotando una forte presenza di spirito. Fino a quando incontra lo sguardo ieratico, improntato a un senso grave e solenne di sacralità, di Gesù. Da rilevare è l’ottima prova degli attori: il Messia interpretato da Joaquin Phoenix (l’imperatore Commodo ne il Gladiatore), per il quale gli elogi ormai si sprecano e la convincente Rooney Mara, alla seconda collaborazione con il regista australiano, nel ruolo della Maddalena, il cui volto, delicato, è spesso, un po’ per pudore, a rimarcare la condizione della donna a quei tempi, incorniciato nel suo velo. La perfetta ricostruzione dei costumi, dei luoghi (i “sassi” di Matera sono imprescindibili), i paesaggi, le albe vivide di una luce particolare, riproposta, con un uso sapiente della fotografia, ad hoc negli interni quasi con la maestria del Caravaggio (e vi assicuro che il paragone non è irriverente), fanno di ciascuna scena un quadro come se fosse ogni «immagine su di un vetro» (Pietro, che racconta la sua a vita a Maria Maddalena) o appunto, su una tela. Maria Maddalena non è la Prostituta(2), né da lei sono usciti «sette demoni»(3), entrata in punta di piedi fra i Dodici Apostoli, riesce pian piano, con la sua semplicità e umiltà a scalarne la gerarchia, fino a diventare una sorta di alter ego per il Cristo, tanto che questi arriva a chiederle, poco prima di arrivare a Gerusalemme: «Che cosa devo insegnare?». Questo lascia supporre che Gesù l’aveva in forte considerazione; nel Vangelo apocrifo di Filippo, c’è scritto: «La compagna del Figlio è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e spesso la baciava sulla bocca». Frase altamente controversa, che ha suscitato scalpore, insinuando il dubbio che la loro unione non fosse solo “sacra”, ma carnale. Si discute da sempre se Gesù fosse sposato o meno: storicamente, per la tradizione ebraica, il Maestro (Rabbì) non poteva non essere un uomo sposato -altrimenti chi gli avrebbe dato credito se non avesse avuto nemmeno una moglie? Addirittura i Templari attestano una discendenza, della “sposa”, il vero Sacro Graal, di Cristo, e del viaggio che ella intraprese per raggiungere il sud della Francia (secondo la leggenda, il suo cranio è conservato in una Basilica a lei consacrata nei pressi di Marsiglia).
È Gesù stesso a Battezzarla; «compagna» del Cristo, lei si siede alla destra del Figlio per l’Ultima Cena (proprio come nel Cenacolo di Leonardo), è lei che scopre il Tradimento nelle parole e negli occhi di Giuda; è lei la prima «Testimone» della presunta Resurrezione (riportata solo nei Vangeli canonici, il Vangelo apocrifo di Pietro, al quale i fedeli non devono credere, dice tutt’altro), portatrice del Logos, “Apostola degli Apostoli”(4), perché, nel corso dei secoli, è stata così bistrattata?
Gesù le ha lasciato un altro messaggio esoterico, in antitesi con la tradizione ebraica? «Ha forse egli parlato in segreto a una donna prima che a noi e non invece apertamente? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?» si legge proprio nel Vangelo gnostico di Maria Maddalena.
«Forse abbiamo frainteso» perché tutto «Va al di là della nostra comprensione» (sono frasi che lei pronuncia nel film) -può darsi, ma «La Dea occulta del Cristianesimo»(5) come mai non è diventata la Pietra fondatrice della Chiesa? Semplice. Per volere dei cosiddetti “Padri della Chiesa”, della loro ossessiva visione maschilista; quasi cancellata dalla storia, deliberatamente con un pensiero imposto. Gesù, dal film, ci ricorda che: «Siamo proprietari del nostro spirito», uno spirito che è stato soffocato. Nel toccante e bellissimo dialogo finale, quando la Maddalena porta l’Annuncio della Resurrezione, lo stesso cerca di fare Pietro nei suoi confronti: «Non resterò in silenzio, mi ascolteranno», purtroppo così non è stato.

Note:
1.https://www.comingsoon.it/cinema/news/maria-maddalena-rooney-mara-e-joaquin-phoenix-nel-poster-italiano/n73865/
2. L’accostamento tra Maria Maddalena e l’adultera redenta risale in realtà al 591, quando Papa Gregorio Magno, basandosi su alcune tradizioni orientali, in un suo sermone identificò le due figure.
In https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Maddalena
3. Vangelo secondo Luca (8, 2-3).
4. Definizione del teologo Ippolito Romano (170-235 d.C.). Appellativo ripreso da Papa Francesco nel 2016.
5. Maria Maddalena. La Dea occulta del Cristianesimo, Lynn Picknett, L’Età dell’Acquario Editore, 2005.

Fonti:
https://www.mymovies.it/film/2018/marymagdalene/
http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=91&page=9
http://www.gliscritti.it/approf/2008/papers/ravasi100508.htm
https://giuseppemerlino.wordpress.com/2014/04/27/maria-maddalena-e-linsegnamento-segreto-di-cristo/
http://www.duepassinelmistero.com/maria_di_magdala_ed_il_grande_se.htm
https://www.mymovies.it/film/2018/marymagdalene/pubblico/?id=779096
https://www.comingsoon.it/cinema/news/maria-maddalena-il-nuovo-trailer-italiano-del-film-con-rooney-mara-e/n75541/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/la-maria-maddalena-di-rooney-mara-insieme-ad-alcune-delle-donne-piu-forti/n75741/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/maria-maddalena-una-clip-italiana-esclusiva-del-film-con-rooney-mara/n76256/
https://www.comingsoon.it/cinema/interviste/rooney-mara-e-maria-maddalena-il-nostro-incontro-con-la-protagonista-del/n76453/

credit: immagini tratte da www.comingsoon.it

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