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The Running Man, L’Implacabile e… il mal comune!

Si dice che la realtà supera sempre la fantasia. A volte. Viviamo in un sistema da fantascienza? Quasi. Mal comune mezzo gaudio? Forse. Siamo tutti nella stessa barca? No di certo, ma almeno così dovrebbe essere. E a quello che si vede, spesso non si crede. Credo, invece che a questo dovremmo farci l’abitudine.
Poco più di due mesi fa è uscito al cinema il film The Running Man (E. Wright, 2025), che ho visto, ma non recensito subito perchè mi mancava qualcosa. Tra l’altro The Running Man, è il remake del film del 1987, uscito in Italia con il titolo L’Implacabile per la regia di P. M. Glaser (tanto per intenderci lo Starsky di Starsky & Hutch), con protagonista il grande A. Schwarzenegger (che qualche anno fa aveva espresso l’intenzione di produrre un Running Man 2), a sua volta liberamente tratto dal romanzo di Stephen King L’uomo in Fuga ambientato nel 2025, pubblicato nel 1982 con lo pseudonimo di Richard Bachman.
Lo stesso King ha approvato il reboot dopo averne letto la sceneggiatura in quanto più fedele al suo romanzo, infatti i due film sono alquanto diversi, sia dal punto di vista cinematografico che concettuale, anche se in entrambi, l’azione non manca. Nel film del 1987, ci sono diverse sequenze interessanti, fin dall’inizio: il protagonista, pilota militare d’elicotteri, si rifiuta di sparare sulla folla «inerme» che protesta per la mancanza di cibo, destituito e sostituito all’istante dagli altri membri dell’equipaggio, dall’ordine via radio, arrestato con l’accusa, classico esempio di fake di stato ottenuto con una sapiente manipolazione delle immagini, di essere egli invece l’autore della strage. Costretto, per ottenere la grazia (mai ottenuta da nessuno), a partecipare a un sadico mortale gioco, -qui siamo più o meno dalle parti di Hunger Games, condotto dall’altrettanto sadico direttore del Network che nel 2017 (anno in cui è ambientato il film) gestisce la vita di tutti. Anche il protagonista del reboot, l’attore Glen Powell, partecipa al gioco, ma volontariamente, cercando di sopravvivere per un mese ai cacciatori di taglie, per vincere il premio e pagare le spese mediche per la figlia gravemente malata. Il tutto come in un «reality show estremo»(1) quindi in diretta tv, mentre nella pellicola originaria si era in uno spazio chiuso, quasi alla Grande Fratello, quest’ultimo senza violenza, come sappiamo; violenza che è, invece, il tratto comune dei due film. Nella pellicola di Glaser, gli spettatori, sono ormai completamente inebetiti ed esultano a ogni esecuzione, mentre Powell, nel remake, deve guardarsi anche da loro perché l’arena in pratica è tutto il mondo ed egli per dimostrare di essere ancora vivo deve spedire due video, in VHS, al giorno, aumentando quindi esponenzialmente la possibilità di essere catturato e ucciso. In un siffatto sistema è logico che i più vulnerabili siano i più deboli, cioè: i bambini, proprio per questo si è iscritto al gioco. Addirittura nel primo film è espresso in maniera evidente che il Network, direttamente collegato con il Dipartimento di Giustizia(!), ha addirittura chiuso le scuole e che i bambini sono tenuti nascosti per evitargli il lavaggio del cervello! E la voce femminile, da un maxi schermo in strada, afferma, con voce calma e suadente che: «Si possono ottenere 3 Buoni per ogni amico o parente denunciato». Avete letto bene, anche per ogni parente denunciato.
Un sistema quindi che fa quasi impallidire quello descritto da Orwell nel suo romanzo più famoso. Ma qual era quel qualcosa che mancava, di cui parlavamo all’inizio: il riscontro nella realtà. È di pochi giorni fa la notizia di Liam, bambino di 5 anni, di Minneapolis (USA), arrestato dall’ormai famigerata ICE, la polizia anti immigrazione, da questa usato come esca!
In un articolo(2), l’autore, il prof. Mario De Curtis docente di Pediatria, a Roma “La Sapienza” sostiene che: «I bambini dovrebbero rappresentare una linea rossa invalicabile. Ovunque. Sempre». Non ne sono così sicuro e l’esempio arriva proprio dal film di Glaser, quando il conduttore scorre al computer le foto segnaletiche per scegliere l’eventuale candidato al mortale gioco, compare per pochi attimi anche un bambino, ancora più piccolo del povero Liam, ancora in età da seggiolone. Capisco che è dura da mandare giù, soprattuto per chi non ha visto il film, che logicamente sarebbe portato a pensare che la foto del bambino sia stata caricata per errore, fermo restando che anche il presentatore esclama una nota di disappunto. Invece non è così, pensateci bene, tenendo presente il concetto di cui sopra per “ogni parente denunciato”, cosa avrà fatto il piccolo, per finire in quell’elenco? Avrà forse sputato in faccia alla mamma, la minestrina troppo calda? Il presentatore non si arrabbia per il fatto che è stato arrestato un bambino, ma perché questi, essendo troppo piccolo logicamente non può essere scelto per partecipare al gioco!
S. King prima e i due film dopo, descrivono un’economia globale collassata, una violenza che dilaga in ogni dove, in un regime totalitario e distopico (la stessa America oggi, ne è un classico esempio), che censura e reprime ogni attività culturale perché la mente e le funzioni umane sono completamente spente, riuscendo a calmare le pulsioni disperate anche di chi cerca il cibo, acqua e per la mancanza dell’assistenza sanitaria, giustizia, pace, con un asservimento ottenuto in maniera subdola, ma viscerale al crudele gioco. Con l’uso oculato della tecnologia, con i media inesistenti o asserviti al potere, con una opinione pubblica sgretolata, il gioco diventa una classica arma di distrazione di massa, con un senso di smarrimento da una realtà che, ora è sotto gli occhi di tutti e che senza una vera reazione, non può che peggiorare. Dicevamo all’inizio: mal comune, mezzo gaudio? Stronzate! Mal comune è doppio guaio. «Volete la verità? Spegnete la tv», forse, aggiungo io, anche qualcos’altro… end of Game.

 

Note:
1.https://www.fantascienza.com/30951/the-running-man-il-nuovo-adattamento-con-glen-powell-si-mostra-nel-primo-trailer
2.https://www.corriere.it/salute/figli-genitori/bambino/26_gennaio_26/liam-l-arresto-degli-agenti-dell-ice-di-un-bambino-di-cinque-anni-e-il-fallimento-morale-dell-america-0c453b47-a106-4384-847d-dfbd18fcbxlk.shtml

Altre Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/L’implacabile_(film_1987)
https://it.wikipedia.org/wiki/The_Running_Man_(film_2025)
https://www.fantascienza.com/28376/l-implacabile-the-running-man-arriva-il-sequel-da-arnold-schwarzenegger
https://it.wikipedia.org/wiki/L’uomo_in_fuga
https://www.comingsoon.it/cinema/news/the-running-man-guarda-una-featurette-video-del-film-di-edgar-wright-tratto/n208460/
https://www.fantascienza.com/30246/the-running-man-il-reboot-sara-piu-fedele-al-romanzo-di-stephen-king
https://www.comingsoon.it/cinema/news/the-running-man-il-nuovo-trailer-italiano-ufficiale-del-film-di-edgar/n209681/
https://it.wikiquote.org/wiki/L’implacabile_(film_1987)
https://www.comingsoon.it/film/l-implacabile/5207/scheda/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/the-running-man-e-le-differenze-con-l-implacabile-secondo-il-regista-edgar/n197417/
https://www.comingsoon.it/film/the-running-man/66457/scheda/
https://www.mymovies.it/film/2025/the-running-man/

 

Credits:
https://www.mymovies.it/film/2025/the-running-man/poster/1/
https://www.comingsoon.it/film/l-implacabile/5207/scheda/
https://www.mondourania.com/urania/u961-980/urania962.htm

Megalopolis

Nel 1940 New York diventa la prima Megalopoli sulla Terra: una City con più di 10 milioni di abitanti. Una Metropoli, invece identifica una città con più di un milione di cittadini. Oggi, sparse per il mondo, ci sono una ventina di megalopoli, una decina -e non poteva essere altrimenti, proprio negli USA.
Il termine “Mega” però, rimanda ad un altro vocabolo, relativo ai cosiddetti Future Studies e cioè “Megatrends” che, in caratteri generali, descrivono i processi in grado di produrre cambiamenti a livello globale sul lungo periodo (anche più di una generazione), spesso legati a fattori strutturali quali: ambiente, demografia, energia, lavoro, innovazione scientifica e tecnologica. E qual’è il termine che, in un certo senso, li racchiude tutti? Avete indovinato: la città. Megalopolis.
Il nuovo film di Francis Ford Coppola (2 Premi Oscar), da poco nelle sale, è, a suo dire, una favola iniziata ben 45 anni fa, mentre scriveva la sceneggiatura per Apocalypse Now (Coppola è autore anche della saga de Il Padrino), che solo adesso dopo aver superato diverse vicissitudini ha portato a compimento.
Il film è un’utopia incastrata tra futuro, il materiale da costruzione, il Megalon, inventato dal protagonista e il passato visto che New York, diviene New Rome, non solo per i nomi (Cesar, Cicero, Crasso, ecc.), per i vestiti e i mònili dal gusto quasi retrò-imperiale; fino alla decadenza, rappresentata dalle enormi statue in marmo che prima si animano per poi cadere a pezzi, e la rinascita con i bozzetti della città futura, da ricostruire dopo una catastrofe, che in realtà non lo è più di tanto.
Il cinema di fantascienza, ci ha più volte mostrato, in ogni aspetto possibile, la città del futuro, mega facce, ma un solo scopo: riuscire a viverci. William Gibson, padre indiscusso del Cyberpunk, disse: «Non scrivo del futuro, scrivo della realtà contemporanea. È in posti reali, senza leggere fantascienza, che mi sono sentito più vicino al futuro, a Singapore, per esempio, a Berlino Est, Hong Kong, Città del Messico. Ovunque la vita sia diventata un’esperienza così estrema che se dovessi viverci io, passerei il tempo urlando» (s.f.).
Vista la situazione attuale, concetto ineccepibile, ma, ed è ciò che si chiede il protagonista -che sembra comandare il tempo, l’architetto Cesar Catilina/A. Driver): «Questa società, questo modo di vivere, sono gli unici possibili?». Certo che no o, quanto meno, forse.
Nel film 2022: i Sopravvissuti: New York è una super megalopoli da 40 milioni di abitanti, le case non bastano più, la gente è allo stremo, dorme dove capita, niente letti, poca acqua, scarsissime risorse di cibo, da una parte e, al solito, di tutto di più per i pochi ricchi… Il capolavoro di R. Fleischer (1973), viene spesso menzionato, soprattutto quando si tirano in ballo le teorie malthusiane. E come non citare, il capolavoro del cinema muto Metropolis (F. Lang, 1927), anche qui, in un futuro distopico (siamo nel 2026, cento anni avanti), un gruppo di potenti industriali governa la città, tiranneggiando sulla classe operaia costretta al continuo lavoro, relegata nel sottosuolo cittadino. Scenografia e fondali suggestivi, futuristici quindi per l’epoca e scene dal ritmo martellante come la famosa sequenza degli operai che si avviano, con l’identico passo ritmato a lavoro, immagine immortalata nel video Radio Gaga dei Queen. Classico esempio di città utopistica è la, anch’essa super megalopoli di Demolition Man (M. Brambilla, 1993), dopo uno spaventoso terremoto, la vecchia Los Angeles ha assorbito le città vicine di San Diego e Santa Barbara, diventando San Angeles, dove si vive, seppur in libertà, con regole assurde, -non è permesso nessun tipo di contatto fisico, sempre divisa in due: sopra i cittadini “modello” e sotto i “ribelli”, nelle fogne. La città degli angeli richiama, ovviamente quella di Blade Runner (R. Scott, 1982), ma anche quella violenta di Predator 2 (S. Hopkins, 1990), o la Detroit di Robocop (P. Verhoeven, 1987), entrambe sotto il dominio dei signori della droga.
E, in questo breve elenco, ma solo per non dilungarci troppo, visto che stiamo parlando della “grande mela”, una menzione, va al film 1997: fuga da New York (J. Carpenter, 1981), dove Manhattan è diventata una città prigione.
Potremmo continuare, perché poi ci sono quelle immaginarie, come le città di Capitol City (saga di Hunger Games), Dark City (A. Proyas, 1988), la Gotham City, della saga di Batman, fino alle simulazioni virtuali come la Los Angeles del 1937 nel film Il Tredicesimo Piano (J. Rusnak, 2000). Ma la fantascienza non è solo “la città”, i suoi must sono anche l’eroe, la donna (quasi sempre da salvare), l’alieno, il robot, il computer e lo scienziato (pazzo o no, fate voi). Volutamente tutto questo non c’è nel film del regista Italo-americano, almeno non nei termini indicati dalla FS, e più che una favola, a tratti sembra una sorta di Grande Bellezza, ma senza l’iperbole del film, premio Oscar, di P. Sorrentino.
Certo c’è l’incredibile materiale inventato dall’architetto che è, se vogliamo, l’unico elemento fantascientifico perché è polivalente, infatti può essere usato indifferentemente come materiale da costruzione, che in medicina e chirurgia come ristrutturazione di organi. Inoltre Coppola, come accennato fa largo uso di bozzetti, furbescamente induce lo spettatore ad immaginare, quindi senza uso di nessun green screen o CGI, che dir si voglia, in un connubio trans mediale tra fumetto e cinema.
Poco da dire infine sulla trama: l’intramontabile gioco a tre, padre-figlia-fidanzato, e le varie lotte, intestine o meno per il potere, con il più classico degli happy end.
Ma l’autore, semina, durante le due e passa ore di visione, una serie di mòniti lungo la strada: «Non lasciate che l’oggi distrugga il per sempre». E se è possibile creare il nostro futuro (il bambino che nasce appunto nel finale, mettendo tutti d’accordo), sei libero solo se «fai un salto nell’ignoto» (intervista a Domenica in).
L’ignoto, ecco il vero Megatrend della razza umana, puerile negare che il futuro è incerto, e non senza rischi, ma è lì davanti a noi, possiamo continuare a sognare, ce lo possiamo (ri)prendere, facendo sì enormi sacrifici ora, per poi magari, afferrare per davvero la Luna.

 

Fonti:
https://www.fantascienza.com/29618/megalopolis-quello-che-sappiamo-per-ora-sul-nuovo-film-di-coppola
https://www.fantascienza.com/30175/ecco-il-nuovo-trailer-di-megalopolis-stavolta-senza-citazioni-false
https://www.fantascienza.com/30256/megalopolis-il-progetto-piu-ambizioso-di-coppola-arriva-oggi-al-cinema
https://www.fantascienza.com/29859/megalopolis-di-francis-ford-coppola-esordira-al-festival-di-cannes
https://www.mymovies.it/film/2024/megalopolis/rassegnastampa/1726248/
https://www.mymovies.it/film/2024/megalopolis/
https://www.comingsoon.it/cinema/interviste/francis-ford-coppola-il-cinema-senza-limiti-il-mondo-senza-confini/n189269/
https://www.comingsoon.it/cinema/interviste/francis-ford-coppola-il-cinema-senza-limiti-il-mondo-senza-confini/n189269/#google_vignette
https://www.comingsoon.it/film/megalopolis/58373/recensione/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/megalopolis-proiettato-per-i-distributori-arrivano-le-prime-indiscrezioni/n176905/
https://www.comingsoon.it/film/megalopolis/58373/scheda/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/megalopolis-francis-ford-coppola-e-la-verita-sui-collaboratori-che-ha/n186970/ – google_vignette
https://www.comingsoon.it/cinema/news/megalopolis-un-nuovo-trailer-ancora-piu-visionario-e-barocco-dei-precedenti/n187180/
https://www.wired.it/gallery/20-citta-immaginarie-straordinarie-cinema-serie-tv/

credit:
https://www.mymovies.it/film/2024/megalopolis/poster/0/

Passengers e i rischi dell’ibernazione

una scena del film Passengers

È ancora nelle sale il film di Morten Tyldum, Passengers (2016) con protagonisti Jennifer Lawrence (l’eroina di Hunger Games) e Chris Pratt. La trama: la nave spaziale Avalon è diretta dalla Terra fino ad un nuovo pianeta simile al nostro, distante 120 anni di viaggio.
Per questo motivo ci sono più di 5000 persone in stato d’ibernazione pronte a risvegliarsi solo pochi mesi prima dello sbarco. Qualcosa va storto: Jim/Pratt, meccanico, per un guasto alla sua capsula, causato da una pioggia di meteoriti, si veglia quando sono passati solo 30 anni di viaggio. Appena capisce che dovrà passare il resto del viaggio, ma soprattutto tutta la sua vita da solo (il processo d’ibernazione non può essere ripristinato), che dovrà morire sulla nave senza vedere mai la meta, cade in uno stato che lo porterà quasi fino alla pazzia e al suicidio.
Quindi dopo averle provate tutte, con nessuno con cui parlare, a parte il barman androide, dopo più di un anno, prende una decisione, secondo me umana, anche se contro le regole e tutti i buoni propositi etici; decide infatti di svegliare una sua compagna di viaggio, la scrittrice Aurora/Lawrence, passeggero di prima classe, facendole credere che anche alla sua capsula si è verificato un guasto. Logicamente ne nasce la classica storia d’amore; senza falsi moralismi, chi non vorrebbe o non ha mai sognato di poter vivere per sempre con la donna che si ama su un’astronave piena di tutti i confort, cibo e divertimenti viaggiando nelle sconfinate distese dell’universo? Questo, a mio parere, è uno dei punti chiave del film, ma non continuerò con la trama per non scoprire il finale.  Anche se sono diverse le chiavi di lettura del film, ampiamente descritte e sviluppate su diversi siti (lascio come al solito la facoltà al lettore di approfondire tali temi), quello che interessa per questo post è analizzare più da vicino l’ibernazione e soprattutto quali sono i rischi e se veramente essa potrà o meno far parte del nostro futuro. Chiaramente questo è un tema caro alla fantascienza letteraria e cinematografica, infatti sono molte le pellicole che hanno usato questa sorta di escamotage per portare essere umani a compiere viaggi spaziali lunghi centinaia di anni, ricordiamo qui i più importanti: da 2001: Odissea nello spazio (S. Kubrick, 1968), fino ad Interstellar (C. Nolan, 2014), passando per Il pianeta della scimmie (F. J. Schaffner, 1968), Alien (R. Scott, 1979), Avatar (J. Cameron, 2009) e in Demolition Man (M. Brambilla, 1993) e Minority Report (S. Spielberg, 2002), anche se per questi ultimi due la situazione è un pò diversa come spiegheremo più avanti.
Per ibernazione s’intende:  «una condizione biologica in cui le funzioni vitali sono ridotte al minimo, il battito cardiaco e la respirazione rallentano, il metabolismo si riduce e la temperatura corporea si abbassa. Può essere intesa come letargo negli animali o anche come ipotermia preventiva in medicina (anche se non si raggiungono mai temperature inferiori a pochi gradi sopra lo zero). È spesso utilizzato come metodo di animazione sospesa per gli esseri umani nella fantascienza» (Wikipedia). La scienza attuale quindi, è ancora abbastanza lontana dall’effettuare un’ibernazione per lunghi o lunghissimi viaggi; ipotermia preventiva a parte, oppure per i pazienti che hanno subito ipossia cerebrale, l’ibernazione (o anche sonno artificiale) è in grado di ritardare solo l’invecchiamento, senza rallentarlo e quindi ciò sconfessa ampiamente chi crede che sia possibile in questo modo, allungare la vita. In breve: se un corpo è destinato a vivere 100 anni, 100 anni vivrà, anche se la sua morte potrà avvenire in una data che oltrepassa di gran lunga il tempo per esso previsto dalle leggi naturali, cioè vivrebbe a “spezzoni”. Ed è ciò che accade ai protagonisti del film di Tyldum e a quelli dei film di Kubrick, Nolan, Schaffner, Scott, Cameron, ma non per i protagonisti di Demilition Man e Minority Report, come detto, in questi casi si parla di criogenesi. Che cos’è la criogenesi? Facciamo un passo indietro. Il 18 novembre scorso i media hanno dato una particolare notizia: nel Regno Unito, una ragazza di soli 14 anni, morta di cancro, ha chiesto e ottenuto, dalle autorità preposte, di essere ibernata dopo la morte. Il processo è molto delicato, in pratica il cadavere (o solo la testa, in quanto entrano in gioco anche i motivi economici), dopo averne accertato la morte, viene drenato del sangue sostituito con sostanze chiamate crioprotettori, infine la temperatura viene progressivamente e lentamente portata a -196° e messo in un cilindro, a testa in giù, pieno di azoto liquido. Nel mondo esistono solo due strutture negli Stati Uniti e una in Russia che per la modica somma, che può arrivare anche a 200 mila euro (o 80 mila per la testa), eseguono la criogenesi e, attualmente sono circa 250 corpi “ospitati” in tali strutture (tra cui 10 italiani). La speranza di questi speciali pazienti (se è possibile usare tale termine) è che in una data impossibile da precisare, la scienza avrà compiuto passi in avanti tali da permettere la resurrezione del corpo, alla fine è di questo che si tratta, sperando che il processo inverso venga compiuto adeguatamente (cioè che gli organi rispondano positivamente) e in più, come per la ragazzina inglese, che la medicina abbia finalmente debellato malattie come il cancro e, si spera, addirittura quelle genetiche e degeneranti. Più che fantascienza quindi o, se preferite, «una scommessa», secondo Roberto Amici, docente di Fisiologia dell’Università di Bologna. E sono solo questi, i labili “pro”, di tutto il contesto, ma molti i “contro”. Analizziamoli. Per prima cosa, messo in sicurezza il corpo, nella capsula, per quanto riguarda l’ibernazione o sonno artificiale (in una particolare struttura o in un’astronave), o nel cilindro pieno di azoto liquido, per quanto riguarda la criogenesi, chi ci dice che la sede resisterà nel tempo e non verrà mai distrutta magari da una guerra, da un terremoto, o da una qualsiasi calamità naturale? Chi ci dice che l’astronave, come in Passengers, proseguirà indenne il viaggio? Tutto sarebbe perduto, ma non finisce qui. Come detto, dopo il “risveglio”, sia per gli ibernati che per i criogenesizzati, sarebbe tutto normale? Si ripristinerebbero naturalmente tutte le varie funzioni vitali normalmente? E come si è “dormito” in tutto quel tempo? Nei film Demolition Man e Minority Report, viene descritta quella che in realtà sarebbe una criogenesi diversa, cioè la conservazione del corpo, per detenzione, ancora in vita. Quindi sarebbe immobilizzato soltanto il corpo, ma la mente, il nostro cervello?
Resterebbe perfettamente sveglio con tutte le complicazioni che ne potrebbero derivare? Si rischierebbe di diventare pazzi? Inoltre ci sarebbero oltre alle problematiche etiche, problematiche prettamente sociologiche. Per i possibili astronauti, se tutto andasse bene, avrebbero a disposizione un nuovo mondo dove cominciare una nuova vita, indipendentemente se si è soli o in compagnia. Ma chi è sottoposto a criogenesi?
Per fortuna, come in molti casi è ancora la realtà a venirci in aiuto. Tornando alla storia della ragazzina inglese, il padre non era d’accordo a che la figlia venisse sottoposta a criogenesi. Perché? Le sue perplessità sono interessanti e molto logiche: se la ragazzina riuscisse nel suo intento o meglio se gli addetti ai lavori riusciranno a risvegliarla e a guarirla, in che mondo vivrebbe? Certo la curiosità di vedere il futuro è forte, ma si ritroverebbe di colpo sola, tutti i suoi cari morti da chissà quanto tempo, senza soldi, senza una casa, un lavoro e forse in una società degradata e pericolosa.
In tutta onestà il gioco non vale la candela. L’immortalità è l’unico e vero sogno dell’uomo, ma questa, secondo la mia modesta opinione, ne è solo una pallida parvenza. Questi sono i sogni di chi non crede nella vera essenza vitale: l’anima.
Io spero che la mia anima, un giorno, finchè durerà questo universo, potrà viaggiare senza vincoli, libera per l’intero cosmo.

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ibernazione
http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2016/11/18/news/gb_giudici_ordinano_ibernazione_post_mortem_di_una_14enne-152241714/
http://www.lettera43.it/it/articoli/attualita/2016/11/18/ibernazione-umana-le-cose-da-sapere-tra-realta-e-fantascienza/206621/
http://www.quotidiano.net/cronaca/ibernazione-criogenesi-1.2687660

Photo credits: http://www.slashfilm.com/passengers-ending/

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