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Disclosure Day: e ora?..

«È accaduto un fatto storico senza precedenti.
La domanda ‘siamo o no da soli nell’universo’ ha avuto risposta
». No, la citazione non è tratta dal film in esame, ma da un altro cult (il film di Spielberg comunque lo diventerà), cioè da Independence Day, che il re riconosciuto del genere catastrofico, R. Emmerich, diresse nel 1996.
A trent’anni di distanza, le astronavi aliene che irrompono nei cieli di New York e di tutto il mondo, risultano ancora minacciose, ma esprimono un concetto che è valido per tutti i film di fantascienza: nello stesso istante del loro palesarsi, l’umanità prenderebbe coscienza di sé, e tutte le differenze verrebbero azzerate di colpo – che è quello che temono i potenti. Dando valore e dignità a tutto il background degli appassionati di Ufo/Uap, concetti «… sconosciuti ai ricchi contenti, ai giovani dabbene, alle fanciulle guardate a vista, alle donne che amano i mariti ed agli uomini seri che battono la strada maestra della vita, comoda, ombreggiata, senza emozioni, come senza pericoli»(1).
Tecnicamente impeccabile il film di Spielberg che torna alla FS vent’anni dopo La guerra dei mondi (il remake con T. Cruise, 2005), sceneggiato da D. Koepp, storico autore (che ha firmato anche le sceneggiature, tra gli altri di Jurassic Park, Indiana Jones, ecc.), partendo da un soggetto dello stesso Spielberg, che vede la collaborazione di altri maestri sia per la fotografia, diretta da J. Kaminski (Schindler’s List, Salvate il soldato Ryan), che per la colonna sonora composta da J. Williams, i cui decenni di collaborazione con Spielberg includono le musiche di Lo squalo, E.T. l’extra- terrestre e Incontri ravvicinati del terzo tipo, con la famosa serie di 5 note (sol, la, fa, fa, do), fortemente valuta dallo stesso Spielberg, sullo schema della parola HELLO.

Independence Day, 1996

L’analisi del film che, per come è stato congegnato non sembra diretto dal maestro che racconta favole, inizia proprio dal title design, la frase Disclosure Day (=Il giorno della divulgazione) compare quasi in sfumatura forse a ribadire il concetto, ribaltato nel finale, che lo stasus quo, non può essere modificato e la verità rivelata poco alla volta. «Gli umani non possono accettare quello che sappiamo». Questo il perché del Cover Up, portato avanti dai governi di tutto il mondo con logicamente gli USA in primo piano, con le varie agenzie FBI, CIA e NASA, e che nel film sono rappresentate dalla Wardex, il cui nome sta per Waived Reporting, Development and Extraction (=Esenzione da obbligo di segnalazione, sviluppo ed estrazione). Il leader N. Scanlon (un sempre ottimo C. Firth), con i suoi agenti che si vestono “in nero” e usano auto nere, «è profondamente coinvolto nel dubbio compito di nascondere ai suoi simili la verità sugli UAP e sulle entità extraterrestri” (omissis) e proteggere le informazioni che conosce e nella sua convinzione che il mondo sprofonderebbe nel caos se certe verità fossero rese note»(PressBook, PB). Quello che intendono fare gli altri due protagonisti, il personaggio interpretato da Emily Blunt (la saga A quiet place), e cioè la meteorologa M. Fairchiald, una vera prova di bravura in quanto, dalle proprie esperienze, incluse l’abduction, trae la forza per sconfiggere il sistema, molto credibile anche per quanto riguarda la lingua aliena con “schiocchi” e suoni gutturali, per realizzare i quali, come ormai è consuetudine per i film di FS di alto profilo, avvalersi sia di una linguista E. Himelstein, per parlare coreano e russo, mentre per la lingua aliena i “vocalizzi” sono stati elaborati in post produzione dal sound designer G. Rydstrom, sette volte premio Oscar.

Qui apro un breve paragrafo, d’obbligo, perché la “xenolinguistica” è materia di studio e una cosa è l’alieno che parla una lingua aliena (l’esempio classico è la lingua Klingon, in Star Trek), molto diverso è quando un essere umano parla appunto una lingua sconosciuta, nel caso e cioè nella scena più ad effetto, Margareth, mentre dà le previsioni meteo viene letteralmente posseduta dall’entità che l’ha parassitata, – e che così si rivela al mondo, fin da quando era bambina come si capisce alla fine quando diventa sensitiva e in grado di leggere nella mente di chi gli sta di fronte. In diverse opere c’è l’umano che parla alieno, il più interessante è quello che si sente nel film Il quarto tipo (O. Osunsanmi, 2009) appunto l’abduction, dove il malcapitato parla addirittura, il sumero! La domanda è: essendo una lingua che sulla Terra non si parla da migliaia di anni, e non essendo uno studioso, come e soprattutto dove l’ha imparata? Questo, nella realtà rafforza proprio il fenomeno dei rapimenti alieni.

Nel film la Blunt, si ritrova con «segreti in grado di cambiare il mondo che solo lei può raccontare»(PB), ma con i quali ha «un profondo legame»(PB). Legame che si palesa nel rapporto con il Dr. D. Kellner, interpretato da un ottimo J. O’Connor; un mago dell’informatica ed ex responsabile della cybersicurezza, proprio per la Wardex, riesce a trafugare, con l’ausilio di una marea di chiavette USB, l’intero archivio segreto con le informazioni, i filmati (footage) sugli alieni e sulla realtà extraterrestre, che insieme al congegno chiamato “il dispositivo”, sono la classica Smoking Gun, la prova definitiva cui gli ufologi, ancora oggi, cercano, invano. Il personaggio è una sorta di ago della bilancia perché si interroga spesso che quelle informazioni devono essere divulgate in quanto «fondamentali sull’esistenza umana e su ciò che si trova oltre i limiti della nostra attuale conoscenza»(PB).

In parallelo, per ciò che concerne il rilascio di documenti segreti, così scottanti, c’è la vicenda dell’hacker britannico Gary Mckinnon che nel 2002, fu accusato dal governo americano di aver violato i sistemi di NASA, Pentagono e Dipartimento della Difesa USA, rivelando di aver sottratto gran parte dei documenti Cosmic Top Secret, riguardo gli UFO, l’elenco dei cosiddetti “ufficiali non terrestri” e soprattutto dell’esistenza di una flotta spaziale la Solar Warden, prodotto di retroingegneria aliena composta da un’astronave madre e diversi ricognitori più piccoli. Sia Margareth che il dr. Kellner sono coordinati da H. Wakefield, l’attore C. Domingo, altro ex membro della Wardex, e fidato assistente di N. Scanlon. Anche egli lotta contro l’ignoto in quanto l’umanità ha «fame di verità», sebbene questa  «sconvolgerà l’ordine costituito in tutto il mondo». Nel creare questo personaggio lo stesso Spielberg ha ammesso, di essersi ispirato alla figura del compianto Prof. John E. Mack, ex capo del dipartimento di psichiatria della Harvard Medical School, il primo scienziato accademico, al mondo, divenuto famoso per le sue ricerche sulla psicologia di coloro che sostenevano di aver vissuto un rapimento alieno, ricerche confluite nel libro del 1999: Passaporto per il cosmo. Trasformazione umana e incontri alieni (Ediz. Venexia).

Spielberg rincara la dose: «Il più grande evento della storia dell’umanità»(dal trailer). Mentre nel servizio del TG1 (28/05/2026), il regista conferma le teorie ufologiche: «Che non siamo l’unica civiltà intelligente nell’universo… che tutto questo, è vero».
Quindi: “Un futuro prossimo più vicino di quanto pensiamo”, nel reportage di C. Proietti che evidenzia gli umori della stampa americana che definisce l’opera del regista di “E.T.” come «fenomenale» e ancora: «Il miglior film degli ultimi 20 anni (omissis) un incrocio tra X-Files e la Bibbia». Sembra un ossimoro, ma non lo è, e occorrerebbero pagine e pagine per spiegare quanto di “fantascientifico” c’è nel libro sacro dei Cristiani. Ma come ogni film di fantascienza che si rispetti c’è, inevitabile il parere della Chiesa: tra crocifissi, tra chi si segna e si genuflette, fino alle ultime parole di Cristo sulla croce, e tra chi sostiene che il film sia un «seguito spirituale»(2), delle precedenti fatiche di Spielberg, una suora esce dagli schemi e afferma: «Perché (Dio, nda), avrebbe dovuto creare un così vasto universo per riservarlo solo a noi?».
Ma anche: «… il senso di meraviglia legato all’ignoto»(3), infatti, ancora il regista: «La Fantascienza mi accompagna da sempre, ho girato molti film su cose che non possono essere spiegate, dagli squali ai dischi volanti (omissis), raccogliere tutti quei documenti è stata un’impresa, sapendo che un giorno potranno finire sotto gli occhi di tutti, tutti in una sola volta»(4).

Alton Barnes, Wiltshire, Inghilterra, 13 agosto 2001

Come non può essere spiegato l’enigmatico strumento che nel film viene chiamato semplicemente “il dispositivo”, stringendo lo stesso in una sola mano, permette non solo la “visione a distanza” (remote viewing), – diventata famosa soprattutto negli anni ’70 quando la CIA e il governo degli Stati Uniti finanziarono programmi di ricerca e spionaggio parapsicologico; ma anche una sorta di teletrasporto virtuale in un luogo diverso e creare in un istante un Crop Circles (i famosi cerchi nel grano, una spina nel fianco della scienza ufficiale in quanto a distanza di diverse decine di anni, ancora non si è capito come si formino gli “agroglifi”) quando è nelle mani del Dr. Kellner. Tutta la natura sembra coinvolta, come se volesse avvertire l’umanità che qualcosa di grosso stia per accadere ed ecco che ritorna la simbologia del Cervo «che sembrano spaventati» ma anche un Cardinale rosso, una Volpe rossa e un Procione, tutti realizzati in CGI, alieno compreso, loro sì, come usciti da una favola, insieme alla casa di Hansel e Gretel.

«Il mondo è sull’orlo del baratro», e non ci vuole molto per capirlo, così arriviamo al gran finale, che se cinematograficamente è valido, non soddisfa a pieno quanti, in primis gli ufologi, si interrogano da anni appunto sul come dovrebbe avvenire il Disclosure: secondo chi scrive non avverrà mai! Nessuna ammissione da parte dei poteri forti, nessuna dichiarazione delle caste di potere: scienziati, militari, politici, industriali e religiosi, – io nutrivo una flebile speranza per Papa Francesco, nemmeno un comunicato ad esempio dall’ONU, niente Edizioni Straordinarie dei media istituzionali: solo il servizio giornalistico della protagonista, mentre scorrono le immagini. Ma lo stesso, il mondo come in Ultimatum alla Terra (R. Wise, 1951), si ferma e tutta l’umanità resta ammutolita a guardare gli schermi televisivi, pubblicitari per strada e soprattutto quello più minuscolo degli smartphone, in fin dei conti, troppo poco e non può bastare certo guardare la realtà attraverso il filtro tecnologico.

Troppo poco perché ormai tutto quello che c’era da dire, forse è stato detto, tutto quello che si doveva vedere forse, è stato visto: ogni giorno, proprio grazie ai telefonini, si registrano eventi strani, senza nessun tipo di ufficialità. I footage che vengono mostrati, soprattutto quelli in bianconero, rimandano ad eventi accaduti, come gli ultimi resi noti poco tempo fa dalla Marina Americana, ma anche un filmato del 1973 girato nella Homestead Air Force Base con il presidente Nixon, quando sappiamo bene che, invece già nel febbraio del 1954 nella base Muroc Airfiled, oggi base aerea di Edwards in California, membri del governo americano presieduto da D. Eisenhower, ricevettero una delegazione aliena! Inoltre, sempre in B/n, corpi di alieni del tipo “grigio”, responsabili dei rapimenti dei due protagonisti e delle loro analisi, sul tavolo, nella stanza piena di luci. Da notare, infine alcuni frames relativi al filmato conosciuto come “il filmato della tenda”, dove si vedono molti reperti recuperati, insieme ai corpi degli alieni nell’ormai sdoganato Ufo crash di Roswell (1947).

E ora? «Il film gioca su ciò che la gente sa, perché l’intera idea è che forze potenti abbiano insabbiato la cosa e cercato di convincere le persone che ciò che abbiamo sentito nel corso degli anni non è vero»(PB), spiega ancora D.Koepp. Watch The Sky, (=Osservate il cielo), ammonisce il giornalista in La cosa da un altro mondo» (C. Nyby, 1951), ma prima dovremmo aprirci all’altro, quasi tornare bambini, a «prima che ci insegnino a cosa credere e cosa pensare, è il nostro cuore a dirci che esiste qualcos’altro là fuori»(Man in Black II, B. Sonnenfeld, 2002). Ed è con il cuore in mano che mi rivolgo a quanti hanno visto il film, non da appassionati, ma da curiosi, a tutti quelli che all’uscita forse è scoccata una scintilla e si sono chiesti: “Ma, chissà?..”, a quanti di loro si sono interrogati sulla veridicità della realtà extraterrestre, posso solo dire: «Benvenuti nel nostro mondo».

Nota dell’autore:
Dove non specificato le citazioni sono tratte dal film.
Il PressBook (PB) è © UNIVERSAL PICTURES e © AMBLIN ENTERTAINMENT.

Note:
1.Cletto Arrighi, La Scapigliatura e il 6 febbraio, Redaelli, 1862.
2.https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-e-davvero-un-sequel-segreto-l-intrigante-teoria-sul-nuovo/n224010/
3.https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-steven-spielberg-se-non-siamo-soli-nell-universo-perche-non/n222372/
4.https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/news/steven-spielberg-la-fantascienza-mi-accompagna-da-sempre/

Altre Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Disclosure_Day
https://www.comingsoon.it/cinema/news/steven-spielberg-il-rischioso-titolo-del-suo-prossimo-film-sugli-ufo-non-e/n195629/
https://www.esquire.com/it/cultura/film/a69805588/disclosure-day-spielberg/
https://cinecittanews.it/disclosure-day-il-trailer-del-nuovo-film-di-spielberg-riaccende-il-mistero-alieno/
https://www.sentieriselvaggi.it/il-misterioso-nuovo-film-di-steven-spielberg/
https://www.ilpost.it/flashes/steven-spielberg-disclosure-day-trailer/
https://www.fantascienza.com/31346/ecco-il-trailer-di-disclosure-day-il-misterioso-film-di-steven-spielberg
https://www.fantascienza.com/index.php/31333/a-pochi-giorni-dal-primo-trailer-si-specula-sul-titolo-del-nuovo-film-di-spielberg
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/video/?vid=48614
https://www.comingsoon.it/cinema/news/aspettando-disclosure-day-rivediamo-al-cinema-incontri-ravvicinati-del/n215608/
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/scheda/
https://www.taxidrivers.it/501717/trailers/disclosure-day-steven-spielberg-rivela-la-verita-sugli-ufo.html
https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2026/05/28/news/disclosure_day_recensioni_critica_americana_nuovo_film_steven_spielberg-425375360/
https://www.repubblica.it/venerdi/2026/05/21/news/steven_spielberg_alberto_angela_disclosureday_film-425359021/?ref=RI_d_a_embed
https://www.fantascienza.com/31548/l-ultimo-trailer-di-disclosure-day-svela-poco-i-nuovi-alieni-di-spielberg
https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/arrivano-gli-alieni-tranquilli-ci-pensa-steven-spielberg-saro-l/n223427/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/steven-spielberg-il-nuovo-film-s-intitola-disclosure-alcune-pubblicita/n213227/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-ecco-il-trailer-ufficiale-in-italiano-del-nuovo-film-di/n218934/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-il-trailer-finale-dell-attesissimo-film-di-steven-spielberg/n223799/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-le-rivelazioni-si-avvicinano-nel-nuovo-spot-in-italiano-del/n216768/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-josh-o-connor-sul-livello-di-segretezza-del-film-un/n222087/
https://www.comingsoon.it/cinema/news/disclosure-day-e-il-miglior-film-di-steven-spielberg-degli-ultimi-20-anni/n223839/
https://www.comingsoon.it/film/disclosure-day/68184/scheda/
https://www.fantascienza.com/31798/il-ritorno-agli-alieni-di-steven-spielberg
https://www.comingsoon.it/cinema/news/quanto-c-e-di-vero-in-disclosure-day-i-casi-ufo-reali-che-hanno-ispirato/n225207/

credit:
https://www.mymovies.it/film/2026/disclosure-day/poster/1/
https://www.ilcineocchio.it/cinema/dossier-la-nascita-di-independence-day-e-il-merito-di-mars-attacks/
https://www.venexia.it/libri/collane/i-ponti/passaporto-per-il-cosmo/
https://petrusplancius.livejournal.com/1210531.html

Marte

È disponibile in rete, qui, la mia ultima intervista condotta dall’amico Roberto La Paglia, sul suo canale youtube Frontiere Proibite. Mai termine è stato più azzeccato di proibito, infatti oltre al famoso cult Forbidden Planet (Fred M. Wilcox, 1956), attualmente Marte, nel senso di frontiera è l’ultima, ma anche nuova frontiera spaziale; proibita perché dopo 44 missioni, miliardi di dollari spesi, non si è ancora riusciti a cavare il cosiddetto ragno dal buco, cioè la ricerca di vita aliena, passata o presente, almeno a livello batterico, sul quarto pianeta. Missioni, peraltro per i due terzi fallite, anche per errori banali, tipo l’equivalenze sbagliate, hanno portato finora, in via ufficiale, ad ammartare, soltanto, orbiter, lander, rover e addirittura droni, come per quanto riguarda la Perseverance, lì da poco. Un viaggio quindi tra scienza, fantascienza e cover up, sì perché secondo alcune fonti, chiaramente non confermate, l’uomo ha già messo piede, oltre che sul suolo lunare, anche su Marte, con il Progetto Pegasus, che schierava tra gli astronauti, i Dieci Titani,  anche, incredibilmente, il giovane, futuro presidente Barak Obama, grazie all’ausilio della flotta spaziale, tipo Star Trek, dal suggestivo nome di Solar Warden. Ultima annotazione, seconda ciliegina sulla torta (la prima la troverete nell’intervista) -vuoi vedere che la tanto strombazzata notizia, che notizia non sarebbe per gli addetti ai lavori, della scoperta di vita sul quarto pianeta dal sole, non serva ad altro se non a distrarre l’umanità da problemi molto più gravi e pressanti?..

UFO: cui prodest?

683821342.jpg Apro questa nuova sezione del blog commentando il mio articolo/recensione, di un episodio dell’apprezzata serie tv Stargate SG1_Covenant, per provare a delineare, brevemente, quali sono le cause dietro allo scellerato “cover up” che viene condotto, ai danni dell’intera umanità, sul fenomeno Ufo.
Il cover up, cioè la mancata e volontaria divulgazione della realtà di un fenomeno potenzialmente in grado di riscrivere la storia umana nella sua globalità, viene portato avanti da una ristretta èlite internazionale di militari, industriali ed esponenti dell’alta finanza cui i vari governi del pianeta sono costretti, giocoforza, ad adeguarsi, per cercare di dare un minimo di credibilità ai loro mandati e che altrimenti verrebbero spazzati via in un sol colpo talora il disclosure sarebbe cosa fatta.
Già questo potrebbe essere uno dei motivi dell’insabbiamento della validità dell’ufologia e soprattutto della realtà aliena sul nostro pianeta, tenuta nascosta in quanto qualora la razza umana fosse messa al corrente di una tale notizia si creerebbe il caos, tutte le attuali caste di potere perderebbero tale privilegio perchè è «al nuovo che si guarderebbe».
Inoltre molti potrebbero psicologicamente non riuscire a reggere il confronto con “il diverso” ancorati come siamo ai vecchi e logori concetti antropologici che pongono ancora l’uomo, a distanza di secoli, al centro dell’intero universo.
Gli studiosi –come me– del fenomeno Ufo, da anni si oppongono a tutto questo, cercando di dimostrare con i loro studi, svolti in maniera seria ed intelligente e con un numero vario e cospicuo di prove –che non stò qui ad elencare, ma che tutti possono constatare facendo un breve ricerca– che tutto questo è maledettamente vero e reale.
Gli scienziati inorridiscono, nascosti dietro il loro ostinato ostracismo, sostenendo che “le prove” non sono sufficienti, conclusive o non ammissibili rispetto ai contenuti del famoso metodo galileiano (il fenomeno non è ripetibile in laboratorio…) che loro per primi non rispettano appieno.
Il tutto sotto la totale sottomissione dei mezzi di comunicazione di massa, i grandi networks, giocattoli nelle mani dell’èlite di cui sopra che, forte del giudizio dell’opinione pubblica, ignara di quanto realmente succede sopra le sue teste, perché sistematicamente distratta da tutta una serie di notizie utili solo per il tornaconto dei potenti che in questo modo riescono a fare “il bello e il cattivo tempo” e questo, credeteci, non è solo un modo di dire.
Se si chiede all’uomo della strada, alla cosiddetta persona “di buon senso”, per dirla alla Asimov, «Che cosa ne pensa del fenomeno ufo?» Questi, nella maggioranza dei casi, vi risponderà: «Ma gli Ufo mi possono servire a fine mese, possono aiutarmi a pagare le bollette..?»(Cfr. http://www.antigravity.it/9052006.htm).
Giusto… No, sbagliato! Come tutti sanno l’economia attuale, i mercati internazionali, si reggono sullo sfruttamento delle risorse non rinnovabili, gli ufologi sostengono che chi viaggia tra le stelle, come una civiltà di Tipo 3 secondo la scala di Kardashev (argomento questo di un prossimo post), è di certo in possesso di un qualche tipo di energia (Cfr. idem), pulita, rinnovabile e sicuramente libera ed a disposizione di tutti, in grado quindi di essere sfruttata per sostenere i fabbisogni forse anche di un intero pianeta.
Così i mercati crollerebbero, le “borse” (già oggi in crisi), fallirebbero istantaneamente ed i proprietari della fetta maggiore di risorse vedrebbero le loro ricchezze svanire, a favore di una più equa distribuzione delle stesse.
Per non parlare poi del senso diverso che darebbe alla vita di tutti noi, il sapere che “non siamo soli”, porterebbe ad una maggiore unione fra i diversi popoli, si aprirebbe probabilmente un’epoca di pace e di convivenza serena, un secco colpo di spugna laverebbe tutte le discriminazioni.
Un mondo diverso è un’utopia, dicono le autorità competenti, “abbiamo ancora la nostra cara vecchia democrazia”, ma «il sistematico inganno pubblico, lungo decenni, rappresenta nel lungo periodo una grave minaccia per ogni repubblica costituzionale. In ultima analisi, l’esistenza di un governo legittimato dipende da cittadini intelligenti e bene informati. Una forte censura dell’informazione, miliardi di fondi neri e super segreti “black project” (gli UFO rientrano molto probabilmente in uno di questi) possono rendere fittizi il governo e la democrazia»(da “Vita extraterrestre: l’altra scomoda verità”, in www.dnamagazine.it/vitaextraterrestre.html).

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