Sono le parole (interrogativo a parte) tratte da una delle preghiere, forse “la” preghiera più importante della cristianità che i fedeli declamano ogni domenica a Messa. La versione nicena-costantinopolitana(1) inizia con «Credo in un solo Dio», frase perentoria ad indicare il monoteismo che apparentemente non ammette repliche; ma ne siamo proprio così sicuri? E soprattutto cosa ne possiamo dedurre?
Il «Creatore del cielo e della terra» e dell’universo(nda), è considerato l’unico Dio.
Nel senso che dovrebbe essere il Dio tutti, nel caso specifico dovrebbe essere il Dio anche di ipotetiche altre civiltà presenti nell’intero Creato.
Nel film Contact (R. Zemekis, 1997), adattato dall’omonimo romanzo di Carl Sagan, scienziato e divulgatore, da molti critici ritenuto forse il migliore nel mostrare in modo serio il rapporto scienza/fede, viene ribadito spesso che se non esistessero altre civiltà intelligenti, oltre a quella umana, «Sarebbe uno spreco di spazio». Inoltre nel film Intruders (D. Curtis, 1992) che, come ho affermato già diverse volte, mostra i pareri di tutte le caste di potere sull’argomento alieno, c’è persino quella di un giovane prete che osserva, in maniera corretta che qualora non ci fossero altre civiltà sarebbe anche un limite alla magnificenza e onnipotenza di Dio. Nel film di Zemekis il ruolo di teologo, scrittore e predicatore, è affidato a padre Joss, addirittura consulente alla Casa Bianca, è proprio egli che esprime il suo parere contrario a scegliere la protagonista, il cui personaggio è ispirato all’astronoma Jill Tarter, che all’epoca era a capo del progetto Phoenix, nell’ambito del SETI (acronimo che sta per Ricerca di Intelligenze Extraterrestri), a rappresentare tutta la razza umana in quanto non credente (il termine “ateo”, secondo me non è corretto). Egli sceglie, anche per motivi sentimentali verso la scienziata che ha scoperto il segnale alieno, il secondo nella lista, considerato più idoneo dal punto di vista pubblico e politico, quindi più adatto a rappresentare l’umanità condividendone i valori spirituali del pianeta, della nazione (gli Stati Uniti) che conclude la breve intervista, prima della partenza (anche se morirà nell’attentato terroristico alla struttura del teletrasporto), ritenendosi fiero, ma opportunista, con anche «il mio Dio». E questo necessariamente implica il fatto che gli alieni verso cui si sta dirigendo possano avere “altro Dio” (1° Comandamento), o che più propriamente possano esserci più Dei. Ma cosa succede o cosa succederebbe qualora due civiltà intelligenti entrassero in contatto? Il cinema di fantascienza ha più volte mostrato l’invasione aliena e la conseguente reazione della civiltà umana. E propio in uno dei più famosi e dei primi sull’argomento, possiamo cogliere diversi concetti interessanti.
Il film è The War of The World diretto da B. Haskin nel 1953 (ne ho parlato qui), le armi, anche quelle atomiche sono impotenti contro l’invasione marziana, la scienza è impreparata, ma secondo il Pastore della comunità, luogo del primo atterraggio delle astronavi aliene, non è stato fatto nessun tentativo di comunicare con le creature che essendo più intelligenti, per questo «sono più vicine a Dio».
Nella scena, altamente drammatica, il religioso, armato di Bibbia e Crocifisso, si avvia, da solo, incontro alle navi spaziali pronunciando: «Camminando attraverso l’oscura valle della morte io non temo il male» … «Tu hai unto la mia testa con l’olio, la mia coppa trabocca», che è una delle traduzioni accettate del Salmo 23, conosciuto anche come il Salmo di Davide, «E io dimorerò nella casa del Signore, in eterno…», prima di essere incenerito. L’umanità è allo sbando, forse vive le sue ultime ore prima della fine, la gente riempie le chiese -e questo era già successo nella realtà: nel 1938 il grande Orson Welles, mise in scena, alla radio, proprio l’adattamento del romanzo di H. G. Wells, dal quale è tratto l’omonimo film, ottenendo le stesse reazioni di panico e nel tentativo di ottenere un miracolo, fedeli e non usano la sola e unica arma rimasta, la preghiera. Nel film, come nel romanzo, il miracolo avviene: i marziani, respirando la nostra aria vengono uccisi dai batteri presenti nella stessa, innocui per noi, letali per gli extraterrestri: «distrutti dagli esseri più microscopici che Iddio, nella sua infinita saggezza aveva messo su questa Terra…». Le campane suonano incessantemente, i cori si innalzano fin nel più «alto dei cieli», i due protagonisti si ritrovano e si abbracciano proprio nella casa del Signore, le preghiere sono state esaudite, ma allora perché Dio dovrebbe scegliere? Perché il Dio creatore dell’universo e quindi Padre di tutti, umani e non dovrebbe preferire gli uni, invece che gli altri? Gli alieni, essendoci un unico Dio non sono anch’essi figli suoi?
Il dilemma non è facile da digerire e le implicazioni sono spiritualmente cruciali perché alla base proprio della fede Cristiana, la risposta la possiamo trovare, sempre nella Bibbia, in particolare nell’Antico Testamento (nel Nuovo Testamento si parla dell’Incarnazione e del Dio fatto uomo). Visivamente nella carrellata all’indietro, in Contact una delle più lunghe della storia del cinema(2) che mostra a ritroso tutto il nostro sistema solare, dove la vista si perde nello spazio senza fine o universo come se Dio -o altre intelligenze («spietate» nel caso de La guerra dei mondi), vegliasse su di noi. Con il ragionamento, ancora a ritroso, si scopre che in realtà nell’AT, Yahweh, non sceglie una Galassia (nel nostro caso la Via Lattea), non sceglie un Sistema Solare, nè tantomeno un Pianeta (la Terra), nemmeno l’umanità intera; allora un continente? No! Una Nazione? No! Un Popolo? Nemmeno! Un’Etnia? Neanche! Una Tribù? Assolutamente No! Soltanto un semplice, piccolo Clan familiare, aspramente in lotta, per accaparrarsi pezzetti di terra, con i parenti più stretti che però servivano altri Dèi. E Yahweh, senza un briciolo di spiritualità e con il quale si poteva parlare face to face, è stato fatto diventare il Dio vero.
Note:
1.https://www.vaticannews.va/it/preghiere/credo.html
2.Cfr. https://www.filosofico.net/contact1997.htm#google_vignette
Altre Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Contact_(film)
https://www.cinefilos.it/tutto-film/approfondimenti/contact-trama-cast-significato-streaming-591376
Claudia e Giovanni Mongini, Storia del cinema di fantascienza, Vol. 1, Fanucci Editore, 1999.
Credits:
https://www.mymovies.it/film/1997/contact/poster/0/
https://www.youtube.com/shorts/LhEV2Vbr0kg

Un esame che fa riflettere, che si muove nelle profondità dell’animo umano giungendo fin dove le domande e le risposte rimangono in bilico sulla sponda dell’abisso che ospita l’ignoto, senza mai cadere, per paura o per scelta. Ritengo personalmente, e con estrema umiltà, che il concetto di Dio, Fede (non religione) e ipotesi extraterrestre siano i frammenti di una verità che nel tempo si è frantumata in mille pezzi, in mille schegge che, nel tempo e fino ad oggi, in tanti cercano pazientemente di rimettere insieme.
Credo anche che la contrapposizione fideistica al tema alieno non debba essere intesa nei termini Dio/Alieni bensì all’interno di uno scenario che va oltre questi due concetti.
Esiste un mistero che sta dietro tutti i misteri dei quali ci occupiamo, dietro lo stesso concetto di Dio, dietro la stessa ipotesi extraterrestre, ed è un mistero al quale non siamo ancora riusciti a dare una forma e una immagine; bisogna andare oltre tutti gli scenari, oltre le classiche domande se Dio esiste o no, se c’è nella Bibbia oppure no, quale sia stato il suo vero nome, e via dicendo… è oltre tutto questo che si trova il vero mistero da risolvere, al quale dare un nome e un volto.
Grazie Giuseppe per questo interessante spunto di riflessione.